[ita] L'INDIA NON E' UN PAESE PER DONNE?

Articolo pubblicato il 27 settembre 2013
Articolo pubblicato il 27 settembre 2013

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Ritornata in Europa dal mio viaggio estivo in India, mi è stata fatta ripetutamente la stessa domanda. Non hai avuto paura? A dicembre 2012 una ventitreenne è stata violentata su un bus a Nuova Delhi e in seguito è morta a causa delle lesioni riportate. Da quando la notizia ha fatto il giro dell'Europa, molte persone sentono solo stupro, pericolo e istinti da cavernicoli quando parlo dell'India.

Da allora, i rapporti sulle proteste di massa a Delhi e sui crimini nei confronti delle turiste ad Orcha, Madhya Pradesh e Agra hanno ottenuto un'ampia attenzione. Nel 2013 l'India non è una destinazione turistica gradita. Se trovate preoccupante la notizia diffusa dai media europei, probabilmente in India andreste su tutte le furie. Non c'è quasi un solo giorno in cui io e la mia amica australiana non leggiamo di donne violentate. Tuttavia, gli articoli dell'Assam Tribune o del Telegraph Calcutta raramente parlano di straniere. Denunciano piuttosto i numerosi attacchi alle donne indiane, giovani e anziane, violenze sui minori e crimini contro i bambini piccoli. Sfogliando casualmente il giornale in un piccolo ristorante di Shillong, impallidisco per l'orrore. Mentre leggo dello stupro di due bambine di circa 4 e 5 anni avvenuto a Meghalaya, il proprietario del ristorante prova a confortarci. “Non dovete avere paura, ci prenderemo cura di voi." Sorridendoci per rassicurarci, ci da il biglietto da visita del ristorante. “Questo è il mio numero. Se avete problemi, potete chiamare in qualunque momento."  

Nel marzo 2013, l’ASSOCHAM (Assorted Chambers of Commerce and Industry of India) ha annunciato una diminuzione del 25% del numero di turisti stranieri in visita nel paese. Secondo una discutibile indagine della Fondazione dello Sviluppo Sociale di ASSOCHAM, le agenzie di viaggio e gli uffici turistici hanno registrato una diminuzione nello specifico di turiste intorno al 35%. La crescente sensazione di insicurezza, che sembra cogliere molte donne quando pensano all'India, pare essere più di un sentimento latente. Tuttavia, questa primavera nell'India nord orientale, non mi sono sentita meno al sicuro rispetto agli anni scorsi. Forse perché qui sono più "moderni" rispetto al resto dell'India. Ma anche nel Bengala Occidentale e in Assam, per la maggior parte induisti e abbastanza conservatori, ho girato liberamente, per quanto in generale sia possibile per una turista in India. Strutture sociali patriarcali inflessibili, religioni orientate verso sacerdoti e divinità maschili, ingiuste tradizioni di doti, il ruolo della moglie indù come serva del suo marito-dio, la violenza domestica e gli aborti dei feti femminili; persino un turista molto naif, quando avrà a che fare con i diritti delle donne, si renderà rapidamente conto che molte cose non vanno in questo paese. Per questo l'India si è classificata al 136° posto su 186 paesi nel Gender Inequality Index 2012 (Indice di disuguaglianza di genere) dell'ONU. Le recenti cifre rigardanti le violenze sono ugualmente allarmanti. Secondo l'ultimo rapporto dell'Ufficio Nazionale Indiano per la Registrazione dei Crimini nel 2012 sono stati segnalati 24.923 stupri. Considerando che l'India ha più di un miliardo di abitanti, di cui circa 600 milioni sono donne, è più che evidente che tali cifre sono errate. Lo stupro è ancora estremamente tabù in India, ecco perché molti non vengono segnalati alla polizia. Molte donne hanno semplicemente troppa paura di essere cacciate, rabbonite, esposte o - nel peggiore dei casi - temono di essere nuovamente abusate.

Una donna occidentale ha di solito un'esperienza differente. Anche se una straniera viene subito notata, in primis per il colore della pelle, ed anche se è ancora oggi oggetto di desiderio per molti Indiani, rimane pur sempre la straniera, qualcosa di "diverso". L'intoccabile, in un altro senso. Ma è anche l'ospite che deve essere protetta. Le regole di ospitalità sono molto rigorose in India e rispettarle è estremamente importante. La protezione delle ospiti è stata sempre una di queste regole. Non importa se si tratta di un attempato funzionario di governo a Guwahati, un giovane musicista sul traghetto per Majuli o il proprietario di un ristorante a Shillong, sono tutti consapevoli della nostra particolare situazione e ci offrono la loro protezione. D'altra parte, una donna straniera deve sempre scoprire le differenze culturali e rispettare le norme sociali. Vestirsi con indumenti più ampi e mantenere una certa discrezione nelle interazioni sociali con gli uomini è fondamentale per la propria sicurezza così come seguire un paio di regole base che minimizzano notevolmente le errate interpretazioni culturali e le esperienze spiacevoli. Non andare in giro da sola di notte. Non bere in compagnia di uomini rissosi. Non accettare passaggi in auto da sconosciuti. Tutte queste regole di comportamento sono facili da afferrare e poi, ripensandoci bene, si possono trovare nella maggior parte delle guide turistiche. 

