Jesse England, l'uomo che fotocopiava gli e-book

Articolo pubblicato il 22 giugno 2015
Articolo pubblicato il 22 giugno 2015

Se il commesso della libreria dove avete acquistato un libro si presentasse un giorno a casa vostra per riprenderselo, voi come reagireste? Nel 2009 una cosa simile è accaduta in America. La libreria era virtuale, il commesso si chiamava Amazon e molti utenti ne hanno denunciato il furto. Jesse England, un artista multimediale di Pittsburgh, ha pensato a qualcosa di molto interessante.

Un Kindle, una fotocopiatrice, due ore di tempo e 350 fogli: ecco i numeri di E-book backup, l’idea dell’artista trentaduenne Jesse England concepita dopo aver riflettuto sull’azione portata avanti da Amazon nel 2009 a seguito di un problema relativo al copyright di alcuni e-book.

«Qualche anno fa – spiega Jesse – degli utenti si accorsero che alcuni libri da loro acquistati erano stati improvvisamente rimossi dalla libreria del loro Kindle senza un consenso preliminare; questo è successo perché alcuni titoli erano stati messi in vendita da un editore che in realtà non aveva i diritti per farlo. Quando i consumatori si accorsero del “furto” chiesero spiegazioni ad Amazon che subito si scusò e rimborsò i lettori tramite offerte e card regalo».

Jesse apprende questa notizia dalle pagine del New York Times e ne rimane turbato. Si scatena in lui una riflessione sulla natura della proprietà digitale e sulla memorizzazione elettronica dei dati che carichiamo online. «Non credevo che una cosa del genere potesse accadere – continua Jesse – non credevo che Amazon potesse “entrare” virtualmente nel mio archivio e riprendersi alcuni dei libri che io avevo acquistato. Siamo costantemente a contatto con delle informazioni, anche con dei ricordi, che in realtà non ci appartengono, ci sono solo dati in prestito, chiunque un giorno potrebbe riprenderseli».

Qui nasce l’esigenza per Jesse di creare una copia del libro di “backup”, una sua copia sicura, fotocopiata dal Kindle, schermata dopo schermata. Una piccola provocazione per portare le persone a riflettere sulla trascendenza di ciò che le circonda. Un po’ come per il classico album delle fotografie, soppiantato recentemente da archivi digitali sul desktop del pc o dai meandri di qualche social network.

La scelta del libro da fotocopiare per Jesse è stata semplice. Tra i titoli rimossi da Amazon compariva anche “1984” di George Orwell. «Mi ha fatto sorridere il fatto che quello fosse uno dei libri rimossi. È una strana coincidenza, dato che proprio lì si parla di una società controllata dove le informazioni vengono manipolate dall’alto. In un certo senso, quello che rimane di tutta questa faccenda è proprio questo senso di controllo, di invasione nella privacy di quei lettori».

Sebbene a prima vista la copia redenta di “1984” possa essere scambiata per una critica luddista al progresso tecnologico o per una sorta di azione nostalgica di qualche sostenitore del mezzo cartaceo, le motivazioni dietro a E-book backup vogliono essere un avvertimento sui rischi e le derive del digitalizzarsi della società e, soprattutto, del potere che la regola.

«Non sono contro la tecnologia, la cosa che però mi preoccupa è che tra qualche decennio, quando le persone capiranno che le cose di cui dispongono sono solo qualcosa di “affittato” e quindi di effimero, reagiranno negativamente, perdendo il controllo degli apparecchi e dei contenuti digitali. Non temo i supporti elettronici; temo solo una mano invisibile capace di riprendersi ciò che è mio o che credevo fosse tale».

Nonostante Jesse mi assicuri più volte durante l’intervista di non essere un nostalgico dei tempi andati, la sua arte vive di forti contrasti temporali, di innesti ibridi, camuffamenti e salti sulla linea del tempo.

Tra i suoi progetti spicca anche la Sincerity Machine: The Comic Sans typewriter dove Jesse ha modificato i tasti di una macchina da scrivere per farli battere sul foglio lettere con il font Comic Sans, tipico invece del mondo dei computer. Oppure il Retro Nostalgic iPhone 1 case for iPhone 5: cover per iPhone5 in cui viene riprodotto il dorso di un iPhone 1.

E ancora: la Street view film camera, macchina fotografica simile ad un'usa e getta dal cui obiettivo si scattano fotografie che riportano in alto a sinistra gli strumenti di localizzazione tipici di Google Maps. Infine il progetto più recente, sintesi perfetta del binomio preferito da England, qualcosa del presente unito a qualcosa del passato per concepire un terzo oggetto futuroUniversal Record è un piccolo giradischi con al suo interno installato un ricevitore audio bluetooth in grado di riprodurre un qualsiasi file musicale con un semplice controllo da remoto, per esempio da uno smartphone. Mentre la musica suona la puntina del giradischi si mette in moto ricreando, sopra alla traccia principale, il tipico rumore del vinile che gira. L'effetto? Musica contemporanea al sapor di nostalgia.