[ita] giornata mondiale della fotografia

Articolo pubblicato il 30 novembre 2013
Articolo pubblicato il 30 novembre 2013

Il bacio dato a Times Square da un marinaio felice di tornare a casa, l'uomo immobile difronte ai carri armati in piazza Tiananmenn, i pompieri distrutti dal dolore l'11 settembre, gli spari della Guerra Civile spagnola o i bombardamenti che,  al solo guardarli, sembrano quasi esplodere nella testa del lettore…

Tutti questi momenti li può raccogliere soltanto l'arte della fotografia ed oggi la storia contemporanea non si capirebbe senza di essa. Lo scorso 19 agosto, Giornata Mondiale della Fotografia, Cafebabel Sevilla rese un sincero omaggio a quest'arte.

Testimonianza e tempo libero

Come linguaggio, come archivista, come aiutante della memoria…una buona amica mi disse una volta che per dare forma agli eventi, molto spesso bisogna pensare per immagini. Riflettendoci, è assolutamente vero. Album di carta, cartelle digitali, smartphones che si fanno concorrenza sul numero dei megapixel ed un'autentica ossessione per intrappolare nel tempo ciò che accade nel presente.

La fotografia è stata addomesticata, creando così l'esistenza di uno stimolo, di matrice commerciale, finalizzato al migliorarne la tecnologia. Canon, Nikon, Pentax sono ogni volta migliori grazie ad un utente, la cui esperienza al riguardo aumenta in maniera esponenziale. Chi non ha tra le proprie cose cartelle di immagini in formato cartaceo sulla sua infanzia, adolescenza e, incluso, università ed età adulta? La tecnica è semplice: si tratta di giocare con i colori ed una carta fotosensibile; ma il suo effetto è spettacolare: emozione, ricordo, chimera, nostalgia. L'essere umano del XXI secolo e la fotografia sono due facce della stessa medaglia.

Per noi professionisti dell'informazione che poco a poco ci stiamo convertendo in uomini e donne tuttofare, ottimizzare le risorse è essenziale. Reti sociali specializzate in fotografie, immagini senza autore o piccoli arnesi quali minuscoli tripodi che captano la luce senza movimento a tarda ora della notte sono piccoli alleati che rendono il lavoro del giornalista meno duro.

Questo mese di agosto, che sta quasi per concludersi, ricorda il proverbio popolare <<un'immagine vale più di mille parole>>, la cui origine risale al 19 agosto 1839 a Parigi. La camera oscura portò alle attrezzature per cineprese, alle più recenti macchine fotografiche digitali ed ai suoi sensori.

Un istante, un suono, uno sguardo, un colpo di stato, una nascita…: solo l'immagine può dare forma ai successi e alle emozioni capaci di provocare sinestesia, e ciò grazie alla sua enorme capacità di trasmissione.