[ita] Junge Union: "la CDU e' la piu' vicina all'europa"

Articolo pubblicato il 16 settembre 2013
Articolo pubblicato il 16 settembre 2013

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Un mese prima delle elezioni in Germania, nel pieno dell'estate berlinese, mi trovo a conversare con Christoph Brzezinski, il presidente della Junger Union (JU). Parliamo della politica europea e di cosa significa oggi per i giovani, e del programma elettorale della CDU/CSU. Parte 2 del nostro speciale "Giovani & politica".

Cafébabel Berlin: Sei membro della Jungen Union dal 20004 ormai. Cosa ti ha portato ad impegnarti nella politica - e perché proprio nella JU? 

Christoph Brzezinski: Mi sono interessato alla politica relativamente presto  - il che è piuttosto inusuale-, poi, a 16, 17 anni ho iniziato a pensare che sarebbe stata una buona cosa fare qualcosa in prima persona. All'inizio veramente non ero così sicuro di dove volessi andare, e ho partecipato agli incontri di diverse organizzazioni giovanili. E' stata la politica liberale, insieme al senso di responsabilità sociale, a farmi optare per la Jungen Union. E' anche la linea politica della CDU.

Cafébabel Berlin: Com'è il tuo rapporto con l'Europa?

CB: Buono! (ride). Questo è un altro motivo per cui mi sono messo con la JU: la CDU è proprio il partito più vicino all'idea dell'Europa. Penso che questo sia, oggi come ieri, il progetto politico più importante, soprattutto per la nostra generazione. Dando molte cose per scontate, noi giovani non ci ricordiamo dei tempi in cui la vita in Europa era completamente diversa. Troviamo inaudito che all'improvviso la flotta britannica si metta davanti a Gibilterra per far arrabbiare la Spagna- eppure prima queste cose erano all'ordine del giorno. I giovani spesso non sanno apprezzare il valore dell'integrazione europea: l'Erasmus è un tesoro comune. A molti addirittura manca la fiducia nell"Europa. Su questo dobbiamo lavorare: dobbiamo proteggere l'integrazione europea, promuoverla e valorizzarla

Cafébabel Berlin: Qual è la posizione della JU sulle condizioni spesso precarie degli stranieri in Germania?

CB: Penso che alla gente che ha vissuto qui e pazientato per diversi anni debba essere garantita la possibilità di guadagnare soldi legalmente. Questa non è esattamente la posizione del mio partito- ma io sono dell'idea che altrimenti la gente sarebbe spinta verso la criminalità, se non le si lasciasse altra scelta.

Cafébabel Berlin: Questo ci porta al problema della politica d'immigrazione in Europa.

CB: Per quanto riguarda la situazione generale dell'immigrazione, bisogna trovare una soluzione a livello europeo. Non possiamo mica lasciare la Spagna o l'Italia da sole a fronteggiare questo problema. Deve esserci un piano su scala europea, in modo che i profughi vengano ripartiti ugualmente su tutto il territorio europeo. Su questo forse il mio stesso partito dovrebbe impegnarsi più a fondo.

Cafébabel Berlin: A livello europeo c'è un politico che vedresti come un esempio da seguire?

CB: No, non proprio. E questo secondo me è un altro problema: mancano modelli in cui identificarsi a livello europeo. La politica a Bruxelles spesso è troppo lontana dai cittadini dei singoli stati. Ci sarebbe più fede nella EU se ci fossero più politici giovani e freschi nel parlamento europeo.

Cafébabel Berlin: I tedeschi sono davvero così poco solidali nei confronti degli altri paesi europei?

CB: Questa ovviamente è una domanda a cui devo rispondere negativamente. La situazione, soprattutto nei paesi meridionali, è certamente parecchio drammatica al momento. Il quadro è preoccupante, e per questo bisogna aiutare. D'altro canto a livello europeo non si ha alcuna influenza sulle cose che accadono nei rispettivi paesi. Non può essere che ogni paese ha la sua economia e fa la sua politica finanziaria, ma poi si condividono le colpe. Questo contraddice apertamente ogni senso della giustizia ed è difficile da far accettare ai cittadini. Colpevoli della situazione in Grecia sono i governi greci degli ultimi dieci anni o di prima ancora, che hanno sbagliato tutto quello che potevano sbagliare- in parte del tutto consapevolmente, per riempire le proprie tasche.

Cafébabel: Hai appena detto che le misure di salvaguardia a livello europeo sono difficili da far accettare ai cittadini...

CB: La gente che che sta soffrendo per la crisi possiamo capirla benissimo. Ma come vuoi spiegare ai tedeschi che dobbiamo dare i nostri soldi agli altri, quando abbiamo anche noi i nostri problemi, vedi la disoccupazione? Nell'ambito dell'integrazione europea c'è ancora molto da fare - ma non credo che metterci sempre più soldi sia la soluzione. Paesi come la Grecia devono certamente cambiare a livello strutturale, e devono essere aiutati in questo cambiamento.

Cafébabel Berlin: Hai menzionato la disoccupazione. Cosa fare contro la disoccupazione giovanile?

CB: Questo è un altro problema legato all'identificazione con l'Europa. Quando si hanno 20 anni e nessun lavoro, e nemmeno prospettive per il futuro, non si crede più al sistema europeo nel complesso. E qui perdiamo quasi un'intera generazione!

Credo che il problema debba essere risolto in loco. Noi tedeschi possiamo dare solamente un consiglio. Non sono un esperto di economia greca o spagnola, ma dobbiamo pensare a qualcosa di definitivo. Non si risolverà certo dall'oggi al domani- ed è difficile, perché i giovani disoccupati hanno bisogno di aiuto adesso. Non credo che esista la formula magica per risolvere tutto. Purtroppo non possiamo portarli tutti in Germania e offire loro posti di apprendistato.

Cafébabel Berlin: Grazie mille per la conversazione!

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