Soltanto poche turiste, alcune vittime di crimini violenti in passato, si comportano in modo tale da aumentare i rischi. Naturalmente essere ignara dei possibili pregiudizi culturali e comportarsi in maniera inadeguata non giustifica la violenza . Il fatto che una donna indossi abiti, qui considerati succinti o accetti un passaggio da uno sconosciuto, non significa che può essere toccata senza il suo consenso. Mai. Neppure prendendoselo seguendo il più umiliante mito sciovinista secondo il quale: “è lei che mi sta chiedendo di essere violentata." In qualunque modo una donna si vesta e si comporti, dovrebbe sempre essere al sicuro. Purtroppo, questa non è la realtà e l'India è ancora molto lontana da questo ideale. Ci vorranno ancora molti decenni di duro lavoro da parte delle femministe indiane e degli attivisti sociali, accompagnato da importanti riforme sociali e legali, fino a quando le donne in India non saranno uguali ed altrettanto al sicuro quanto gli uomini.

Tuttavia, non aiuta molto lamentarsi del destino delle donne indiane, speculare sul martirio delle vedove (bandite fin dal 1829) e sugli aborti illegali o evitare il paese in toto. Nel 2013, le donne straniere non sono meno al sicuro in India rispetto a prima. Se vi attenete alle regole di base, il rischio può essere considerevolmente minimizzato, senza vivere “in una gabbia dorata" perché turista donna. A lungo andare, gli uomini indiani possono solo trarre profitto dall'abituarsi ai turisti stranieri, rettificando la loro immagine spesso terribilmente distorta “della donna occidentale", creata dai miti, da internet e dalla pornografia.

La fonte reale di ogni malvagità non sono le strutture sociali e religiose o gli errori legislativi. Bensì, sono i sintomi di una diseguaglianza di base tra uomini e donne. Se è necessario porvi rimedio e le donne indiane devono diventare esseri umani e cittadini come tutti gli altri, anche gli uomini devono fare uno sforzo. Esattamente a questo sta mirando la campagna Bell Bajao! Un milione di uomini. Un milione di promesse, iniziate da Mallika Dutt nel 2008. Mallika Dutt, fondatrice della ONG Breaktrough, che prova a sollevare la consapevolezza dei diritti umani con l'aiuto della cultura di massa, ha combattuto per i diritti delle donne in India ed nel resto del mondo per più di 13 anni. In un recente articolo sul Times of India, la Dutt ha implorato un cambiamento culturale che non si concentri su sostegni legali o su espedienti sociali, ma sulla creazione di uguaglianza fra uomini e donne. Nutre molte speranze. “In India ed in tutto il mondo, due cose cruciali hanno cominciato a cambiare: primo, la gente capisce che la violenza contro le donne è un problema globale urgente e secondo, sempre più uomini se ne rendono conto." Naturalmente, urgono nuove leggi per maggiori diritti alle donne e un sistema più trasparente per denunciare, perseguitare e condannare gli stupratori. Ma questo non sarà molto d'aiuto se la maggior parte degli uomini non rispetta le donne nella vita quotidiana.

Fortunatamente, la sensibilità per i diritti delle donne sembra aumentare. Quando una famiglia ci prende sotto la propria ala protettiva sul treno, un giovane impiegato dell'hotel ci serve del chai e del mithai (dolci indiani) per scusarsi della stanza misera ed il comportamento rude di alcuni dei suoi ospiti maschili, o il proprietario di un ristorante si comporta in modo paterno con noi, mi sento più al sicuro e sono grata di ciò. Poiché la maggior parte delle volte, piccoli gesti, un sorriso amichevole o un piccolo aiuto decidono se posso sentirmi al sicuro o no. Evitare l'India nel suo insieme non è certamente la decisione giusta. Piuttosto, il dibattito indiano circa i diritti delle donne dovrebbe essere un motivo per pensare e agire. In fondo, dovremmo tutti levarci in piedi per l'uguaglianza tra uomini e donne - non solo in India.