[ita] L'impegno di Mukwege, premio Sájarov 2014 

Articolo pubblicato il 24 febbraio 2015
Articolo pubblicato il 24 febbraio 2015

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Più di 140 persone tra  donne e bambine vengono violentate ogni giorno in Congo. Questo crea la distruzione del tessuto sociale e familiare e alla riduzione in schiavitù del popolo. L'economia militarizzata dell' Est del Paese e la regione dei  Grandi Laghi hanno favorito il potere dei vari clan che perpetrano violenza fisica e mentale sulle loro vittime. 

“No alla violenza come arma di guerra in un campo di battaglia”, questo è ciò che ha detto Denis Mukwege, ginecologo congolese, davanti alla comunità internazionale dopo aver ricevuto il Premio Sájarov 2014 alla Libertà di Pensiero  assegnato dal  Parlamento Europeo, che ha coinciso quest'anno con il  Giorno Internazionale contro la violenza sulle Donne. Tra i finalisti c'erano anche il movimento ucraino Euromaidan, sostenitore di un dialogo con l' Unione Europea Leyla Yunus, attivista incarcerata per la sua lotta per i diritti umani in Azerbaigian e direttrice dell'Istituto di Pace e Democrazia.

Medico e attivista

Questo premio rappresenta un riconoscimento alla vita di un medico che ha speso più di 20 anni a denunciare e a lottare contro le violenze subite dalla popolazione congolese. “Con questo premio chiedo ai 500 milioni di persone che formate l'Unione Europea che facciate da eco a tutte quelle donne vittime di violenza, il cui corpo viene utilizzato per scopi puramente politici”.

La columbite-tantalite o coltan è una delle immagini che più rappresentano l'inferno che è oggi diventato il Congo, in quanto possiede l'80% delle riserve mondiali di questo minerale. Ma potrebbe risultare anche la sua salvezza. Il coltan è un minerale che prima rappresentava solo una curiosità geologica adesso è uno strumento fondamentale utilizzato per costruire i nostri dispositivi tecnologici. 

Vista la smisurata domanda dell'Occidente riguardo questo materiale si capisce quali possano essere gli interessi geostrategici ed economici che stanno dietro l'acquisto o la vendita del minerale. Troppi interessi che lasciano indifferenti le imprese e i governi di fronte alla perdita di vite umane (si parla di più di 6 milioni) relazionate direttamente con il traffico di questo minerale. 

La corresponsabilità dell'Europa                                       

Per l' Europa è stata una settimana di intenso studio. Ventiquattro ore prima della consegna del premio Sájarov, il Papa, in visita all'Eurocamera,  ha rimproverato l'Unione Europea di essersi dimenticata dell'essere umano dotato di una dignità trascendente, invitando alla riflessione sull' ossessione capitalista dei mercati in un mondo globalizzato nel quale tutti siamo responsabili di ciò che succede dall'altra parte del mondo  "como garanti e non come padroni".

L'appena insignito ginecologo ha presentato una petizione nei confronti dell'UE: “collaborare alla costruzione di una struttura indipendente giuridica del paese affinchè si realizzi una vera trasformazione politica”.

Le mutilizioni genitali, i bambini vittime di violenze che diventano anche testimoni di soprusi e quindi prede vulnerabili, sono solo alcune delle conseguenze di un governo locale assente il cui ruolo della comunità internazionale è quello di intervenire in maniera immediata.   

“Ogni donna violentata è come se fosse la mia donna, ogni madre è come se fosse mia madre..Il Congo è malato ma con la vostra solidarietà possiamo curarlo. Se non ci battiamo per la democrazia sarà molto difficile che le autorità possano cambiare e per questo voi, Europa, mezzi di comunicazione, siate la nostra voce. La stampa internazionale si faccia carico della nostra battaglia, è molto triste che all'interno del nostro paese non sia concessa nemmeno un'intervista", sostiene con indignazione il medico. 

Ulrike Lunacek, vicepresidente del Parlamento Europeo, propone tre assi di intervento: il controllo per regolare in maniera trasparente l'estrazione del minerale a livello sociale, lavorativo e ecologicamente sostenibile; ridurre la vendita delle armi, in modo che nessun paese possa esportare armi in zone di conflitto e prevenire la violenza applicando sanzioni esemplari. 

Anche Elena Valenciano, responsabile della Sottocommissione per i Diritti Umani del  PE, sottolinea la “necessità imperante di accelerare i tempi delle istituzioni, perchè da questo dipende la vita o la morte di tutte quelle persone coraggiose come il dottore  Mukwege”.

Il Premio Sájarov: diffusione e protezione

Il premio Sájarov non è semplicemente un premio o una menzione a una causa collegata alla libertà di pensiero, è anche una vetrina e un riconoscimento per i suoi protagonisti. Nonostante sia più conosciuto fuori dalle frontiere europee, la maggior parte dei finalisti delle ultime 26 edizioni, sono personaggi celebri.  Nelson Rolihlahla Mandela  ha ricevuto il premio Sájarov nel 1988, in quanto è considerato come anticamera del premio Nobel per la Pace.

In diverse occasioni, come è successo con la laureata egiziana Asmaa Mahfouz o il cinese Hu Jia, il riconoscimento è servito come protezione dalle minacce di morte visto che un omicidio di un premiato scatenerebbe una reazione internazionale controproducente nei confronti degli eventuali assassini.