[ita] Il Progetto Liget di Budapest – Un quartiere di musei ungherese nel contesto europeo 

Articolo pubblicato il 01 agosto 2016
Articolo pubblicato il 01 agosto 2016

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Cos’è un quartiere di musei e perché ce ne sono così tanti in Europa? E cosa sta succedendo nel più antico parco pubblico di Budapest? Un investimento culturale controverso, il progetto Liget Budapest, modificherà l’aspetto della città, ecco perché vale assolutamente la pena compararlo con altri progetti simili in Europa. 

Secondo il filosofo svizzero-britannico Alain de Botton, “i musei d’arte sono diventati le nostre nuove chiese”. Se diamo un’occhiata alla situazione dei musei europei contemporanei, dobbiamo ammettere che de Botton aveva ragione. I musei più belli, come il Louvre o gli Uffizi, attraggono sempre più gente. Anziché i luoghi sacri, i “pellegrini” visitano le chiese dell’arte. Allo stesso tempo causa e conseguenza di tale fenomeno, la maggior parte dei musei cerca di ospitare un’esibizione temporanea di successo all'anno, durante il quale vengono esposte le opere di alcuni artisti famosi in tutto il mondo, come Rembrandt o Picasso. Forse con minore intensità, ma le collezioni di archeologia, storia, disegno, tecnologia o scienze naturali stanno assistendo a un incremento dell’interesse pubblico.

Proprio da questo fenomeno è cominciata la rinascita dell’idea di un distretto di musei. Alcuni, come il Museuminsel a Berlino sono parecchio antichi se confrontati con i nuovissimi progetti come la Città delle Arti e delle Scienze di Valencia. Molti si sono sviluppati in un lungo periodo, con musei costruiti in decadi differenti o in secoli successivi uno accanto all'altro, ma oggi tutti condividono una filosofia comune: l’insieme è più grande della somma delle sue parti. Questo significa che i musei che si trovano nello stesso quartiere attraggono più persone, soprattutto turisti, di quanti ne attrarrebbero se fossero in parti diverse della città. Visto che si tratta della stessa idea che sta dietro ai centri commerciali o alle strade di negozi, è ovvio che la creazione di un distretto di musei non è solo una questione di cultura, ma anche di affari.

Il Liget Budapest è un progetto del governo gestito in maniera parallela alla ricostruzione del distretto del castello di Buda. È stato annunciato nel 2011 e i primi lavori di costruzione sono appena cominciati. Il suo scopo, oltre alla restaurazione del più antico parco pubblico di Budapest, il Városliget (“Parco della Città”), è quello di creare a Budapest un quartiere di musei secondo tre metodi diversi. Il primo metodo consiste nella ricostruzione o espansione delle istituzioni attuali intorno al Városliget, come il Museo delle Belle Arti, il Museo Ungherese delle Scienze, delle Tecnologie e dei Trasporti, il Museo Ungherese dell’Agricoltura e lo Zoo. Il secondo consiste nello spostare i musei, come la Galleria Nazionale Ungherese e il Museo dell’Etnografia, dal luogo originario nel castello o nel centro della città a un nuovo edificio costruito nel parco. I palazzi svuotati verranno utilizzati per scopi governativi, amministrativi e rappresentativi. L’ultimo metodo è la creazione di nuove istituzioni come la Casa della Musica Ungherese (un museo e una sala concerti) e il Teatro del Parco della città, un palazzo distrutto durante la Seconda Guerra Mondiale. Nulla cambierà per il Kunsthalle accanto al Liget, ma può essere considerato già parte del quartiere dei musei. Il Liget è stato progettato allo scopo di incrementare il turismo culturale diretto a Budapest, visto che la maggior parte dei visitatori partono per ubriacarsi nei bar economici e non per gustarsi alcuni bellissimi pezzi d’arte.

Il progetto è stato criticato da molti professionisti museali, urbanisti, politici, intellettuali pubblici e organizzazioni civili. È al quanto dubbio che l’Ungheria, uno dei Paesi con l’economia più debole dell’UE, possa spendere le sue risorse finanziare in un investimento prestigioso ed estremamente costoso. Alcuni credono che lo scopo segreto del progetto sia quello di liberare il posto della National Gallery nel castello per i piani rappresentativi del Primo Ministro di destra, Viktor Orbán. Tra le due guerre il castello è stata la residenza del governatore destrista Miklós Horthy, perciò usare il palazzo per scopi politici anziché culturali ha una connotazione negativa. Inoltre, Budapest ha davvero pochi parchi pubblici, ragion per cui così tanti attivisti vogliono proteggere l’area verde per la popolazione locale, convinti che il progetto di costruzione finirebbe irrimediabilmente per danneggiarla. Le violenze della polizia e delle guardie di sicurezza contro gli attivisti hanno generato un acceso dibattito pubblico. Dall’altra parte, i progetti dei nuovi palazzi disegnati da famosi architetti ungheresi e stranieri hanno ottenuto un notevole successo critico presso i media e i professionisti.

