[ita] Viaggio verso il Sud: più che un festival

Articolo pubblicato il 07 settembre 2016
Articolo pubblicato il 07 settembre 2016

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Testo: Susanna Arús Fotografia: Karina Logotheti e Susanna Arús Un Festival di musica è sinonimo di svago, ritmo, affluenza di gente, stanchezza, evasione dalla città e una lunga lista di concetti. 

Lo scorso fine settimana ha avuto luogo a Marmande, un piccolo comune al sud della Francia, il 15º festival Garorock : 3 giorni, più di 80 artisti e un’inevitabile opportunità per una studentessa Erasmus in Francia.

crédits Susanna Arus et Karina LogothetiIn questi tre giorni, a Marmande, abbiamo condiviso un’esperienza una catalana, due greche, una bulgara e un francese. La lingua francese e quella inglese finirono per diventare un’unica lingua, e il risultato fu, tra risate e curiosità, un brindisi in lingue diverse. L’importante è riuscire a comunicare, no?

Il viaggio iniziò a Parigi, sei ore e due treni, una camminata fino l campeggio e alla fine l’istallazione della tenda. Tutto è pronto. Il campeggio sembra essere una straordinaria spianata di erba e un bosco in cui risulta impossibile vedere dove finisce la marea di tende montate e inevitabilmente ti domandi: ma quanta gente ci sarà? L’organizzazione è eccellente e le prestazioni sono multiple e diverse, da una bancarella di dolci, cibo da asporto e una tenda dove rilassarsi prendendo un tè o un caffè biologico, fino a una zona di concerti dove è possibile continuare la festa una volta finita, alle sei di mattina, quella dell’area ufficiale del Festival.

vcrédits Susanna Arus et Karina Logotheti

Un numeroso corpo di volontari rende possibile la buona organizzazione del festival. Per quanto riguarda la sicurezza, questo è un altro dei pilastri importanti. È venerdì, alle ore 19 del pomeriggio, e i concerti sono già iniziati! Bisogna andare già verso il recinto del festival, fare la fila e sottomettersi a un controllo che non ha niente da invidiare ai fastidiosi controllori degli aeroporti.crédits Susanna Arus et Karina Logotheti Il festival ci offre tre diversi scenari, più una zona chiusa usata come club principalmente dai dj’s. A partire dalle ore 19 fino alle 5 di mattina, c’è sempre più di un concerto da poter scegliere: esponenti del rock, pop, hip hop, elettro, reggae e trance sfilano davanti agli spettatori e offrono veri show. 

crédits Susanna Arus et Karina LogothetiIl pubblico, appassionato, apprezza sempre i gruppi che vedono o conoscono per la prima volta. In più di un’occasione mettono in scena dei veri e propri spettacoli e i cantanti offrono pezzi teatrali degni di studio. Provocazione, originalità e sorpresa sono parole che definiscono gruppi come Sexi Sushi, Bonaparte o Shaka Ponk.

crédits Susanna Arus et Karina Logotheti  Dentro l’area, a parte bar e concerti, hanno istallato anche stands di cibo. Si può scegliere tra kebabs con patate fritte, churros, fajitas o un piatto di tartiflette. Qualsiasi opzione sembra perfetta per recuperare energia.

crédits Susanna Arus et Karina LogothetiÈ chiaro che in questi festivals troverai gente di tutti i tipi. Giovani di 15 anni con i propri zii o cugini maggiori, gruppi di amici di 50 anni con una lunga storia da rockettari alle spalle, studenti stranieri e giovani dello stesso paese di Marmande. Si respira una buona atmosfera e convivialità anche se richiama l’attenzione la combinazione di sfasatura, droga e il proprio corpo portato al limite.

crédits Susanna Arus et Karina Logotheti Di ritorno a Parigi, i tre giorni in cui il tempo non passava e solamente pensavamo ai concerti, già sono solo un ricordo in più. Non mi resta che tornare alla stazione Gare de Montparnasse e fare in fretta per non perdere l’ultima metro.