[ita] Z”L, Yoav, Riposa in pace

Articolo pubblicato il 16 gennaio 2015
Articolo pubblicato il 16 gennaio 2015

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Nessun uomo è un isola… La morte di qualsiasi uomo mi sminuisce". John Donne, 1624.

Yoav Hattab, studente ventunenne e instancabile esponente dei movimenti sociali, è stata una delle vittime dell'attacco al supermercato kosher a Parigi il 9 gennaio 2015. Ci siamo conosciuti in occasione del Forum Sociale Mondiale del 2013 in Tunisia, suo Paese d'origine. Due anni prima, era stato tra i membri del Comitato per i Diritti Umani Tunisino che si presentò dinanzi alla Comissione Europea a Bruxelles. Yoav era a Parigi per studiare marketing e stava facendo le sue ultime compere prima del Shabbat. Quel venerdì, cercò di utilizzare un'arma, che era stata buttata da parte, per mettere fuori gioco l'attentatore armato fino ai denti e salvare la vita degli altri ostaggi, ma l'arma si bloccò e lui perse la vita.

Il padre di Yoav, Benyamin Hattab, grande rabbino di Tunisi, ha dichiarato che suo figlio aveva paura di indossare la kippa a Parigi “In Tunisia, ci rispettano. Anche durante la Rivoluzione, allora non esisteva alcun problema. Eravamo rispettati dallo Stato e dalla gente. Sì, anche dagli arabi. Dopo la rivoluzione, furono chiuse tutte le scuole, ma la mia restò aperta…. Non abbiamo mai avuto alcun problema con gli arabi. Siamo cresciuti insieme”.

L'ATSM (l'associazione tunisina per la difesa delle minoranze) rilasciò rapidamente un comunicato stampa denunciando la mancata reazione da parte del governo tunisino. L'ATSM “condanna il silenzio delle autorità tunisine di fronte alla morte del giovane tunisino Yoav Hattab e ricorda al Ministero degli Affari Esteri che il suo dovere è quello di offrire il massimo sostegno in caso di attacchi ai danni di un cittadino tunisino”. La presidente dell'associazione, Yamina Thabet, ha espresso su Twitter il suo disgusto di fronte alla partecipazione del Primo Ministro alla manifestazione tenutasi domenica a Parigi.

Nel 2011, lo stesso Yoav aveva pubblicato il seguente messaggio sui social network:

"Amo il giudaismo: amo Mosé! Amo il cristianesimo: amo la vergine Maria, amo Gesù!

Amo l'Islam: amo Maometto, amo Allah.

Possa la pace essere con tutti loro!"

Non possiamo che augurarci di trovare conforto nei riti della nostre fedi o nelle parole dei poeti. “Nessun uomo è un'isola… La morte di qualsiasi uomo mi sminuisce.” John Donne, 1624.

Zichro livracha, Yoav, possa tu riposare in pace.