[ita] El mundo del vino: ¿en crisis o en plena reconversión?

Articolo pubblicato il 25 novembre 2013
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Articolo pubblicato il 25 novembre 2013

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Cifre recenti confermano la tendenza degli ultimi anni. Il numero di bevitori abituali di vino in Spagna é sempre più basso, nonostante l'importanza del settore in questo Paese, produttore storico di vino. Molto ha a che vedere con i cambiamenti di abitudini del consumo, visibili nelle nuove generazioni.

In Spagna, il settore vitivinicolo riveste una grande importanza, sia per il valore economico che per la popolazione che occupa. Secondo l'Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino (OIV), la Spagna continua ad essere il Paese con la maggior estensione di vigneti dell'UE e del mondo, seguito da Francia e Italia. La sua situazione geografica, la varietà del suolo e le differenze climatiche fanno della penisola un luogo prediletto per la produzione di vini con caratteristiche molto diverse.

Non c'é dubbio sulla qualità dei vini spagnoli. Tuttavia, di recente mi trovavo in un aeroporto internazionale e ho constatato che presso i rivenditori di vino, gli scaffali erano pieni di vini di Francia e Italia, mentre c'era solo mezzo scaffale dedicato a quelli spagnoli.

Forse il problema ce l'abbiamo in casa, dove il consumo si sta abbassando considerevolmente. Secondo le stime della OIV, il consumo di vino é caduto nel 2012 del 6% rispetto all'anno precedente, e se risaliamo ancora più in là, osserviamo che tra il 2005 e il 2009 la caduta é stata del 19,3%. Possiamo attribuire la caduta del consumo alla crisi, e in parte questa ha un certo peso, evidentemente. Ma esistono altri fattori.

Per prima cosa, sembrerebbe che il consumo del vino sia diventato qualcosa di molto tecnico, per il quale si necessita una grande conoscenza, per cui se non si ha un sommelier dentro si sé non si puo' riuscire a conoscere i segreti del vino. Parlando con Ferran Centelles ci rendiamo conto che questo é falso. Ferran fu sommelier di elBulli (quello di Ferran Adrià), considerato il miglior ristorante al mondo e insiste a trasmettere un messaggio per tranquillizzare il pubblico medio: "che non si preoccupi troppo"; spiega inoltre che anche a lui ci vollero due anni per "cogliere le sfumature e capire cosa dovesse cogliere durante la degustazione". Ferran si lamenta del fatto che "abbiamo tutti un po' complicato il mondo del vino".

Un altro dettaglio che non possiamo trascurare é il cambiamento di abitudini che Internet e successivamente gli smartphones e le applicazioni stanno imponendo alla nostra società. Siamo diventati impazienti. Quando cerchiamo una bottiglia di vino, abbiamo bisogno di una risposta veloce e consultiamo sempre di più Internet e i blogs: cerchiamo un contenuto pratico e rilevante, qualche dettaglio che ci permetta di scegliere al di là della D.O, della quale il consumatore inesperto conosce poco o niente.

Per esempio, conoscere gli aromi, le regioni geografiche, i tipi di uva, o le proposte di abbinamenti.

Anche questo sta comportando un cambiamento importante delle tendenze nella vendita del vino.

Ricercando su internet ho scoperto una piattaforma che mi é sembrata molto interessante e di cui Ferrar é co-fondatore. Si tratta di Wineissocial.com, un club di vini online in Spagna senza pretese che vuole che ogni consumatore possa acquisire conoscenze in questo settore godendo allo stesso tempo di una buona bottiglia di vino.

Il suo funzionamento é molto semplice: si risponde a delle domande a partire dalle quali viene identificato il proprio "profilo di degustazione". Per esempio, quello che é venuto fuori nel mio caso é che mi piacciono i vini bianchi e spumeggianti. A partire da questo, Wineissocial elabora ogni mese le "esperienze di degustazione", che includono due bottiglie insieme a delle schede didattiche, profumi per scoprire gli aromi, tra le altre cose, secondo l'esperienza. Queste esperienze sono elaborate proprio da Ferran e due sommeliers della sua categoria, come Cristina Alcalà (giornalista e degustatrice professionale) e Raül Igual (miglior sommelier di Spagna 2010 e candidato al miglior sommelier d'Europa 2013). E parallelamente, gli usuari possono condividere le proprie opinioni nel web e ottenere diverse bottiglie a prezzi speciali.

Questo é solo un esempio, esistono altre imprese che hanno iniziato a rendersi conto dei cambiamenti di abitudini del consumatore e delle sue necessità, e cercano nuovi modi per avvicinarlo al mondo del vino. Bisogna solo cercarli.

I risultati sono positivi. Fino ad oggi, secondo Ferran in 20 mesi hanno ottenuto quasi 2000 iscritti, grazie ad Internet che ha permesso loro di accedere al pubblico in un modo più facile e sincero e avere un buon feedback, generando relazioni strette con il cliente.

Questi nuovi canali per la vendita del vino, inoltre, possono essere molto benefici per quelle piccole botteghe che non hanno mai potuto investire in marketing e pubblicità. Invece ora, attraverso queste piattaforme, hanno accesso ad un pubblico molto più esteso. Un buon esempio lo incontriamo a Mallorca, dove una piccola bottega, Vinyes i Vins Ca sa Padrina, sono riusciti ad esaurire le riserve dopo essere stati selezionati per le esperienze di questa piattaforma.