[ita] Topten : la guida ai dispositivi eco-sostenibili

Articolo pubblicato il 01 luglio 2017
Articolo pubblicato il 01 luglio 2017

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Perso tra i dispositivi elettronici, anche se le etichette riportano la loro consumazione energetica ? Per fortuna c'è Topten  a rimediare, elencando i migliori dispositivi in circolazione e  consigliando i consumatori. Incontro con Sophie Attali di Topten, il progetto finalista agli Energy Awards della Settimana Europea dell’Energia Sostenibile.

Cafébabel : In due parole come descriverebbe Topten al pubblico ?

Sophie Attali : Topten é una rete europea, presente in 16 Paesi. Il nostro lavoro é d’identificare i prodotti a minor impatto energetico e di indicarli precisamente ai consumatori. Ogni informazione é disponibile sul nostro sito. Inoltre, offriamo anche consigli per scegliere e utilizzare accuratamente gli elettrodomestici e gli apparecchi elettronici.

Cafébabel : Rispetto alle etichette energetiche adottate dalla Commisione Europea, qual é il valore aggiunto di Topten ?

Sophie Attali : Le etichette sono assolutamente fondamentali. Senza queste non potremmo fare nulla perché costringono i produttori a parlare tutti lo stesso linguaggio. Ci sono sempre delle differenze sul mercato europeo : in Germania per esempio ci sono molte più offerte di prodotti a basso impatto energetico, più che in altri Paesi.I consumatori quindi hanno bisogno di aiuto per sapere quali sono i prodotti meno energivori. Topten non si concentra su quelli che sono di migliore qualità ma piuttosto su quelli che hanno un minore impatto. Paradossalmente le etichette sono state vittima del loro stesso successo : ci sono ora sempre più sottocategorie (A+, ++, +++), ed è sempre più difficile avere una chiara comprensione. Per fortuna queste sottocategorie spariranno, anche se questo processo é ancora piuttosto lento. Oggi possiamo pensare che un prodotto A+ faccia parte dei migliori della sua gamma, quando invece per molti apparecchi un A+ é un livello mediocre. E' quindi utile che un progetto come Topten indichi ciò che é  meglio per una determinata gamma di apparecchi e faccia sapere che per un certo tipo di prodotti bisogna raggiungere il livello A+++ per avere un buon prodotto.

Cafébabel : In quale misura la consumazione energetica é un criterio di scelta per i consumatori ?

Sophie Attali : E' un criterio di scelta, visto che l’etichetta energetica europea ha un tasso di autorevolezza elevato: circa l’80% degli europei la conosce. Questo é già un buon indicatore e sappiamo che oggi le persone cominciano a preoccuparsene di più, anche se la priorità rimane l’aspetto economico. Pensano che risparmieranno comprando dei prodotti economici, non pensano all’ambiente, quando invece questo fà la differenza.

Cafébabel : Dall’adozione delle etichette energetiche ci sono stati dei cambiamenti importanti ?

Sophie Attali : Enormi: c’é stato un doppio cambiamento. Dalla parte dei consumatori, che esprimono una domanda crescente per  prodotti a minor consumo energetico, ma anche e soprattutto un cambiamento dalla parte dei produttori. Quando l’etichetta é apparsa e hanno visto che i loro prodotti venivano classificati di colore rosso o arancione, hanno apportato delle modifiche da soli. Il fatto che sia obligatoria e regolamentare costringe ogni attore a cambiare. Senza dubbio oggi i produttori ritengono di aver fatto il loro lavoro – quando invece ci sono ancora delle migliorie possibili – e sarebbe opportuno che i consumatori stessi si manifestassero ancora di più.

Cafébabel : I produttori approfittano del successo di queste etichette per aumentare il prezzo ?

Sophie Attali : Sì, ma non é necessariamente un aspetto negativo. E' un mezzo che é creato anche per loro, perchè possano mostrare che i loro apparecchi sono migliori di quelli dei loro concorrenti. A volte esagerano, utilizzando l’etichetta come un mezzo di marketing per far aumentare ancora di più il prezzo, ma generalmente i produttori che prendono posizione per l’ambiente sono piuttosto onesti.

Cafébabel : Cosa direbbe ai giovani per interessarli e sensibilizzarli sulle questioni energetiche ?

Sophie Attali : Penso che sia necessario davvero spiegare il legame tra premere l’interruttore e generare CO2, o scarti nucleari o occupare  spazio. Con i pannelli fotovoltaici o l’eolico per esempio, sebbene siano meglio di altre fonti energetiche, occupiamo comunque delle terre che potrebbero essere coltivabili o che potremmo lasciare alla natura. Il primo obiettivo é di ridurre questa consumazione. Per farlo c’é l’efficacia energetica, ovvero utilizzare il minor dispendio energetico necessario per far funzionare un dispositivo. La seconda via é la sobrietà: fare attenzione ai consumi. Per esempio se tutti possedessimo una TV di due metri non potremmo rispettare gli obiettivi dell’accordo di Parigi, perché la grandezza implica una maggiore consumazione. Bisogna anche interrogarsi sulle nostre pratiche, senza colpevolizzarsi, e accorgerci che non siamo soli. Comprare un frigo che consuma poco é positivo per la bolletta, ma é soprattutto positivo per la collettività perché tutti hanno un frigo. Bisogna capire che ciò che facciamo ha un impatto.

Cafébabel : Il consumatore diventa quindi la chiave per un minor consumo energetico  ?

Sophie Attali : Forse non é LA chiave, perché se non  gli vengono proposti dei dispositivi a basso impatto energetico non li può certo inventare, ma sicuramente occupa un posto centrale in questo gioco. Ha un potere che non é facile esprimere perché tale potere si realizza quando il consumatore entra a far parte di un gruppo. Quando si consuma energia però lo si fa in quanto individui: è quindi importante mostrare ai consumatori che hanno una forza e che, anche se hanno l'impressione di fare qualcosa di irrilevante e individuale, tutto ciò ha un impatto collettivo sulla società. Bisogna anche forse usare le nuove tecnologie quando ci si sente gli unici a fare uno sforzo in questa direzione.