[ita] La Cafetera Roja: Ottimismo dalla Torre di Bebele

Articolo pubblicato il 11 settembre 2014
Articolo pubblicato il 11 settembre 2014

Attenzione, questo articolo non è stato ancora editato, né pubblicato in alcun gruppo

Lo scorso marzo è uscito il loro secondo album, Refugi Tape, e durante l'estate si dedicheranno alla sua promozione in giro per la Francia. Composto  da membri austriaci, spagnoli e francesi, La Cafetera Roja è una fusione assoluta: di culture, di lingue e di influenze musicali. Folk, trip hop, un po' di musica latina... e moltissimo buon umore. Ottimismo inesauribile. 

Tre nazionalità differenti, quattro lingue madri e un unico linguaggio che li unisce: quello della musica. Sono conosciuti come La Cafetera Roja (La Caffettiera Rossa), un gruppo di trip hop nato a Barcellona sei anni fa, che quest'estate ha portato la propria musica "buenrollera" in tour per la Francia. Per quanto ne so, non vi è una ragione particolare per cui  abbiano scelto un nome così originale come Cafetera Roja, è certo però che è un ottimo gancio per coloro che ancora non li conoscono. Nella mia mente, immaginavo fosse un simbolo dei loro incontri, una caffettiera attorno alla quale Amélia, Anton, Chloé, Jean-Michel y Nicolas si incontravano per discutere, come in un albergo spagnolo, del loro futuro, di un possibile tour e di palchi da sogno dove poter suonare, ognuno nella propria lingua, con il proprio accento. Ahimè, nulla di tutto ciò. "Dovevamo avere un nome, in quel periodo iniziavamo a suonare in alcuni locali di Barcellona e dovevamo sceglierne uno, così ci ha ispirato il nome della Cafetera Roja e l'idea della tipica caffettiera italiana, tutto qua, questa è la spiegazione", mi rispose pacatamente Chloé quando glielo chiesi. Li ho incontrati all'ultimo festival Europavox, a Clermont-Ferrand (Francia); Chloé (chitarra, basso e cori), Nicolas (batteria) e Jean-Michel (violoncello) hanno risposto alle mie domande, in un intervista che rispecchia il loro stile: metà in francese, metà in spagnolo. Fortemente europeo, come l'occasione richiedeva.

Cafébabel: Con una tale varietà di origini e lingue, con quale stile vi identificate maggiormente?

Nicolas: La gente solitamente ci identifica come un gruppo dai ritmi trip hop, ovvero una fusione tra l'hip hop e influenze musicali molto diverse tra loro. [La Cafetera Roja] è un incontro di musicisti dagli orizzonti molto differenti che mescolano in maniera spontanea stili musicali diversi, ma non lo definiamo in alcun modo... É una fusione di stili: qualcuno ha uno stile rap, qualcuno melodico, un po' di folk, suoniamo violoncello, batteria, chitarra, basso… è da questa fusione che nasce l'universo de La Cafetera Roja. 

Cafébabel: E cosa troviamo di questo nel vostro nuovo album, Refugi Tape?

Nicolas: Potete trovare tutte le diverse influenze musicali, ma risulta essere una fusione più efficace, più coerente [rispetto all'album precedente], sopratutto perchè ci conosciamo meglio e vi è uno scambio più fluido tra di noi, e dunque un risultato più omogeneo.

Cafébabel: L'album rispecchia ciò che il pubblico vede durante un vostro concerto?

Jean-Michel: No, è un lavoro diverso, perchè l'album è qualcosa di molto intimo, come fosse nostro figlio, qualcosa che facciamo per noi. In qualche modo, sentiamo la necessità di lasciare ua traccia di noi stessi nell'album, qualcosa che ci venga dal cuore... Cerchiamo di difendere l'album dando qualcosa in più, dando maggiore energia, rendendolo accessibile al pubblico così da condividere tutto il possibile con esso, affinchè ognuno possa trovare un punto d'incontro, identificarsi, con la nostra musica. É un lavoro completamente diverso, in realtà. 

Cafébabel: E cosa volete trasmettere?

Chloé: Vogliamo trasmettere la nostra musica, e ogni persona la riceve in maniera diversa. L'importante è trasmettere la musica e la magia avviene quando il pubblico è lì, attento, che ascolta, balla, grida… questa è magia: suonare e vedere il pubblico che all'improvviso canta le tue canzoni, le balla...e dici "Wow!". Questa è la musica. Ma in realtà non saprei cosa vogliamo trasmettere... credo questo: musica, armonia, buon umore, energia…

Cafébabel: In sostanza, si tratta di musica molto ottimista...

