[ita] "Notte in piedi": impulso per uno sciopero generale nel cuore di Renault, al Tecnocentro

Articolo pubblicato il 17 maggio 2016
Articolo pubblicato il 17 maggio 2016

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Dalle 7 del mattino, alcuni componenti del movimento "Notte in piedi" erano presenti al tecnocentro Renault a Guyancourt. Venuti ad incoraggiare gli impiegati a partecipare allo sciopero generale del 28 aprile, i militanti hanno espresso il loro sostegno all'ingegnere licenziato per aver diffuso una mail che incitava alle lotte sindacali e alla diffusione del "grazie  padrone"!

"Notte in piedi", stimolo di buon mattino

All'aurora di martedì 19 aprile, le resistenze convergono quasi spontaneamente. Quelli che stanno occupando ancora il posto, alle 6 vengono sloggiati dalla polizia, mentre altri militanti arrivano in vista di una partenza per il tecnocentro Renault, ubicato a Guyancourt. Alcune dozzine di militanti prendono la metro senza tardare troppo, evitando così dei confronti inutili con le forze dell'ordine. 

Accolto da un sindacalista dell'impresa Renault alla stazione di "Versailles Chantier", il gruppo procede allegramente verso un tecnocentro dall'aspetto di astronave in vetro e acciaio. Tra canti e discussioni, il gruppo crea il proprio discorso in merito agli obiettivi di quest'azione mattutina: incitare i dipendenti di Renault a prendere parte allo sciopero generale previsto per il 28 aprile e sostenere l'ingegnere licenziato dalla ditta di subappalto che gli aveva assegnato a un posto presso Renault.

   Sostegno a un dipendente impegnato politicamente

Dopo l'ingegnere, il motivo inizialmente citato era "l'utilizzo di materiale informatico di Renault per difffondere un messaggio contrario agli interessi dell'azienda". Nonostante neghi la responsabilità del gruppo in questa vicenda, l'ufficio stampa di Renault invoca anche "l'utilizzo di una lista informatica interna all'impresa per l'invio di una mail". La comunicazione vicina ai vari sindacati si deve fare "su dei tabelloni messi a disposizione a questo scopo".

Il vero problema posto da questa mail non è mai stato chiaramente descritto dall'ufficio. Per i militanti di "notte in piedi" riuniti questa mattina, non c'è alcun dubbio che è l'appello alla convergenza delle azioni e alla diffusione del film "Merci Patron!" (grazie padrone) di Francois Ruffin che ha infastidito il datore di lavoro di questo ingegnere. Ecco quindi "l'interesse dell'impresa Renault" che sarebbe preso in causa. Questa prima vicenda si è oggi conclusa con un avvertimento.

Un secondo procedimento è stato tuttavia emesso contro l'ingegnere ribelle. Convocato dal suo capo in merito alla mail, ha registrato i commenti del suo datore di lavoro e li ha pubblicati sul sito del giornale Fakir. Al di fuori dei commenti infantili come "il problema è che tu hai fatto una grande sciocchezza", lui afferma soprattutto: "Sorvegliano le mail...a tuo parere, le mail di chi monitorano in via prioritaria? Beh, le mail dei sindacalisti, ovviamente!". La registrazione è stata affidata al giornale Fakir che ne ha pubblicato alcuni estratti sul suo sito.

  Ricezione dei volantini dai dipendenti

Tra gli impiegati al tecnocentro Renault che si incrociano in questa mattinata di trattativa, numerosi non sono a conoscenza dell'ingegnere licenziato. La comunicazione dei sindacati non sembra aver affrontato questo argomento, nè quello di uno scipero nazionale previsto per il 28 aprile.

Con i suoi 12.000 dipendenti, l'impresa, da sola, è una città. Il ricorso a società di subapplato per il 25% dell'organico e la divisione del lavoro (come nel caso dell'ingegnere) sembrano tuttavia limitare gli scambi tra i lavoratori della ditta. Dei quadri giapponesi in viaggio di lavoro ridono di fronte a questa manifestazione che trovano "tipicamente francese". I componenti del gruppo di sicurezza restano molto seri davanti al gruppo di militanti. Uno di loro invoca il lavoro per giustificare l'impossibilità di discutere sulla legge "El Khomri" e le iniziative di "notte in piedi" in Francia.

"Delle cose un pò strane" succedono in Renault, suggerisce un altro impiegato subappaltato dall'azienda. Tutti preferiscono mantenere l'anonimato. "Ci sono delle accuse violenza psicologica in cui sono coinvolte cinque persone. Tutto è fatto per fare il minimo di rumore e soffocare la questione".

    L'avvio di altre azioni

Dopo una lettura del pezzo di "Renault in piedi, sollevati", i militanti lasciano il sito intorno alle 9.30. Alcuni tra loro hanno il ritrovo alla fermata "Saint-Maur" per un'altra azione di stimolo. Altri si riposano in vista di una manifestazione in sostegno dei lavoratori a contratto o di una mobilitazione studentesca in collaborazione con gli ospedalieri e i ferrovieri. Non emerge alcuna stanchezza. Pertanto, il sorriso sulle labbra potrà presto cambiare le occhiaie che si disegnano sul visi delle persone mobilitate.