[ita] Ungarn: Mit Tablets gegen Internetsteuer 

Articolo pubblicato il 24 novembre 2014
Articolo pubblicato il 24 novembre 2014

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Decine di migliaia di cittadini ungheresi protestano contro il disegno di legge per l'imposta su internet del governo Orbán. Tra i dimostranti ci sono molti giovani che brandiscono cellulati e tablets durante la manifestazione. Il mare di luce degli schermi è diventato il simbolo della protesta. Per loro tutto ciò significa molto di più di una legge discutibile. 

 Su un cartello che si staglia sopra un mare di teste si legge: " Siamo Ungheresi, non sostenitori di Fidesz" ( Fidesz è il partito al governo presieduto da Orbán). Lì accanto si crea un piccolo spazio vuoto, un ragazzo in sedia a rotelle attraversa con i suoi amici il ponte Elisabetta di Budapest. All'improvviso accende l'illuminazione del suo smartphone e lo tiene in alto come molti delle decine di migliaia di dimostranti presenti.

Il mare di luci di telefoni cellulari e tablets è diventato il simbolo della protesta in corso in Ungheria contro il disegno di legge sull'introduzione di una tassa su internet. Tutto è cominciato alcune settimane fa, quando è stato pubblicato il quadro finanziario delle imposte per l'ano prossimo. In quest'occasione il ministro dell'economia nazionale Mihaly Varga,membro del partito nazionalconservatore al governo Fidesz, ha proposto una legge che prevede la tassazione del traffico internet per 150 Fiorini (circa 50 cent.) per ogni gigabyte, ovvero, secondo il portale di informazioni ungherese Index.hu., più di quanto molti ungheresi paghino per la connessione internet mensilmente.

Flusso di protesta in rete

L'opposizione a questo progetto di legge si è formata velocemente, soprattutto attraverso la pagina facebook " Centinaia di migliaia contro la tassa su internet". Anche diverse associazioni di informtici, aziende come Telekom Ungheria e politici dell'opposizione hanno espresso il loro dissenso contro il piano del governo. Il disegno di legge è stato quindi corredato di un limite massimo: per le connessioni internet domestiche non possono essere riscossi più di 700 Fiorini [2 Euro e 20, secondo l'accordo europeo A.d.R.], per le connessioni internet aziendali il limite è stato posto a 5.000 Fornini [circa. 16 Euro; A.d.R.]. Per gli oppositori di questa legge questo non è tuttavia abbastanza.

Nei giorni successivi le strade di Budapest si sono nuovamente riempite di dimostranti. Al momento le proteste non hanno luogo solo nella capitale ma anche in altre città dell'Ungheria. Tuttavia il partito del presidente dei Ministri Viktor Orban si è mostrato intransigente. Antal Rogan, presidente del gruppo del partito  Fidesz in parlamento, ha dichiarato in un'intervista che questo contributo sarebbe da versare per il bene della società, " Ognuno riceverà ben più di quanto pagherà con le tasse."

Tuttavi amolti cittadini ungheresi non credono alle parole di Rogan. Accuse di corruzione, tra cui contro la direzione dell'agenzia delle imposte ungherese, e le spese di milioni di euro per la ristrutturazione di alcuni stadi da calcio hanno già rovinato la reputazione del governo. A ciò si aggiunge il fatto che lo stesso governo si contraddice, infatti nel 2008 il governo socialista in carica aveva pianificato di introdurre delle imposte simili. Allora il partito Fidesz acclamò il ritiro della proposta di legge dal momanto che il partito sarebbe "per principio" contrario a una tassa " talmente illogica e inaccettabile".

Non allontanarsi dall'Europa

Contraddizioni come questa spingono persone come Attila a partecipare alle proteste a Budapest. " È semplicemente troppo", dice il fisioterapista originario dell'Ungheria orientale. "L'idea della tassa su internet ci mostra nuovamente che noi paghiamo letteralmente per il pessimo governo di Obrán e Co."

Voci si critica riguardo questa tassa sono arrivate anche da Bruxelles. Il portavoce del Commissario Europeo per le questioni digitaliNeelie Kroes ha dichiarato che la tassa sul traffico internet sarebbe una cattiva idea anche solo a causa della debolezza economicha dell'Ungheria rispetto alla media europea. La proposta mostrerebbe nuovamente il comportamento preoccupante e la pratica legislativa del governo ungherese. Durante le proteste delle scorse setimane la bandiera europea era presente ovunque e i dimostranti hanno scnadito un coro di " Europa, Europa!" non appena è stato suonato "l'inno alla gioia".

" Non vogliamo allontanarci ancora di più dall'Europa", Balazs Gulyas, l'iniziatore ventisettenne delle proteste. Una nuova ondata di proteste si è tenuta il 17 novembre, a seguito della quale il presidente Orbán ha ritirato il progetto di legge.

L'autrice di questo articolo, Erzsa Weil, è il corrispondente n-ost per il giornale sull'europa orientale  ostpol.