Jean-Michel: Sí, affrontiamo molti temi con questa intenzione, ma ve ne sono altri più profondi, più malinconici, anche se trattati sempre con una spinta positiva. Credo che le persone che ascoltano la nostra musica la sentano dentro, oltre che comprendere i testi e capire ciò che è nascosto nelle canzoni: vi sono testi più profondi, altri tristi... parlano di quello che accade nella nostra società, del nostro mondo. Ma, come dicevamo, vi è sempre ottimismo nel nostro modo di suonare. E questo è ciò che vogliamo proporre al pubblico.

Nicolas: Generalmente, se si sale su un palco, è per offrire una parte di sè stessi. Regali una parte di te, ciò che le persone fanno con quello che doni, appartiene a loro. Per questo è sempre uno scambio quando si suona in pubblico. Per questo dai al pubblico la tua energia, e il pubblico ricambia dandotene ancora di più. I concerti sono uno scambio di energia.

Cafébabel: Ma ci sarà qualcosa che accomuna l'album con i vostri concerti...

Jean-Michel: Forse quello che accomuna le due cose è far si che le persone viaggino, condividere un viaggio con il pubblico. Sia il tour che l'album sono stati pensati per far viaggiare le persone. Far trascorrere loro un'ora e mezza in viaggio, lontani dalla vita quotidiana, vivendo cose belle ed emozionanti, per poi tornare, come noi, alla vita di tutti i giorni.

Cafébabel: Farete un tour intenso quest'estate... visiterete qualche luogo speciale?

Chloé: Presenteremo il disco che abbiamo composto quest'anno e abbiamo date fino ad ottobre, dove suoneremo sia canzoni tratte dal nuovo album sia vecchie canzoni, affinchè chi non ci conosce possa apprezzarci. A settembre andremo a Vic. Siamo entusiasti di tornare in Catalogna perchè il gruppo è nato lì ed è molto tempo che non ci torniamo, sia perchè il nostro progetto si sviluppa in maniera diversa, sia perchè la situazione [in Catalogna] è diversa dal punto di vista musicale. 

Nicolas: Lì [in Spagna] la realtà dei gruppi musciali è più complicata. Noi viviamo molto in Francia, ma passiamo molto tempo a Barcellona, alcuni componenti del gruppo vivono lì. Siamo coscienti di ciò che sta accadendo, della realtà che affrontano i nostri amici e del paese che conosci e hai conosciuto. Io vivo a Barcellona da molto tempo, e ho visto dei cambiamenti, un'evoluzione e la situazione che attraversa il paese è molto difficile per tutti. É una realtà e per questo siamo felici di tornare e provare a trasmettere un po' di energia per risollevare questa situazione.

Cafébabel: La cultura viene affrontata in maniera diversa in Spagna e in Francia?

Jean-Michel: In Francia esiste lo status di intermittente, che almeno permette agli artisti di lavorare. In questo momento, è tutto più complicato perchè vi sono grandi pressioni ed è sempre più difficile ottenere lo status, ma non è impossibile, e questo aiuta la creazione e il fatto che via sia una rete di lavoratori ben sviluppata, una rete di festival... In altri paesi, invece, vivere della propria arte è molto complicato, bisogna essere molto motivati e appassionarsi al proprio lavoro perchè la situazione economica attuale è molto difficile. Mentre la Francia rappresenta un bastione di difesa della cultura, in Spagna la situazione è molto diversa. Lì è più difficile portare avanti un progetto, fare dei tour, vi sono meno finanziamenti e, praticamente,  non ci sono fondi stanziati per la cultura. Quanto meno in Francia vi sono festival come questo, come Europavox, che permettono di farsi conoscere, che accolgono gruppi stranieri. Per un gruppo emergente come il nostro è molto complicato avere visibilità se non grazie ad eventi come questo. É questo che differenzia la Francia dagli altri paesi.

Cafébabel: Nel vostro gruppo vi sono musicisti provenienti dall'Austria, dalla Francia e dalla Spagna. Come fate a capirvi? I vostri incontri sono come una Torre di Babele?

Chloé: Parliamo un po' di tutto. Spagnolo, francese, inglese... in realtà nel gruppo si parla spesso spagnolo, ad esempio. Quindi nel gruppo parliamo spagnolo e francese; con i produttori non parliamo mai spagnolo, ma inglese. É un mix. Altrimenti, suoniamo e ci esprimiamo attraverso la musica.

Nicolas: Sí, la musica attraversa tutte le frontiere.

 

La Cafetera Roja - Dubstep Master. Marzo 2013.

Prossimi concerti (in Francia): Saint Jean de la Blaquière (03.08.14), Chauzon (08.08.14), Luxey (15.08.14), Trelins (16.08.14), Grissan (18.08.14), Le Blanc (30.08.14), Parigi (11.09.14).