[ita] SPAGNA: MERKEL o RENZI?

Articolo pubblicato il 12 agosto 2014
Articolo pubblicato il 12 agosto 2014

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Se il Consiglio d'Europa fosse un campo da gioco, in quale squadra giocherebbe la Spagna? La scelta è ardua: Merkel o Renzi? Germania o Italia? Austerità o investimenti? E ancora, lealtà al centro-destra o assecondare le richieste del centro-sinistra? 

Dal 2011, anno della riforma della Costituzione Spagnola, approvata dal Partito Socialista allora al governo (PSOE) e dal centro-destra (PP), la Spagna ha varato una serie di misure di austerità in linea con quelle adottate dagli altri paesi “salvati” dall’UE, come la Grecia, il Portogallo e l’Irlanda. Gli ultimi tagli riguardano la sanità. Secondo il sindacato infermieristico spagnolo SATSE, dai 14.000 ai 15.000 letti di ospedale sarebbero “fuori servizio” a causa della mancata assunzione di personale qualificato durante il periodo estivo. 

Tali misure hanno inferto un duro colpo alla popolarità di Mariano Rajoy. Secondo i dati del Centro di Informazione Statistica (CIS), il 59,7% degli spagnoli non ha fiducia nel Premier. Due anni fa, la percentuale si attestava al 27,2%. 

Con l’arrivo del socialista François Hollande al Consiglio Europeo, in molti credevano che il tempo dell’austerity fosse finito. Tuttavia, è stata la scesa in campo di Matteo Renzi a far sperare in un cambiamento. All’inizio dell’ultimo Euro Summit, tenutosi il 16 luglio, il giovane Premier ha dichiarato: “Vogliamo essere rispettati”. In un discorso pronunciato la settimana precedente, ha ribadito la sua posizione contro l’austerity. 

A questo punto, ci si chiede se la Spagna entrerà a far parte della squadra italiana o rimarrà in quella tedesca. Opporsi alla Germania sarebbe una scelta azzardata, dal momento che è lo Stato con il maggior numero di voti all’interno del Consiglio Europeo. Inoltre, Angela Merkel e Mariano Rajoy fanno parte dello stesso schieramento politico. D’altro canto, un cambio di vedute del Premier iberico potrebbe aiutare il centro-destra a guadagnare voti in vista delle elezioni legislative spagnole del 2015. Dopotutto, Rajoy non ha mai assunto una posizione netta in merito all’alternativa tra austerità tedesca e flessibilità italiana.

Giocare la carta giusta 

Il Consiglio Europeo è la più alta istituzione dell’Unione Europea ed è composto dai capi di Stato dei 28 paesi membri. Di primo acchito, potrebbe sembrare che tale istituzione sia quella che meno rifletta lo spirito comunitario, dal momento che ogni Stato può difendere la propria posizione. Tuttavia, nessun paese può agire da solo e, pertanto, si creano delle alleanze, proprio come succede nella serie televisiva “Game of Thrones”. 

Il Consiglio, insieme al Parlamento Europeo, ha il potere di approvare o respingere le leggi. Ciò nonostante, a partire dalle elezioni del 25 maggio, il compito principale di suddetto organo sarà quello di eleggere chi ricoprirà le cariche più elevate. E quindi, scordatevi le leggi a favore dei cittadini. Adesso si inizia a fare politica sul serio. 

A volte, giungere a un accordo può rivelarsi un’impresa erculea. Purtroppo, né Ercole né Zeus siedono in Consiglio. Al loro posto, ci sono Angela Merkel e Matteo Renzi. La cancelliera tedesca insiste sull’importanza di mantenere le misure di austerità decise nel Patto di Stabilità. Al contrario, il Premier italiano cerca in tutti i modi di allargare i cordoni della borsa per favorire gli investimenti e la flessibilità. Questi sono i due schieramenti in campo. 

Tuttavia, le negoziazioni tra i 28 concorrenti si fanno difficili, considerando che vengono tirati in ballo affari nazionali, compromessi tra i partiti e richieste da parte degli elettori. 

un trono per la spagna

Ignorando le misure di austerità che affliggono gli spagnoli, Rajoy preferisce seguire i dibattiti internazionali sull’assegnazione dei “troni” in Europa. Juncker ha già ottenuto la presidenza della Commissione Europea, l’Italia lotta per garantire a Federica Mogherini la carica di Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, e la Danimarca ha buone probabilità di ottenere la presidenza del Consiglio Europeo. Rimane da assegnare la carica di Presidente dell’Eurogruppo, organismo che riunisce i ministri dell’Economia e delle finanze dell’Eurozona. Juncker ha ricoperto tale carica dal 2005, data di istituzione dell’Eurogruppo, al 2013, quando si è insediato l’olandese Jeroen Di­js­sel­bloem che, per il momento, non sembra voler abbandonare l’incarico. Pertanto, non ci sarebbe da sorprendersi se tutti gli Stati membri, esclusa l’Olanda, volessero appoggiare la candidatura di Luis de Guindos, attuale Ministro delle Finanze spagnolo. 

Infine, c’è il problema della candidatura del Commissario proposto dalla Spagna. Miguel Ángel Arias Cañete, ex Ministro dell’Agricoltura e capolista dei popolari, puntava alla presidenza della Commissione per l'Agricoltura fin dal principio. Lo stesso vale per Rajoy, sebbene sia stato dissuaso da Juncker, il quale ha espressamente richiesto che il candidato sia una donna. Che coincidenza! In un dibattito televisivo, Cañete ha affermato che per un uomo è difficile confrontarsi con un esponente del gentil sesso, dal momento che non potrebbe mettere in mostra la propria superiorità intellettuale. Questa gaffe sessista potrebbe costare a Cañete la tanto ambita carica. 

In spagnolo, esiste un’espressione che indica la disgrazia di dover sopportare il lato più sgradevole di una situazione, ovvero “bailar con la más fea” (ballare con la più brutta). Riuscirà questa volta la Spagna a ballare con la più bella?