[ita] Initiatives océanes, 20 anni di sensibilizzazione

Articolo pubblicato il 14 giugno 2015
Articolo pubblicato il 14 giugno 2015

Attenzione, questo articolo non è stato ancora editato, né pubblicato in alcun gruppo

Gli oceani rendono possibile la vita sulla terra di circa 540 milioni di persone. Preservarli è dunque indispensabile per la sopravvivenza dell’umanità

Gli oceani sotto la nostra responsabilità

Mozziconi di sigarette, scarti di lecca-lecca, imballaggi di plastica cerotti, resti di giocattoli, corde di nylon, lattine e tappi di bottiglie: 540kg di rifiuti raccolti dai 128 volontari che domenica scorsa  hanno partecipato a l’”Initiative Océane” a  La Panne. Considerando che ogni secondo vengono riversati in mare 206kg di rifiuti d’origine umana, l’operazione è solo una piccola goccia d’acqua nell'oceano. In ragione di ciò, si può dire che  la sua importanza non è che simbolica e il suo valore risiede  principalmente nei suoi obiettivi di educazione e sensibilizzazione. Siamo tutti responsabili del cattivo stato di salute degli oceani ed è chiaro che i rifiuti raccolti lungo la spiaggia di La Panne sono nostri.

Secondo le Nazioni Unite, l’80% dei rifiuti sversati in mare provengono da terra, quindi dalle città, dai centri abitati e, attraverso i corsi d’acqua o spinti dalla forza del vento o della pioggia, giungono negli oceani. Solo una piccola parte di questi rifiuti si arresta sulle spiagge del litorale, il resto finisce a galleggiare sulla superficie dell’acqua o continua a scorrere verso il fondo dell’oceano. Il restante 20% dei rifiuti è  il risultato dell’abbandono di oggetti sulle spiagge, della pesca e del trasporto marittimo. Alla luce di ciò, è inutile nascondersi dietro ai danni causati dalla pesca o dalle compagnie petrolifere, poiché ad essere messi sotto accusa sono proprio  il nostro modo di consumare e il nostro stile di vita quotidiano, che perciò devono necessariamente cambiare.

Surfrider Foundation : 20 anni di lotta

Cambiare le abitudini e sensibilizzare: è questa da quasi 20 anni la missione di Surfrider . Nel 1995, Michel Barnier, allora ministro dell’ambiente francese, lanciava il progetto «Grand nettoyage de printemps ». Quest’iniziativa aveva come obiettivo principale la sensibilizzazione dei cittadini alle problematiche dell’inquinamento e dell’ambiente, attraverso la promozione di campagne di pulizia e riqualificazione di depositi selvaggi, argini di fiumi, spiagge, foreste o spazi urbani. Surfrider, che già organizzava pulizie delle spiagge, ha partecipato al progetto patrocinato dal ministero dell'ambiente.

Quattro anni dopo il governo francese abbandonava tale iniziativa e Surfrider ne ha assunto la guida, organizzando proprio in quell'anno a Biarritz, « L’initiative Océan » totalmente dedicata alla protezione del litorale. Con il passare del tempo, mentre  le operazioni di pulizia delle spiagge si moltiplicano, il progetto si evolve, divenendo anzitutto uno strumento di sensibilizzazione. Surfrider  si sviluppa, cresce, assumendo il ruolo di interlocutore esperto in materia di rifiuti acquatici. Contemporaneamente la fondazione migliora gli strumenti pedagogici a disposizione, propone e mette in atto diverse campagne, specificamente contro l’utilizzo delle buste di plastica, e lancia delle petizioni e delle azioni di lobbying.

Una mobilitazione cittadina

La vera forza della Surfrider Foundation sta proprio nella sua capacità di mobilitare i cittadini, poiché le Initiatives Océanes sono principalmente portate avanti da volontari, che organizzano e partecipano a delle azioni di raccolta di rifiuti, assicurano un supporto pedagogico e collaborano alla ricerca partecipativa. Per far ciò, i volontari ricevono da  Surfrider un « kit de l’organisateur », un sostegno in termini logistici e di comunicazione, nonché materiale promozionale.  In questo senso, il cittadino diviene un vero attore del cambiamento e ambasciatore impegnato accanto a Surfrider. Ogni anno, sono organizzate circa 1250 raccolte che mobilitano non meno di 60.000 persone. Attualmente, le Initiatives Océanes rappresentano una delle più grandi campagne di sensibilizzazione cittadina europea.

Benché organizzate tutto l’anno, una parte consistente delle iniziative di raccolta di rifiuti ha luogo nel primo fine settimana di primavera, per  ottenere così un forte impatto mediatico. Attualmente sono in programma non meno di 323 raccolte. Attraverso il sito internet - www.initiativesoceanes.org -  tutti possono iscriversi alla raccolta o organizzarne una.

Allora? Cosa aspettate?