[ita] La nostra traduttrice del mese!

Articolo pubblicato il 17 novembre 2014
Articolo pubblicato il 17 novembre 2014

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È salita a bordo della barca di CaféBabel ad ottobre dello scorso anno e da allora ha tradotto nienteméno  che un centinaio di articoli, con una professionalità e velocità invidiabile. Dell'Europa dice che è la sua "casa dolce casa", ma se dovesse scegliere una città sarebbe Berlino. Vi presentiamo Diana Rodríguez, la nostra traduttrice del mese. 

CaféBabel: descriviti con tre parole

Diana Rodríguez: entusiasta, tenace e curiosa

CaféBabel: a cosa ti dedichi?

Diana Rodríguez: Sono traduttrice e professoressa, di lingue e biologia.

Il tuo piatto preferito?

Mi piacciono in particolare le cucine internazionali come quella indiana o quella cinese e provare nuovi piatti.

Che nazionalità europea vorresti se potessi scegliere?

È impossibile sceglierne una, ognuna ha il suo fascino. Credo di poter dire che la mia nazionalità preferita è quella "europea", quella di coloro che hanno vissuto in vari Paesi dell'Europa e portano con sè un pezzetto di ognuno.

Quando hai fatto la tua prima traduzione per CafèBael?

Fu nell'ottobre del 2013. Da allora ho tradotto quasi un centinaio di articoli.

Qual'è il tuo  sogno di più folle?

Mi piacerebbe viaggiare in tutti i Paesi del mondo.

En una pa­la­bra ¿qué sig­ni­fi­ca Ca­fé­Ba­bel para ti?

Una ven­ta­na. Es una ven­ta­na a Eu­ro­pa que ofre­ce una vi­sión dis­tin­ta a la que ofre­cen otros me­dios.

Elige una sec­ción, un ar­tícu­lo y un autor de Ca­fé­Ba­bel.

Una de mis sec­cio­nes fa­vo­ri­tas es la de Se­cond Home. Me gustó mucho la serie de co­la­bo­ra­cio­nes sobre lo que sig­ni­fi­ca para un emi­gran­te el se­gun­do hogar por­que todos los que hemos vi­vi­do fuera nos sen­ti­mos iden­ti­fi­ca­dos. En cuan­to a mi au­to­ra fa­vo­ri­ta, sería Li­lian Maria Pit­han; me gus­tan sobre todo sus re­la­tos de viaje de la India. Tiene un es­ti­lo muy su­ge­ren­te y cau­ti­va­dor. Nunca he via­ja­do a la India, pero des­pués de leer y tra­du­cir sus ar­tícu­los, es casi como si hu­bie­ra es­ta­do allí.

¿Cuál es la es­tu­pi­dez más gran­de que has hecho en tu vida?

Mu­chas cosas, pero como se suele decir, a lo hecho, pecho.

De las ciu­da­des que has vi­si­ta­do de Eu­ro­pa ¿cuál es tu fa­vo­ri­ta y por qué?

Ber­lín, qui­zás por­que no viví allí mucho tiem­po y me quedó mucho por ver y hacer. Es una ciu­dad fas­ci­nan­te, em­pa­pa­da de his­to­ria y cul­tu­ra, una ciu­dad de con­tras­tes entre este y oeste, pre­sen­te y pa­sa­do. Nin­gu­na otra ciu­dad eu­ro­pea ha vi­vi­do tanto en el úl­ti­mo siglo y eso se plas­ma en cada rin­cón de la ciu­dad.

¿Y una ciu­dad que te gus­ta­ría vi­si­tar?

Me gus­ta­ría co­no­cer la Eu­ro­pa más exó­ti­ca, las ad­he­sio­nes a la UE más re­cien­tes, como Bul­ga­ria o al­gu­nos de los paí­ses can­di­da­tos, como Tur­quía.

¿Qué sig­ni­fi­ca Eu­ro­pa para ti?

Hogar, dulce hogar.