[ita] Edina, Scotia's darling seat: Il festival internazionale del libro di Edinburgo

Articolo pubblicato il 14 settembre 2013
Articolo pubblicato il 14 settembre 2013

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Uno degli eventi clou  dell'anno letterario a Edinburgo si svolge senza dubbio ad agosto, con il festival internazionale del libro, che nel 2013 compie trent'anni. Per festeggiare, abbiamo incontrato la fondatrice e direttrice del festival, Jenny Brown. Seduta comodamente su una sedia a sdraio sotto i mutevoli cieli scozzesi, ha raccontato di notti insonni e del primissimo festival.

‘Il primo festival fu pensato davvero come un'unica celebrazione del libro e della parola scritta’ ricorda Jenny Brown. L'idea venne da due istituzioni artistiche dato che il già famoso festival internazionale di Edinburgo rappresentava ogni forma d'arte possibile tranne il libro. ‘Abbiamo semplicemente pensato, organizziamo una grande evento!’ il team voleva che il festival si svolgesse in un posto inaspettato, un luogo non collegato con i libri. ‘Molte ricerche ci avevano appena mostrato che qualcosa come il 69% della popolazione non aveva mai varcato la soglia di una libreria perchè pensava che non facesse per loro,’ spiega velocemente Jenny. ‘E' da qui che ci è venuta l'idea di organizzare il tutto in un giardino sotto dei tendoni, per creare uno spazio dove le persone potessero andare senza nessuna inibizione.’

Location location

Jenny continua con tono da cospiratrice. ‘La location originale doveva essere nei giardini di Princes Street, e sarebbe stato fantastico se non fosse per una vecchia ordinanza che proibisce di vendere libri e quotidiani nei giardini. 'Credo che nel diciannovesimo secolo ci fossero molti venditori ambulanti in giro e che quindi le librerie di Princes Street si siano lamentate con gli ufficiali municipali.’ Al posto di questo parco così centrale, che corre in parallelo alla principale via dello shopping della città, gli organizzatori scelsero come location i giardini di Charlotte Square, più piccoli,  dove il festival si svolge ancora oggi. Il sole splende (per poco) sui giardini, e dei bambini corrono sul prato in uno dei pochi paradisi pieni di pace della città sempre alimentata da festival. ‘In effetti ora ritengo che questa sia una scelta decisamente migliore perchè,’ fa una pausa cercando le parole, ‘ è molto più contenuta e si identifica molto di più con il festival del libro.’ Poi si sporge, come se dovesse confidarmi un segreto, e aggiunge: ‘L'ordinanza ora è stata revocata, ma non credo proprio che ci trasferiremo!’

Il gruppo che organizzò il festival 1983 era notevolmente (pressochè spaventosamente) giovane.  ‘Ah sì, avevo 25 anni!’ esclama Jenny  quasi con orrore. ‘Fu davvero un modo di imparare  tosto; l'intero team di fatto ha appreso tantissimo.’ I suoi occhi si illuminano e aggiunge calorosamente:  ‘E' stato anche molto divertente, una volta che ci siamo ripresi dalle notti insonni!’ Scoppia a ridere: ‘Oddio, sul serio, non ho mai dormito nei mesi prima del festival!’ Nonostante le notti insonni, il festival fu un notevole successo. Come mi spiega Jenny, con un tono pieno di meraviglia, trentamila  visitatori presero parte agli incontri con più di  120 scrittori. ‘Fu una cosa strana dato che al tempo non c'era una tradizione di persone che uscivano e pagavano per ascoltare uno scrittore.’ Fa una pausa e, con tono divertito ripensando alle paure del tempo, si chiede: ‘Sarebbero venuti? Si sarebbero fatti vivi? Ma alla fine vennero!’

Okri, Oz e burgess

Vennero davvero e il comitato organizzatore del festival decise rapidamente di rendere il festival (solo il terzo di questo genere in Gran Bretagna) un evento con cadenza biennale. E' stato organizzato ogni anno a partire dal 1997 e l'edizione del 2013 presenta un programma con più di 700 autori. C'è stato per Jenny qualche momento preferito lungo il cammino? ‘Oh, ce ne sono moltissimi!’ esclama, con la voce soffocata dall'entusiasmo. ‘Ci sono stati momenti meravigliosi. Non ero presente, ma pare che il primo anno, all'hotel Roxborough,  dove alloggiavano tutti gli autori, Anthony Burgess, lo scrittore di Arancia Meccanica, a grandi passi arrivò nella sala della colazioni, tese la mano’ – ci fa vedere, imitando una poderosa, maschile stretta di mano – ‘e disse ‘Updike, Burgess. Ci siamo messi in contatto.’ 

Scoppia a ridere. ‘Adoro queste cose! E deve essere stato, oh, vent'anni fa, lo scrittore nigeriano  Ben Okri venne ad una nostra conferenza per scrittori internazionali. Non credo che il suo libro al tempo fosse già stato pubblicato, ma c'è una bellissima fotografia di lui che stringe la mano a  Amos Oz.’ Scuote la testa, sorridendo, e prosegue con sempre maggiore passione:  ‘E' questo il fatto: i giardini di Charlotte Square possono essere un punto di incontro per la letteratura internazionale, per gli scrittori già affermati e per quelli emergenti. Una cosa grandiosa sul festival del libro è che trattiamo tutti quanti con lo stesso rispetto: tutti hanno la stessa paga, sia che si tratti di un principiante che di un premio Nobel.’ Si interrompe e fissa i giardini: ‘Non vorrei essere da nessun'altra parte in agosto se non nei giardini di Charlotte Square.’