[ita] Le sfide di Tusk, nuovo Presidente del Consiglio europeo

Articolo pubblicato il 24 dicembre 2014
Articolo pubblicato il 24 dicembre 2014

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Terminato il proprio mandato da Presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy ha lasciato spazio al suo successore, l'ex primo ministro polacco  Donald Tusk, per portare avanti il  compito che fu suo in seno all'Unione Europea.

Non tutti sono stati in grado di conoscere a fondo l’ex Presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy, data la sua presenza discreta e riservata. Dal 1 dicembre, l’ex Primo Ministro polacco Donald Tusk ha preso il posto di Rompuy, pronto a confrontarsi con le sfide di un’Europa che tenta di ristabilirsi. Il 67enne belga lascia quindi la politica, ma il suo lavoro merita alcune considerazioni. Dai tentativi di risolvere le crisi europee, al presiedere i meeting dei leader europei in disaccordo sui salvataggi finanziari del caso, alle decisioni sulla permanenza della Grecia nell’eurozona, Rompuy è riuscito a lasciare il suo incarico con migliori prospettive rispetto a quando assunse la carica di Presidente Europeo.

Le prime mosse di Tusk

Ma concentriamoci su Tusk ed i suoi primi passi da Presidente del Consiglio. In occasione del suo primo discorso ufficiale, Tusk ha sottolineato la sua posizione rispetto alla Russia, esortando il governo di Putin a ritirare le sue forze dall’Ucraina. Il nuovo leader, inoltre, durante la prima telefonata con il presidente americano, Barack Obama, ha voluto puntualizzare l’importanza che attribuisce alle relazioni tra Europa e Stati Uniti, rivelando l’interesse a un’alleanza occidentale contro l’Est. Naturalmente, nonostante il contesto sociale, il TTIP (Trattato transatlantico sul commercio e gli investimenti) è stato uno dei principali oggetti di discussione tra i due leader, dal momento che entrambe le parti interessate sono impazienti di assistere all’implementazione di questo patto commerciale.

Tusk ha manifestato, inoltre, la sua intenzione di essere più diretto del suo predecessore, un’iniziativa positiva se si vuole costruire un ponte tra i massimi esponenti dell’autorità europea e gli europei stessi. È importante cancellare il concetto di un governo tecnocrate e aprire le porte ad una cittadinanza migliore, con maggiori stimoli e partecipativa. Nondimeno, Tusk è determinato a coltivare un’unità politica in grado di rispondere al crescente euroscetticismo in seno all’Unione Europea, così come a contrastare la crisi finanziaria promuovendo la crescita, tutelando la sicurezza europea dalle potenziali minacce e rafforzando i rapporti tra Europa e America.

Come Rompuy, Tusk presiederà i summit europei dei capi di governo degli Stati che normalmente si incontrano quattro volte l’anno. L’agenda non è facile, con un futuro incerto data la crisi ucraina e alcuni paesi fortemente indeboliti dalla crisi economica. In effetti, Tusk dovrà lavorare duramente per cercare di riorganizzare l’Europa ed i numerosi disaccordi tra gli Stati membri. Non è un compito facile, ma Rompuy sembra avere piena fiducia nel nuovo leader. “Sono sicuro che il Consiglio Europeo è in ottime mani: Donald Tusk è un uomo saggio ed esperto, un vero europeo” afferma l’ex Presidente.