[ita] Dub Inc : l'entusiasmo dei giovani per la musica impegnata 

Articolo pubblicato il 13 novembre 2016
Articolo pubblicato il 13 novembre 2016

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Mercoledì 26 ottobre i Dub Inc erano al Festival delle Libertà di Bruxelles. Un'occasione per scoprire in diretta i nuovi titoli di un gruppo che suona l'attualità.

Il Festival des Libertés consiste in dieci giorni consacrati ai diritti di libertà, solidarietà e resistenza. Il Festival promuove la libera espressione attraverso tutte le forme di creazione artistica. Un'occasione per riunirsi e discutere sulle sfide dell'attualità. 

Non c'è di che sorprendersi, allora, della presenza dei Dub Inc, gruppo emblematico della scena francese impegnata. È grazie alla voce graffiata di Aurélien « Komlan » Zohou e al flow di alto livello di Hakim« Bouchkour » Meridja che le melodie di questo gruppo,  in cui lo stile reggae s'amalgama con le influenze ska, dub dancehall e orientali, hanno fatto vibrare per ore una stanza piena di gente.  I loro testi impegnati, dai titoli inglesi (Rude Boy), francesi (Tout ce qu'ils veulent) o arabi (Djamila), fanno ballare i giovani da più di vent'anni. Fra le tante tematiche affrontate: politica, immigrazione, e una multitudine di argomenti di bruciante attualità. 

"Per me Dub Inc rappresenta quel tipo di miscuglio che caratterizza la Francia e altre parti d'Europa, e cioè l'insieme di bianchi, neri e beurs", ci ha spiegato uno dei loro fan di prim'ordine. "I Dub Inc cercano di far passare un messaggio, o almeno di farci vedere e capire qualcosa. Cantano di miseria e povertà ma anche d'amicizia e d'amore". 

"Non ci sono molti gruppi che se la cavano con questo genere di musica" insiste un altro fan. "In Europa  si trovano sempre meno gruppi reggae di valore".

Il pubblico sembra conquistato dal nuovo album. "È ancora più impegnato degli altri, adoro l'ultimo titolo triste époque" commenta uno spettatore entusiasta. "È un pezzo che illustra benissimo la nostra epoca e la società attuale, per me fa riferimento alla contestazione contro l'ultima riforma sul lavoro". 

"Quello che mi piace, è che restano  gli stessi, non cambiano. Rimangono sempre degli ottimisti e la loro musica fa bene" riassume un fan. Una prova, se ce ne fosse bisogno, che la musica impegnata non fa rima con violenza.