[ita] Da Bratislava a Vienna. Fare il pendolare tra due mondi?

Articolo pubblicato il 24 novembre 2014
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Articolo pubblicato il 24 novembre 2014

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Sono passati 25 anni dalla caduta della cortina di ferro, la Slovacchia è paese membro dell’unione Europea da 10 anni e con l’ingresso nell’area Schengen e con l’abolizione dei controlli doganali sono state abbattute definitivamente le barriere tangibili.

Ma quanto sono vicine davvero Vienna e Bratislava, queste due città che si trovano a meno di un’ora di percorrenza di autostrada l’una dall’altra?  Ai tempi della cortina di ferro si era soliti dire che  New York e Vienna e tra Bratislava e Mosca fossero più vicine tra loro rispetto alle due capitali europee in questione.

Oggi la situazione è cambiata e si parla di Vienna e di Bratislava come di due “Twin Cities”.  Il concetto di “Twin Cities” vuole rendere l’idea di due città da considerare gemelle il cui sviluppo procede di pari passo e viene pianificato e definito contemporaneamente. A Vienna questa denominazione è sorta soprattutto grazie al “Twin-City-Liner”, un battello che porta dal centro di Vienna al centro di Bratislava percorrendo il Danubio. Le due città sono effettivamente le due capitali europee più vicine l’una dall’altra (60 km), sono entrambi capitali di due piccoli stati e si affacciano entrambe sulle rive del Danubio.

Durante la storia –fatta eccezione per il periodo della cortina di ferro- le due città avevano stretti rapporti commerciali e culturali. Addirittura molti anni fa c’era un pendolino che percorreva la tratta Vienna-Bratislava in soli 30 minuti.

Tuttavia l’epoca della cortina di ferro ha lasciato delle tracce che si possono percepire ancora oggi, soprattutto dal punto di vista economico. Com’è la situazione oggi? Come la vedono gli abitanti di queste due città? Io e Peter siamo seduti in una caffetteria accanto al palazzo principale dell’Università di Vienna, lui indica l’espresso davanti a lui e mi dice “Per questo caffè a Vienna pago 3 euro e 90, a Bratislava costerebbe un euro”.

Segue un’istantanea

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Da alcuni anni Peter fa il pendolare tra le due città, sta per concludere il ciclo di laurea triennale in scienze politiche all'Università di Vienna e vive a Bratislava, adesso abita di nuovo con la sua famiglia, prima viveva da solo in un appartamento.

Nemmeno lui stesso è poi così sicuro del perché abbia scelto di studiare a Vienna. " Volevo studiare all'estero e ho riflettoto a lungo su due possibilità: la Repubblica Ceca ( Praga) e l'Austria (Vienna).". Uno dei motivi che lo hanno spinto a studiare all'estero è la sua opinione sulla bassa qualità delle università Slovacche. Aggiunge: " Dal momento che ho studiato Tedesco fin da bambino, anche guardando la televisione, e che la distanza è così breve, ho scelto Vienna".  Nel semestre invernale 2013 ha trascorso un soggiorno Erasmus a Praga, dove suo fratello minore ha cominciato da poco l'università. 

Fin dall'inizio gli è stato chiaro che avrebbe fatto il pendolare sia per motivi pratici che economici: " Ho sempre avuto lezione tre, massimo quattro giorni a settimana e in questo modo mi è stato più facile matenere il contatto con i miei amici a Bratislava.".  Nel frattempo ha pensato spesso a trasferisrsi a Vienna ma per ora non l'ha fatto, " Forse la farò il prossimo semestre, vedremo".

Peter passa ogni giorno molto tempo in treno. "In realtà è molto semplice", dice Peter, "Il tragitto da Bratislava dura un'ora e ci sono treni ogni mezz'ora o ogni ora da diverse stazioni, tuttavia fare il pendolare porta dei problemi nella vita sociale, se sono a Vienna trascuro i miei amici a Bratislava se sono a Bratislava trascuro al mia vita sociale a Vienna." Peter aggiunge: " Quando ho cominciato l'università mi recavo a Vienna solo per andare a lezione e tornavo a casa subito dopo, così era difficile fare amiciczia ma a casa mi sentivo "sicuro", appena uscito da scuola una nuova grande città mi era troppo estranea, mi sono sentito più a mio agio dopo aver stretto amicizia con alcuni ragazzi slovacchi e austriaci, ovvero verso il terzo anno di studi e dopo il mio soggiorno Erasmus."  A Praga Peter ha conosciuto alcuni studenti austriaci e ha mantenuto i contatti con loro.

Peter racconta: "Un altro problema del fare il pendolare è che si arriva sempre 10 o 15 minuti in ritardo all'Università."(Nota: l'autrice vive appena 15 minuti di distanza dall'Università e conosce lei stessa questo problema...) "Anche andare alle feste la sera può essere problematico perché bisogna sempre controllare quando passa l'ultimo treno, invece ora ho alcuni amici che possono ospitarmi la notte". Ciò che si nota parlando con Peter è che sembra prendere lo studio molto più sul serio della maggior parte degli studenti austriaci.

Gli chiedo se pensa mai che poco tempo fa non sarebbe stato possibile fare il pendolare in questo modo.

" Non ci si accorge quasi di oltrepassare un confine" , dice Peter, " forse solo perché il mio cellulare non riceve la linea per qualche minuto e poi si collega in roaming". 

Peter è consapevole della discrepanza tra i due paesi soprattutto quando parla con persone  anziane a cui invece risulta difficile  capire la situazione odierna. Prima era impossibile recarsi a Vienna in modo legale e attraversando il confine lungo il Danubio si correva il pericolo di venire uccisi dalla polizia di frontiera. Si potrebbe quindi dire che le due città siano tornate da ormai 25 anni alla situazione che vigeva prima dell'erezione della cortina di ferro.

Peter racconta che benché la maggior parte dei suoi amici d'infanzia sia rimasta a Bratislava, a Vienna vive una piccola comuità di studenti slovacchi, "Soprattutto all'Universtità di Economia", ride. La maggior parte di loro vivono in studentati e non fanno i pendolari, sempra però che non abbiano una particolare inclinazione verso l'ovest.

Peter aggiunge: "La differenza tra le due città si percepisce soprattutto negli spazi pubblici: Vienna è molto pulita, Bratislava è più sporca, Vienna ha una buona rete di mezzi pubblici e i servizi della cttà sono in generale di tutt'altro livello, si nota che Vienna ha alle spalle  60 anni di democrazia mentre Bratislava appena 20."

Chiedo a Peter se pensa di avere accesso alle parti migliori di questi due mondi grazie al suo modo di vivere e se si sente,c osì, parte di un'élite. " Dipende da cosa s'intende per élite", dice Peter con fare riflessivo, " Senza dubbio traggo molti vantaggi dal mio stile di vita ma parte dell'élite rimangono pur sempre i bambini che frequentano le sucole private.". 

Come vede Peter il futuro di queste due città per quanto riguarda uno sviluppo coordinato? " Ci vorrà tempo", afferma, " Speriamo in una reazione entro i prossimi vent'anni".