[ita] Un (non) paese chiamato Transnistria

Articolo pubblicato il 25 agosto 2014
Articolo pubblicato il 25 agosto 2014

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Il Bulli Tour continua! Scoprite il viaggio dei nostri due giovani di Strasburgo in Transnistria, partiti in una Combi VW alla scoperta di questo (non) Paese.

Transni...che?

Che strano paese, il paese inesistente. La Transnistria è patria di 550.000 cittadini che hanno un passaporto, un presidente, un esercito, una moneta e un parlamento, ma per viaggiare al di fuori dei propri confini devono munirsi di un altro passaporto, solitamente russo o moldavo. “il mio passaporto transnistriano è valido solo nel nostro territorio di 4200km quadrati. Se esco di qua, devo prendere il mio passaporto moldavo” spiega con logica Alexander Tikkun, giovane matematico che vive a Tiraspol e sogna di andare a Mosca.

In origine la Transnistria era una regione della Moldavia. A maggioranza russofona, gli abitanti dell'est hanno temuto nel 1990 un'annessione alla Romania, della quale non avevano mai fatto parte, al contrario della Moldavia occidentale che dopo lo sgretolamento del blocco sovietico, si è auto-proclamata “Repubblica moldava del Dnestr”. I negoziati tra moldavi dell'est e moldavi dell'ovest non ebbero buon esito e nel 1992 scoppiò la guerra civile, che causò la morte di 2 mila persone e numerosi dispersi.

Sotto l'influenza russa

Un cessate il fuoco permise di porre fine ai combattimenti, senza però che venisse ratificato alcun trattato in seguito: è lo status quo. Le frontiere di questo piccolo territorio secessionista sono controllate da soldati transnistriani ma anche da unità russe. Mosca terrebbe sempre 1500 uomini pronti. In realtà, Vladimir Putin controlla di fatto questa regione, senza averla annessa. Questo gli permette di controllare gli eventuali avvicinamenti della UE alla Moldavia. Composta da un terzo di moldavi, un terzo di russi e un terzo di ucraini, la Transnistria odierna vive nel girone russo.

Quanto alla Moldavia, è tenuta lontana dall'Unione Europea grazie ai ricatti moscoviti.

Le minacce mandate dall'amministrazione del Cremlino sono chiare: la Moldavia perderebbe definitivamente la Transnistria se tentasse di avvicinarsi ancora un po' a Bruxelles. Chisinau, la capitale moldava, si trova ad uno stallo in quanto non può sopravvivere se non coltiva le relazioni né con l'est né con l'ovest.

Difficile riconoscenza

solo qualche altro territorio separatista riconosce la legittimità e l'esistenza della Transnistria. I suoi alleati sono per la maggior parte delle regioni non riconosciute a livello internazionale, quali l'Ossezia del Sud, l'Abkazia e la “Repubblica Popolare del Donetsk”. Questi territori che si vorrebbero delle nazioni sono tutti nati da guerre civili a seguito del crollo dell'Unione Sovietica. Nemmeno Mosca riconosce la Transnistria, ma alimenta volentieri la sua russofilia e ci gioca. La regione autonomista si è impuntata e ha richiesto piu' volte l'annessione alla Russia. Nel 2006 un referendum non riconosciuto dall'Unione Europea indicava che il 97% dei Transnistriani volevano entrare a far parte ufficialmente della Federazione, diventando cosi', come Kaliningrad, un'enclave russa.

Un conflitto molto attuale

Le tensioni tra le due entità moldave restano sempre palpabili. Dal cessate il fuoco del 1992, le truppe di Chisinau controllano le 2 enclavi ad est del Dnestr. Dall'aprile del 2014, gli agricoltori dell'enclave di Cocierl non hanno piu' il diritto di irrigare i loro campi di grano. Il 95% dei loro terreni si trovano dall'altra parte del confine ma l'accesso viene loro ormai totalmente negato dall'esercito: una situazione inedita. Fino ad ora si trattava di divieti temporanei. Oggi gli agricoltori rischiano il fallimento: “siamo allo sciopero tecnico per i nostri 60 lavoratori da mesi. Perderemo milioni di LEI e i nostri campi saranno danneggiati, la terra non ci verrà ridata”, spiega Piotr Ciracenko, il contabile della società agricola moldava Victoria Cocieri.

Lo snodo del conflitto Ucraino potrebbe avere un impatto sul futuro dei moldavi da una parte e dall'altra del Dnestr. Alcuni osservatori evocano una “seconda Crimea”. In realtà, l'enclave geografica di questa regione la rende molto dipendente dalle decisioni e voleri dei suoi vicini.

Questo articolo fa parte di una serie di reportage realizzati nel quadro del progetto “Bulli Tour Europa” di cui Cafebabel Strasbourg è partner. Per scoprire altri articoli andate su (www.​bul­li­tour.​eu). Crediti foto: “Bulli Tour Europa”