Secondo me, tutto quello che si può dire sugli aspetti critici del Liget Budapest è già stato detto. Il mio scopo è esaminare il progetto da un nuovo punto di vista, quello della museologia, comparandolo agli altri quartieri di musei europei. Secondo me, questo aspetto è molto importante se vogliamo prevedere il futuro successo del progetto. Le città europee hanno molti quartieri di musei, la maggior parte consiste in musei d’arte, affiancate da sale concerti, teatri e altre istituzioni culturali. L'idea dei distretti di musei è popolare specialmente in Germania. Ce ne sono due abbastanza grandi solo a Berlino: lo storico Museuminsel, costruito tra il 1830 e il 1930 con musei d’arte e di archeologia, come l’Alte Nationalgalerie e il Pergamonmusem, e il più moderno Kulturforum con musei d’arte, artigianato e altre istituzioni come sale concerto e una bibilioteca. Per non nominare i più piccoli quartieri di musei vicino al Charlottenburg Palace e a Dahlem! A Monaco il Kunstareal è un’area con musei antichi e nuovi, ad esempio le tre Pinakotheks famose in tutto il mondo, che ospitano esibizioni d’arte e archeologia. Inoltre, il Museumsufer sul Meno a Francoforte ha un’enorme varietà di musei che vanno dall’arte all’architettura all’etnologia.

A parte la Germania, il Museumplein ad Amsterdam è un luogo significativo per gli amanti dell’arte, anche se ci sono solo tre musei d’arte e una sala concerti. Un altro luogo di particolare interesse è la Città delle Arti e delle Scienze a Valencia, che è molto bizzarra, perché non contiene nessun museo d’arte e archeologia, solo dei musei scientifici non convenzionali tra i più interattivi e divertenti, un teatro dell’opera e delle sale concerti. L’ultimo di questi progetti culturali è il Museumsquartier di Vienna, completato nel 2001. Spazi per performance art, musica, musei d’arte, negozi e caffetterie si trovano tutti nell'edificio delle precedenti stalle della corte, accanto al Kunsthistorisches famoso in tutto il mondo e al Naturhistorisches Museum. Credo sia questo il progetto a cui assomiglia di più il Liget Budapest, a parte per l'ambientazione molto diversa.

Per comprendere il senso del Liget, vale la pena menzionare le tre istituzioni inizialmente integrate nel progetto ma poi escluse nei piani finali. Sono il Museo d’Arte contemporanea Ludwig, attualmente nel Palazzo delle Arti, il Museo Ungherese dell’Architettura, ormai inesistente, e il Museo Ungherese della Fotografia, al momento nella cittadina provinciale di Kecskemét. Quest’ultima sarebbe potuta essere una delle attrazioni più importanti nel Liget, visto che una grande percentuale dei migliori fotografi del XX secolo, da André Kertész e Martin Munkácsi a Robert Capa e Lucien Hervé sono ungheresi. I palazzi per gli ultimi due musei, un cubo nero e uno bianco, erano molto simili a quelli del Leopold Museum e del Mumok di Vienna e confermano che l’ispirazione iniziale del Liget sia il Museumsquartier. Con questi musei, l’idea del Liget avrebbe assomigliato più ai distretti di musei citati sopra e focalizzati principalmente sull’arte. Ma visto che, più che altro per motivi finanziari, questi piani sono stati rivisti, il Liget è diventato un progetto unico che racchiude arte, scienza e tecnologia in uguali proporzioni, con un posto anche per la musica e le performance arts. Non è la strada per il successo, visto che sono soprattutto i musei d’arte quelli che attraggono più gente.

Dal mio punto di vista, la chiave per il successo del Liget Budapest è il Museo delle Belle Arti che si trova nella Piazza degli Eroi accanto al Parco. Perché? Come ho già spiegato, i musei più popolari sono i musei d’arte: il Museo delle Belle Arti ospita le collezioni di arte egizia e greco-romana, oltre a dipinti e sculture europee dal Medioevo al Modernismo. La collezione non sarà piena di opere d’arte famose in tutto il mondo come i più noti musei europei, ma si tratta sicuramente del museo ungherese più popolare, che attrae molti turisti e organizza fortunate esibizioni temporanee ogni anno. Diversamente dagli altri musei ungheresi, è riconosciuto nel panorama museale europeo. Quindi, indipendentemente dalla qualità delle esibizioni ospitate dalla Casa Ungherese della Musica o dal Museo dell’Etnografia, il Museo delle Belle Arti sarà sempre più popolare. Non ho mai sentito di amanti dei musei che, quando visitano una città straniera per poco tempo, vanno prima al museo locale dell’agricoltura anziché a una galleria d’arte. La nuova Galleria Nazionale, che attualmente raccoglie pezzi d’arte ungheresi ingloberà le collezioni del Museo delle Belle Arti che contiene opere di Monet, Gaugin e Rodin. Il motivo di ciò è chiaramente il bisogno di creare nel Liget un’altra calamita per turisti. 

L’unico reale argomento contro il progetto è la posizione. La maggior parte dei cittadini di Budapest non voglio un distretto di musei nel Városliget. Vengono in mente sedi diverse come cinture della ruggine, palazzi vuoti nel centro o lotti vacanti della città e del castello, ma László Baán, il direttore del Museo delle Belle Arti e della Galleria Nazionale e il sovrintendente del Liget Budapest hanno già stabilito che il quartiere dei musei di Budapest con i nuovi musei può essere costruito solo lì. Baán è più un uomo d’affari con buone amicizie politiche che un professionista di storia dell’arte, ma visto che un quartiere di musei è anche un progetto d’affari, stavolta ha ragione. Tutti i nuovi musei possono essere costruiti in un’altra parte di Budapest, ma a quel punto non attrarrebbero molti turisti in più, perché visiterebbero sempre gli stessi e famosi musei d’arte di Budapest. Invece, i turisti che visitano il Museo delle Belle Arti o della Gallerie Nazionale potrebbero voler visitare anche i musei vicini più piccoli. Se Budapest vuole un quartiere di musei che sia all’altezza di quelli più grandi in Europa, deve costruirlo nel Városliget. Altrimenti non possiamo averne uno: i musei o il parco. E con il sostegno del Fidesz, il partito di Orbán al governo,  i musei sembrano avere la meglio.