[ita] I GOAL DEL GOVERNO SPAGNOLO AI MONDIALI 2014

Articolo pubblicato il 16 agosto 2014
Articolo pubblicato il 16 agosto 2014

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Durante i Mondiali del 2010, il Governo spagnolo ha approvato una serie di leggi impopolari che sono state messe in ombra dalla vittoria della Nazionale. Nel 2014, nella speranza di fare il bis, la rapida e inaspettata eliminazione della Spagna ha costretto il Governo ad agire prontamente su diversi fronti.

Nel 2010, la Nazionale spagnola ha esordito ai Mondiali in Sudafrica perdendo contro la Svizzera. Nello stesso giorno, è stata approvata per decreto una riforma del lavoro che prevede licenziamenti a buon mercato e una serie di incentivi e vantaggi per gli imprenditori. Tuttavia, la riforma è passata in secondo piano per via della vittoria della Spagna ai Mondiali. Quattro anni dopo, stesso appuntamento calcistico. Mentre tutto il paese aveva gli occhi fissi sul pallone, i politici ne hanno approfittato per tentare di nuovo il colpaccio. “Sono perfettamente coscienti del fatto che, in una società così presa dal calcio come la nostra, i cittadini s’interessano pochissimo all’attualità” afferma in un’intervista telefonica Eduardo Garzón, membro della Consiglio Scientifico ATTAC, associazione internazionale che promuove la riflessione politica su temi economici. “Ma hanno fatto un buco nell’acqua”, aggiunge. La performance della Nazionale è stata breve e destinata a finire nel dimenticatoio.  Stranamente, proprio in concomitanza delle partite, sono state approvate alcune misure sulle quali si dibatteva da anni.  

LA PRIVATIZZAZIONE DI AENA E LA RIFORMA FISCALE

Il 13 giungo, la Spagna ha esordito ai Mondiali perdendo contro l’Olanda. Nello stesso giorno, la Ministra dello Sviluppo ha annunciato la privatizzazione del 49% di AENA, società spagnola che opera nel settore aeroportuale nonché responsabile del traffico aereo. Garzón fa notare che non solo le casse pubbliche beneficeranno di un cospicuo gettito, ma anche che l’azienda stessa potrà fruttare, nel lungo periodo, profitti sostanziosi. “Sarà necessario un investimento di risorse pubbliche del quale non beneficeranno tutti i cittadini ma solo alcuni privati”, spiega. Inoltre, si è dato il nulla osta anche alla liberalizzazione di un altro servizio pubblico, ovvero quello dei trasporti ferroviari. Lo scopo, secondo il comunicato, è quello di favorire la concorrenza nel settore. A parte alcune proteste sui social network, l’opinione pubblica era impegnata a dibattere su come la Spagna avrebbe potuto evitare i cinque goal ricevuti dall’Olanda. 

Ma la vera perla di questa edizione è la riforma fiscale. “La stesura del disegno di legge è iniziata nel 2013 ed è stato presentato proprio ora, in concomitanza con i Mondiali”, afferma Garzón in merito all’annuncio del tanto discusso disegno di legge approvato il 20 giugno. E aggiunge: “È palese che sia stato fatto apposta. Avrebbero potuto presentarlo in un qualsiasi altro momento, dato che la maggior parte delle misure prese da questo Governo non entrerà in vigore prima del 2015”. Che impatto avrà questa riforma sui cittadini? “Si tratta di una riduzione generalizzata dell’IRPEF che non riguarderà nemmeno la metà della popolazione. Secondo il Governo, invece, sarà una misura vantaggiosa per i portafogli della maggior parte dei cittadini”. Garzón sostiene che la riforma è stata presentata come una riduzione delle tasse ma che, in realtà, interessa solamente una piccola percentuale degli spagnoli. “Non solo il gettito sarà inferiore di quanto annunciato, ma gli stessi contribuenti risparmieranno in media 173 euro all’anno. In termini economici, è da ingenui pensare che ciò possa favorire un aumento dei consumi”. Secondo la stampa più critica, le clausole in piccolo della riforma nascondono misure impopolari, come il costo dell’affitto degli appartamenti ridotto del 50% per i giovani, le tasse sulla liquidazione per i cassintegrati e la diminuzione dei contributi per i salariati più ricchi. “Vedremo cosa succederà. La riforma è già stata criticata dalla Commissione Europea poiché non è possibile abbassare le tasse se si vuole diminuire il deficit pubblico”. Tutto lascia presupporre che sia stata una mossa per accaparrarsi voti. “Non c’è dubbio. È ovvio che stanno cercando di far bella figura in vista delle elezioni del 2015 per recuperare i voti persi dopo il crollo del bipartitismo alle elezioni europee”. Garzón si riferisce alla diminuzione dei seggi dei partiti tradizionali lo scorso 25 maggio, quando gli spagnoli hanno dato la fiducia ad altri partiti con minor rappresentanza parlamentare.

NESSUNA BANDIERA PER FELIPE VI

In seguito a tali riforme, la decisione dell’ex sovrano Juan Carlos I di abdicare a favore del figlio Felipe è stata interpretata come un mezzo disperato per distogliere l’attenzione pubblica dal panorama politico. La cerimonia di successione si è tenuta il giorno successivo alla seconda partita della Spagna ai Mondiali. La sindaca di Madrid, apertamente conservatrice e monarchica, ha invitato i cittadini ad adornare i balconi con la bandiera spagnola, approfittando del fatto che erano già state esposte per via dei Mondiali. Purtroppo, la sera prima, la Spagna ha perso 2-0 contro il Cile ed è stata eliminata. Per cui, c’erano ben poche bandiere a sventolare. Garzón non ha dubbi riguardo il pragmatismo del Governo: “Avevano già pianificato queste misure. È così da parecchio tempo e succede anche negli altri paesi”. Tuttavia, è rimasto sorpreso. “Non ho letto nemmeno un articolo che parlasse delle misure annunciate in concomitanza con i Mondiali. Solo articoli sulla Germania e sulla fine del divieto di fracking”. È difficile stabilire quali saranno i Governi che beneficeranno di più dei Mondiali. In ogni caso, ormai è diventata una tradizione in ogni Paese. Alla fine, i tedeschi hanno vinto i Mondiali. Chissà quali decreti avrà approvato la Germania?