[ita] Il vino più vecchio del mondo cambia botte

Articolo pubblicato il 29 gennaio 2015
Articolo pubblicato il 29 gennaio 2015

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Il vino in botte considerato il più vecchio al mondo, un bianco secco dell'Alsazia datato 1492, è stato travasato in un nuovo fusto, per la terza volta nella sua storia.

La cantina storica degli Hospices Civils di Strasburgo era in fermento mercoledì 21 gennaio 2015: il vino del 1472, un bianco secco dell'Alsazia – il vino in botte più vecchio al mondo – doveva essere travasato in un nuovo fusto.

La botte vecchia era ormai fuori uso ed aveva delle perdite”, spiega Thibaut Baldinger, responsabile della cantina storica degli Ospizi di Strasburgo, che si era accorto che ogni anno ben tre litri di vino svaporavano. Impossibile perdere questo vino storico. Ad aprile 2012, l’équipe della cantina ha quindi messo il vino in una cisterna di acciaio inossidabile, in attesa di una nuova botte.

Un vino secolare meritava di essere collocato in una botte di altrettanto valore. Xavier Gouraud e Jean-Marie Blanchard, entrambi bottai, nonché migliori costruttori in Francia, si sono dedicati a quest’impresa. Hanno voluto cogliere la sfida, realizzando una botte di 450 litri a forma di uovo, identica alla precedente. Hanno utilizzato delle assi di quercia francese dell’Allier (dipartimento della Francia centrale, ndtr), un legno noto per la sua resistenza. “Ci sono volute 200 ore di lavoro”, spiegano. In soli quattro mesi, sono riusciti a confezionare il nuovo fusto di 1.17 m di lunghezza e 97 cm di altezza.

Riservato alle occasioni speciali

Avete controllato che la pompa non lasci entrare l’aria?”, si assicura Thibaut Baldinger prima di cominciare l’operazione. Il liquido viene travasato lentamente, per trenta minuti, per evitare che venga alterato.

Sebbene le bevande contenute nelle anfore di epoca romana siano più antiche, questo vino d’annata di 543 anni conserva ancora con vanto tutti gli aromi di legno e di vaniglia, con un grado alcolico di 9.4%. “Ma con un pH pari a 2.21, questo vino è acido come l’aceto”, precisa l’enologo della cantina Pelafie Hertzog ai curiosi avidi di gustare questa rarità.

Soprattutto, questo vino è riservato alle grandi occasioni. È stato servito solo tre volte nel corso della sua storia. Una prima degustazione ebbe luogo in occasione della firma dell’accorto di mutua assistenza tra Strasburgo e Zurigo, nel 1576. La seconda, nel 1718, quando venne posata la prima pietra dell’Ospedale Civile. Il Generale Leclerc è stato l’ultimo ad assaporarlo, per celebrare la Liberazione di Strasburgo nel 1944.

Per ora, non è prevista nessuna degustazione. I visitatori che desiderano provarlo, potrebbero dover aspettare ancora a lungo. La nuova botte, collocata tra due più vecchie, dietro alle sbarre di ferro batturo, durerà almeno 300 anni. Il vino è ben lontano dalla fine della sua maturazione.