[ita] L'Iran di Hassan Rohani

Articolo pubblicato il 13 ottobre 2014
Articolo pubblicato il 13 ottobre 2014

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In Iran i diritti umani stanno morendo

Da Claire Eliana

Nel suo XVI rapporto sulla situazione dei diritti dell'Uomo in Iran, inviato alla riunione d'ottobre 2014 dell'Assemblea Generale dell’ONU, M. Ahmad Shaheed, precisa che nel primo semestre 2014, 411 persone sono state giustiziate in Iran di cui 8 minorenni al momento dei fatti di cui erano accusati. Il rapporto di M. Ahmad Shaheed è stato pubblicato martedi 7 ottobre.

Nonostante il divieto opposto dal regime iraniano sul suo territorio, il Relatore Speciale sui diritti dell'Uomo in Iran, ci rivela una situazione allarmante e critica circa diritti e libertà. Le gravi e numerose violazioni dei diritti dell'uomo in Iran, che si estendono ad ogni sorta di repressione, una più machiavellica dell'altra, suscitano grande inquitudine.

L'elezione del presidente Rohani ha solo accentuato e moltiplicato le esecuzioni, le torture, i trattamenti inumani e degradanti, le detenzioni abusive ed arbitrarie, i processi farsa o sommari, le esecuzioni dei dissidenti e dei minori, le amputazioni, le pene di morte con metodi punitivi crudeli come le impiccagioni pubbliche per reati minori.

È imperativo mettere anche l'accento sulla crescente discriminazione, sia delle donne che dei difensori dei loro diritti. Questo regime avaro di libertà individuali, lo è ancor più verso le donne, infatti nella Constituzione iraniana le donne vengono valutate la metà di un uomo.

Per Amnesty International, le autorità iraniane continuano a dirigere le università con pugno di ferro, autorizzando le forze di sicurezza e l'intelligence a supervisionare le procedure disciplinari nei campus. Gli sforzi instancabili per aumentare il controllo sulla libertà accademica, per disperdere ed allontanare gli studenti che dimostrano pacificamente, per scartare le donne e le minoranze religiose, hanno soffocato le istituzioni universitarie iraniane, lasciando poco spazio al libero pensiero e alla libera espressione. 

"Noi difediamo la legge del taglione"

Alle donne è vietato studiare alcune materie, e delle quote sono imposte per limitare il numero di studenti. L’accesso agli studi superiori è bloccato o ristretto per le minoranze.

Da tre decenni, le autorità iraniane conducono una campagna di repressione senza pietà contro gli universitari, che vengono spesso vessati, arrestati o messi in condizione di non poter studiare o insegnare a causa delle loro militanze, opinioni o delle loro convinzioni pacifiste.

Ancora, riguardo la libertà d'espressione, vedi la censura di internet, la libertà di assemblea e di associazione, si nota che le persone incarcerate per questi motivi, scontano pene detentive fondate su condanne a dir poco nebulose e sconclusionate, come ad esempio il "Mohareb" (nemico di Dio) oppure la "Corruzione in terra".

Sotto la presidenza "moderata" di Rohani, si constata che la situazione delle libertà civili e politiche, rimane a dir poco preoccupante, come anche quelle delle minoranze religiose (Baha'is principalmente) le cui libertà di convinzioni non sono affatto rispettate nonostante gli obblighi internazionali dell'Iran. In più, sotto il mandato di Rohani, regna una pesantissima e violentissima repressione contro i prigionieri politici che subiscono massicce pressioni.

Mr Laridjani, presidente del presunto Centro dei diritti dell'uomo della magistratura dei mullah, teorico della tortura e della lapidazione, ha difeso l'attuale regime in questi termini : "Noi siamo fieri del nostro sistema giudiziario. Noi difendiamo la legge del taglione e la lapidazione."

È importante sottolineare che la vastità delle violazioni dei diritti dell'uomo in Iran è tale da essere quasi impossibile scoprirle tutte, e questo, malgrado gli sforzi di tutte le diverse istanze internazionali di difesa dei diritti dell'uomo e della donna, degli avvocati, dei prigionieri politici, dei militanti di  ogni genere…