Jérôme Kerviel, l'uomo più povero d'Europa

Articolo pubblicato il 06 ottobre 2010
Articolo pubblicato il 06 ottobre 2010
Martedi 5 ottobre, nella sala udienze del Tribunale di Parigi, l'ex trader della Société Générale Jérôme Kerviel ascolta ammutolito la sentenza dei giudici francesi che lo condanna a 5 anni di carcere (di cui 3 di custodia cautelare) e a un risarcimento di 4.9 miliardi di euro di danni alla vittima: la banca. All'improvviso, un uomo si alza e urla. Un urlo che risuona come un'eco sul web.

«A seconda che voi siate potenti o miserabili, i giudizi delle Corti vi faranno bianchi o neri: la morale di La Fontaine mostra ancora la sua modernità ed il suo essere tristemente attuale», commenta amareggiato l’autore del blog "SauvezKerviel". A suo giudizio, la giustizia francese assolve la Société Générale con una sentenza «sbalorditiva», tanto quanto ha sorpreso tutti lo Stato americano, allorché salvò le sue banche fraudolente dal fallimento nel 2008. Secondo voi è dunque possibile definire Jérôme Kerviel come il capro espiatorio di una banca cinica che vuole nascondere le sue "vere" perdite causate dalla crisi?

L'altra domanda è: l’ex-trader rimborserà davvero 4,9miliardi di euro, vale a dire 170.000 anni del suo attuale stipendio? E ancora: la Société Généralerinuncerà a esigere questa somma strabiliante dalla sua "pecora nera"? In caso contrario, i suoi figli vivranno schiavi delle banche, di generazione in generazione?

Resta ancora una domanda. Dal 2008, si moltiplicano i gruppi su Facebook di chi vorrebbe salvare il "James Bond della Société Générale": «Che ogni francese doni 75 euro à Kerviel!», «Doniamo tutti 1 euro alla banca per salvare Jérôme Kerviel», o ancora, «Operazione “Pièces Jaunes”(ovvero "raccogliamo le monete da un centesimo, ndr) per Jérôme Kerviel». Gli internauti salveranno il trader più sfrontato e più indebitato della storia o la solidarietà segnerà una battuta d’arresto quando ci si troverà a comporre il proprio codice di carta di credito… della Société Générale?!

I cugini europei di Jérôme Kerviel:

Italia

Per aver fatto fallire il gruppo alimentare Parmalat nel 2003, Calisto Tanziè stato condannato definitivamente a pagare, insieme ai colleghi Giovanni Bonici e Luciano Silingardi, ben 105 milioni di euro per risarcire i risparmiatori che si sono costituiti parte civile, e a scontare 10 anni di carcere. L’ex proprietario e fondatore del gruppo aveva nascosto un buco di bilancio pari a 14 miliardi di euro.

Gran Bretagna

Il trader britannico Nick Leeson, per aver fatto fallire la banca inglese Barings nel 1995, ha dovuto pagare interessi e danni pari a 827 milioni di sterline (quattro volte meno di Jérôme Kerviel) e scontare 5 anni di carcere.

Ciononostante, per il quotidiano ingleseThe Telegraph, il solo uomo che meritava di finire in carcere era Geir Haarde, l’ex primo ministro islandese. Grazie a una malsana connivenza con il sistema bancario, è riuscito a trascinare in rosso un paese in vigorosa crescita e gettare discredito sull'intera classe politica islandese.

Foto: (cc)h.koppdelaney/flickr