[ita]  Il femminismo: non solo questione di parità!

Articolo pubblicato il 02 ottobre 2014
Articolo pubblicato il 02 ottobre 2014

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“Non c’è bisogno di essere femminista nella mia generazione”, ha dichiarato recentemente l’ex Première Dame Carla Bruni. Queste parole hanno scatenato reazioni diverse da parte dei movimenti femministi, al punto che Bruni ha finito per rettificare dicendo: “Io personalmente non ho mai sentito il bisogno di essere un’attivista del femminismo”.

Questa piccola controversia ci ricorda che il femminismo è ancora vivo, anche se talvolta assume nuove forme.

Il 29 e il 30 novembre, il secondo Summit Europeo di Genere si è svolto a Bruxelles, sottolineando come le donne possono eccellere nella ricerca scientifica. Le questioni di genere possono essere lette come il nuovo femminismo dei nostri giorni.

Certo, sembra che oggi le donne continuino a lottare per la parità, ma non solo. Reclamano anche la differenza di genere, in altre parole vogliono la parità, con il riconoscimento della loro differenza dagli uomini. Questo Summit ha fatto incontrare esponenti del mondo della scienza e della politica, al fine di meditare sul ruolo di genere nel campo delle scienze, e questi due aspetti sono stati fondamentali.

Più donne negli spazi decisionali.

La Commissione Europea ha recentemente proposto una direttiva mirante ad accrescere il numero di donne tra gli amministratori non esecutivi delle compagnie. C’è ovviamente una chiara mancanza di rappresentanti femminili tra queste, e ciò vale anche per la ricerca scientifica, che è in gran parte considerata “roba da uomini”. Veerle Draulans e Tine Baelmans, docenti all’Università di Leuven, hanno ricordato come le donne siano sottorappresentate in ingegneria così come in altri settori tecnici, mentre la loro presenza è molto forte nelle scienze sociali. Secondo il loro parere, ciò non dipende tanto da una scelta individuale, ma ha a che fare con il modo in cui donne e uomini sono percepiti nella società. Inoltre, in molte università la presenza femminile è maggiore di quella maschile. Non è sciocco, quindi, formare delle persone, renderle competitive, per poi non usare le loro competenze, come accade nel caso delle donne?

Il Genere : anche una questione di innovazione ed eccellenza. 

L’altro aspetto interessante di questo Summit Europeo sul Genere, è stato il peso del contributo di genere in ogni campo scientifico. La medicina è forse l’esempio più lampante. Eppure, come sottolineato dalla docente svedese Marie Vahter, la differenza di genere esiste. Uomini e donne non reagiscono sempre allo stesso modo di fronte ad un evento. Ad esempio, il suo Istituto di Medicina Ambientale ha scoperto che un’esposizione all’arsenico in Bangladesh ha colpito maggiormente la pelle degli uomini, che non quella delle donne. È quindi importante studiare le differenze di genere, così da poter spiegare molte causalità mediche. Al di là della sfera medica, è emerso un consenso generale da questo Summit, che riguarda il contributo della prospettiva di genere. Ogni partecipante si è dichiarato d’accordo sul fatto che l’approccio femminile potenzia ogni azienda o campo di ricerca, apportando innovazione ed eccellenza. Questi termini sono stati in effetti il fil rouge di tutto il summit.

Le questioni di genere ora come non mai fanno notizia. Come ha sottolineato il Professor Curt Rice dalla Norvegia, avere un equilibrio di genere è “la cosa più importante” e condurre ricerche o affari con una prospettiva di genere è “la cosa più intelligente da fare”.