[ita] Commissione europea : chi sarà l'anello debole ?

Articolo pubblicato il 29 settembre 2014
Articolo pubblicato il 29 settembre 2014

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Da lunedi 29 settembre, i commissari europei scelti da Jean-Claude Juncker verranno ascoltati dai parlementari europei. Un momento politico ed un banco di prova per i candidati. 

Sono trascorse quasi tre settimane da quando il Presidente della Commissione Europea, alias Jean-Claude Juncker ha proposto la composizione del prossimo Collegio esecutivo europeo. Un Collegio che si vorrebbe più « politico », costituito da molti ex premier e altre influenti personalità nazionali.

Ma, prima della loro investitura ufficiale, verranno ascoltati dai parlamentari europei, un momento, questo,  molto importante politicamente.

Benché queste audizioni non siano previste dal trattato, dal 2004 sono un passaggio obbligato per gli aspiranti commissari europei. In efetti, i parlamentari esigono in nome della trasparenza, di poter valutare essi stessi la buona qualità dei candidati alla Commissione. È anche un modo per mettersi in mostra difronte ai paese che hanno scelto i loro rappresentanti per la formazione dell'esecutivo europeo. 

Un banco di prova

Le audizioni non sono una passeggiata di salute. L’ambiente che vi regna, per testare i futuri commissari, ricorda da vicino un tribunale dell'inquisizione. I deputati cercano attentamente i conflitti di interesse, fanno domande precise sul portafoglio attribuito al candidato, mettono sotto la lente le dichiarazioni alla stampa etc. – il tutto per almeno tre ore.

« Io gli ho detto che è come un'audizione al Congresso americano, non la passeggiata di salute all'Assemblea nazionale » dichiare un consigliere del commisario francese Pierre Moscovici (commento preso dal giornale online Contexte.com). Questa è l'atmosfera quindi.

José Manuel Barroso, presidente della Commissione dal 2004 al 2014 si è avvantaggiato con queste audizioni. Nel 2004, il candidato italiano, vicino all'ex premier Silvio Berlusconi, Rocco Buttiglione, ha dovuto essere sostituito in seguito a dichiarazioni omofobe. Nel 2009, la candidata bulgara Roumania Jeleva ha subito le stesse sorti a causa della sua pessima conoscenza degli argomenti e una dichiarazione d'interessi incompleta.

Nei corridoi del Pralamento e tra i commentatori della vita politica europea, c'è la consapevole ricerca della vittima « sacrificale », per dimostrare che la Commissione europea e gli Stati non possono far digerire mtutti i possibili rospi ai parlamentari. 

Rispettare gli equilibri politici ?

La vera questione sarà quindi di trovare questa vittima sacrificale limitando al massimo i danni collaterali. La sola « intoccabile » è l’Italiana Federica Mogherini, la cui nomina come alto rappresentante per gli affari esterie per la sicurezza della politica di difesa è gia stata negoziata dai governi nazionali tutta l'estate.

Torna di nuovo alla mente l'espressione che spesso citata dai giornalisti europei : « l’équilibrio del terrore ».

Come dichiara il sito d'informazione Euractiv.fr, i due più grandi gruppi politici del Parlamento europeo e della Commissione, il Partito popolare europeo (centro-destra) e i social-democratici non hanno interesse ad una guerra aperta. Attaccare un commissario di uno schieramento potrebbe avere come risultato quello di complicare l'arrivo di un nuovo collegio. I piccoli partiti come i verdi o la sinistra radicale europea non saranno di buon umore, nessuno di loro sarà presente nell'equipe di Juncker.

Top 5 deelle audizioni più controverse

Cinque audizioni dei seguenti aspiranti commisari. 

La prima vittima sull'ara sacrificale dei parlamentari potrebbe essere l'ex ministro sloveno, Alenka Bratušek candidata Vice presidente per « l'Unione per l’energia ». Già ora il suo ruolo sembra traballante (non avrà dei servizi veri e propri ma dovrà migliorare la coordinazione dei governi nazionali sull'energia), sembrerebbe che si sia molto semplicemente, essa stessa nominata commissario 

Il conservatore spagnolo Miguel Arias Cañete sarà l'obiettivo privilegiato di verdi e sinistra europea. Questo, a causa delle sue dichiarazioni sessiste durante le elettorali europee, per aver posseduto per molti anni partecipazioni azionarie in gruppi petroliferi (le ha vendute dopo) e per non essere affatto favorevole alla transizione energetica ed alla lotta per il cambiamento climatico.

La destra tedesca o più in generale i liberali conservatori d'Europa hanno come obiettivo il francese Pierre Moscovici. Il francese, ministro dell'economia per due anni è ritenuto responsabile dello sfondamento sul deficit pubblico del suo paese. Candidato agli affari economici e monetari, sarà lui che dovrà far rispettare queste sette regole di budget. Un'inezia fidarsi e consegnare le chiavi delle regole di budget a lui, un politico incapace di rispettarle, a detta dei controllori di bilancio.  

Anche l'ungherese Tibor Navracsics, ex capo della diplomazia del coriaceo premier Viktor Orban sarà in difficoltà. Jean-Claude Juncker gli ha proposto l'ufficio per l’Educazione, della gioventù e della cittadinanza, a lui, che ha difeso con le unghie e con i denti le riforme costituzionali in Ungheria che eran un pugno allo stomaco alla libertà d'espressione e al diritto all'informazione.

L'ultima nomination di Juncker che porra problemi è quella del britannico Lord Jonathan Hill ai « servizi finanziari ». Lord, quindi mai eletto, Hill ha da qualche anno efatto la spola tra responsabilità pubbliche e actività di lobbying. Tra l'altro Il Regno Unito è tradizionalmente restio ad accettare le regole europee delle banche e della mondo della finanza.

E dopo ?

L'ultimo incontro avrà luogo martedì 7 ottobre. I deputati voteranno ufficialmente il 22 ottobre la nuova Commissione . Poi sarà il turno degli stati per esprimersi. Se tutto il collegio viene accettato, allora esso diventerà ufficiale e una nuova Commissione si insedierà il 1 novembre 2014.