[ita] SEFF - La herida

Articolo pubblicato il 26 novembre 2014
Articolo pubblicato il 26 novembre 2014

La herida è il primo lungometraggio del regista e addetto al montaggio sivigliano Fernando Franco. Un film a basso costo con buoni propositi e tanta delicatezza. Dopo averlo visto restiamo turbati per qualche minuto, perché veniamo trasportati nel corpo della protagonista e proviamo la sua angoscia e la sua solitudine.

Ne La herida ci addentriamo nella realtà quotidiana di Ana, una donna di 28 anni che ha seri problemi nel relazionarsi con gli altri e nel gestire le sue emozioni, e che non capisce quello che le succede. Nella sua pellicola, Fernando Franco racconta la storia di una persona che soffre di disturbo borderline della personalità.

Si tratta di un lavoro molto attento e carico di significato. Ma è un film duro, che non tutti sono in grado di comprendere. Forse è per questo che il regista non si aspettava un’accoglienza così positiva: al Festival del cinema europeo di Siviglia ha affermato che pensava che si sarebbe mosso in un circuito parallelo, minoritario e non commerciale, e che addirittura non sarebbe stato presentato al pubblico.

Il progetto, sviluppato in cinque anni di lavoro e di ricerca, è partito con l'idea di realizzare un documentario, ma alla fine il regista sivigliano ha deciso di trasformarlo in un'opera di finzione perché, stando a quando ha affermato durante la proiezione, il documentario toccava alcuni problemi che non voleva affrontare. In quei cinque anni si è documentato sul tema e ha contattato persone afflitte da questo disturbo, infatti parte di ciò che si vede ne La herida sono stralci di vita reale. Dopo aver visto il film restiamo turbati per qualche minuto, perché veniamo trasportati nel corpo della protagonista e proviamo la sua angoscia e la sua solitudine.

Tutto il peso della pellicola è sulle spalle della protagonista, interpretata dall'attrice madrilena Marian Álvarez. Si potrebbe dire che è lei stessa il film: per tutto il tempo l'opera si appoggia alla sua espressività, sentiamo che la cinepresa grava costantemente sul personaggio con primi piani che ci caturano e ci portano nel mondo della protagonista e nei suoi diversi stati. Fernando Franco ha affermato che ha voluto fin dall'inizio che fosse il viso della protagonista il fulcro della pellicola, ragion per cui ha scelto Marian Álvarez per il ruolo. Ruolo che ha costituito una bella sfida per la madrilena, che è stata nominata a numerosi premi proprio per questo film, in cui ha dato un'interpretazione indiscutibilmente buona. Tra i premi che ha ricevuto, spiccano il premio Goya come miglior attrice protagonista e la Concha de Plata come miglior attrice al Festival Internazionale del Cinema di San Sebastián. Festival che è stato la chiave del successo che sta avendo il lungometraggio: secondo il regista ha aiutato tantissimo, ha fatto da propulsore. Fino a quel momento, infatti, non aveva una casa di distribuzione.