[ita] Non una semplice lingua klingon!

Articolo pubblicato il 24 settembre 2015
Articolo pubblicato il 24 settembre 2015

Attenzione, questo articolo non è stato ancora editato, né pubblicato in alcun gruppo

Ci siamo quasi: il 26 settembre è la Giornata europea delle lingue. L’Unione Europea festeggia il plurilinguismo al di là delle barriere linguistiche, nonostante la proposta di una lingua franca torni sempre a farsi sentire. Eppure la diversità linguistica è un marchio politico dell’Europa.

Mentre l’Unione Europea e il Consiglio d’Europa si preparano come ogni anno a festeggiare la diversità linguistica dell’Europa e il plurilinguismo dei suoi cittadini nella Giornata europea delle lingue il 26 settembre, su Debating Europe, la piattaforma dei dibattiti concernenti l’Europa, viene avanzata ancora una volta la questione della necessità di una lingua comune.

Dall’inizio di settembre di quest’anno c’è un fervido dibattito online incentrato sulla domanda “Can a European identity exist without a common language?”, con cui ci si chiede se possa esistere un’identità europea comune in mancanza di una lingua comune, ovvero di una lingua franca per l’Unione Europea. Un dibattito di questo tipo ha ancora davvero un senso?

False contraddizioni 

La politica linguistica dell’Unione Europea, sulla quale tutti gli stati membri si sono accordati a Barcellona nel 2002, non lascia alcun dubbio sul fatto che l’identità europea comune si basa sul plurilinguismo e sulla diversità linguistica.

Si potrebbe obiettare che si tratta di una contraddizione. La “ricetta” è tutt’altro che contraddittoria: il fatto che l’europeo istruito parli e scriva almeno due lingue straniere, ma ogni mattina continui a comprare il pane nella sua madrelingua, dimostra ciò che il motto dell’Unione Europea, “Unita nella diversità”, esprime in modo conciso. 

In altre parole, si costruisce un’identità europea comune e si protegge la propria riconoscendo la specificità culturale delle lingue degli altri e differenziando la propria lingua dalle altre. In questo criterio sembra non esserci nulla da criticare. Da dove viene allora la scomoda questione della necessità di una lingua comune?

L'inglese come lingua franca dell'Unione europea

Debating Europe riporta un sondaggio del 2012 secondo cui il 67% degli intervistati considera l’inglese una lingua utile, anche se all’interno dell’Unione Europea l’inglese come lingua straniera è parlato dal 38% dei giovani tra i 18 e i 25 anni. Da un altro sondaggio del 2014 risulta che il 61% degli intervistati si considera cittadino europeo.

Insomma, sembra proprio che non sia necessaria una lingua comune per la creazione di un’identità comune. Ma nel caso in cui, per un motivo o per un altro, si dovesse scegliere una lingua franca la scelta ricadrebbe con molta probabilità sull’inglese. 

...che non è una lingua franca

Se l’inglese assumesse ufficialmente il ruolo di lingua franca, ciò avrebbe ripercussioni negative sulla stessa lingua inglese. Così risulta dalla ricerca CORDIS della Commissione europea del 2011 dal titolo “Lingua franca: chimera o realtà?”. Comprensibilità, flessibilità ed efficienza comunicative diventerebbero più importanti della correttezza rispetto agli standard da madrelingua. La lingua inglese ne soffrirebbe.

Ma ancora peggio è che “le opere scientifiche e culturali e le tradizioni degli Europei, che sono protette nelle loro diverse lingue, andrebbero pian piano perdute in una lingua comune”, come afferma l’ex Presidente della Federazione europea delle istituzioni linguistiche nazionali Gerhard Stickel in una conversazione del 2006 con il Goethe Institut.

Diversità linguistica comune

Non si deve rinunciare alla diversità linguistica per abbattere le barriere linguistiche. Esse possono essere facilmente tolte di mezzo grazie alla promozione di una formazione mirata. Per esempio, la Germania ha puntato su questo. Anche il talento e il divertimento mentre si impara giocano un ruolo importante.

Il Concorso nazionale di lingue straniere, promosso ogni anno dal Ministero federale dell’Istruzione e della Ricerca tedesco, dà per esempio ai giovani la possibilità di mettere alla prova molteplici conoscenze linguistiche. Per il concorso valgono tutte le lingue straniere che vengono insegnate nelle scuole tedesche. Anche le lingue classiche come il latino e il greco antico sono comprese. Solo lingue artistiche e artificiali come l’esperanto e la lingua klingon non sono ammesse al concorso.

A buon diritto? In fondo, la lingua è in realtà molto più della semplice verbalizzazione di pittogrammi. Infatti le lingue devono trasmettere realtà vive e complesse legate alla cultura. Ed è questo ciò che si festeggia il 26 settembre.