[ita] COME RENDERE IL MONDO UN POSTO MIGLIORE? LA RISPOSTA È SEMPLICE: IMPARARE. FARE. CONDIVIDERE.

Articolo pubblicato il 21 gennaio 2014
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Articolo pubblicato il 21 gennaio 2014

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Avete mai pensato di combattere i problemi sociali (povertà, disoccupazione, invecchiamento)  con l'aiuto d’innovazione, creatività e applicazioni digitali?  Sì, è possibile! E funziona!

COME HA AVUTO INIZIO TUTTO CIO'?

I Do-It-Yourself days (DIYdays) nascono in Europa (Gand, Belgio) e si sono svolti per la prima volta  il 6 novembre 2012  grazie all'iniziativa dell’agenzia per l'innovazione digitale iDrops attiva nel settore sociale e culturale. L'azienda è stata lanciata nel 2010 dall’imprenditrice di origini fiamminghe Nathalie Goethals. Innovazione e cambiamento sociale erano le due macro-aree che la Goethals voleva sviluppare su larga scala: “Gli strumenti digitali sono armi estremamente potenti per combattere i problemi sociali e culturali. (...) Ogni persona ha una piccola ma fondamentale parte di conoscenza o esperienza della soluzione per risolvere un particolare problema. Non ci resta che riunirle tutte e stimolarle nella giusta direzione”. Ecco come l'azienda ha trovato il suo posto in una piccola città fiamminga.

L'INIZIATIVA DIY

IDrops organizza laboratori interdisciplinari e innovativi, fungendo da piattaforma per la condivisione di esperienze. Durante gli eventi, esperti del settore IT/digitale, specialisti del benessere sociale, designer e programmatori si riuniscono per trovare soluzioni ai vari problemi della comunità. Un esempio del genere è l'evento globale do-it-yourself la cui seconda edizione si è svolta a Gand il 26 novembre 2013. I Diydays differiscono da un luogo all'altro per quanto riguarda il tema dell'incontro e degli strumenti utilizzati per trasmettere il messaggio. Mentre la sua idea iniziale si concentra sull'uso di materiali audiovisivi, l'edizione di quest’anno a Gand ha aggiunto un carattere sociale a tutto ciò, credendo nella co-creazione, nello scambio di idee e nel potere della creatività unita alla funzione digitale nella nascita del cambiamento all'interno della società. L'evento ha radunato 120 persone che, attraverso il dialogo e la comprensione reciproca, durante una serie di conferenze e di workshop pomeridiani, hanno provato a rispondere a una delle domande più impellenti di oggi: come possono la creatività e la digitalizzazione ridurre la disoccupazione?

ESEMPI DI BUONA PRATICA

Le varie conferenze la mattina erano una buona occasione per i relatori per presentare i propri progetti e condividere le idee con il pubblico. Ecco la selezione di buone pratiche avvenute nel mondo:

1. Reboot Stories & Wish for the future (USA)

Reboot Stories è “usare il racconto come strumento di empatia, come mezzo per giungere al cuore del problema„, dice Lance Weiler, il co-fondatore dell'iniziativa nata un anno fa. Attraverso il racconto, la tecnologia e la progettazione, un gruppo d’imprenditori sta provando a contribuire all'apprendimento intergenerazionale e al bene sociale nel mondo. I progetti comunitari insegnano tecniche imprenditoriali e le loro attività variano: dalla fotografia all'agricoltura sostenibile, dalla redazione di un giornale alla produzione di cioccolato. Reboot Stories è supportato dalle Nazioni Unite, il World Economic Forum e la Columbia University ed è stato riconosciuto sul sito web Mashable come "una delle prime cinque start-up in ambito educativo e del benessere sociale da seguire".

Wish for the future (un desiderio, cento anni) è un'esperienza creativa dove l'immaginazione gioca il ruolo principale. Ogni partecipante condivide la propria idea di futuro perfetto attraverso una storia scritta, un pezzo di una canzone o un breve video. Come prodotto finale, i desideri sono disposti in capsule del tempo e sepolti per 100 anni.

Lance Weiler- regista, scrittore di racconti, imprenditore. E' stato definito come “uno delle venticinque persone che hanno contribuito a reinventare l'intrattenimento e a cambiare il volto di Hollywood„. Docente di arte, tecnica e commercio del racconto nel XXI° secolo alla Columbia University.

2. My sky is falling (USA)

My sky is falling è un progetto basato sulla fantascienza, ispiratosi alle esperienze che i bambini americani in affidamento vivono prima di terminare il programma di affidamento. Durante il suo esperimento, Atley Loughridge, il direttore creativo del progetto, ha usato i dati dei sensori del corpo per studiare l'empatia, misurare l'impatto sociale e spingere all'impegno. Il progetto, come quelli descritti in precedenza, usa la tecnica del racconto significativo. Poiché i giovani che sono stati dati in affidamento spesso rimangono vittime della disoccupazione, l'obiettivo principale del progetto è di aiutare i ragazzi dati in affidamento a trovare un lavoro. Il problema dell'affidamento in America è serio, considerando che: “Ogni anno, 30.000 giovani terminano l'affidamento, solitamente a 18 anni. Nel giro di due anni, fino al 70% rischierà di rimanere senza una casa. Più del 70% dei carcerati dichiara di essere stato dato in affidamento o di aver vissuto in un ricovero per senza tetto da bambini. (...) Tra i giovani dati in affidamento numerosi sono i casi di violenza domestica, sfruttamento sessuale e di morte precoce, spesso si tratta di suicidi. Non si può mettere un numero sull'impatto sociale di questa devastante perdita di potenziale umano„, spiega Echo Garrett, il co-fondatore dell'Orange Duffel Bag Initiative e partner del progetto My sky is falling.

Atley Loughridge- co-fondatrice, autrice e direttore creativo di Reboot Stories. È inoltre direttore creativo del progetto My sky is falling, imprenditrice e produttrice.

3. Stanford Peace Innovation Lab (USA)

Il Peace Innovation Lab ha lo scopo di esplorare “come gli esseri umani possano fare del bene gli uni agli altri„. “Usare la tecnologia digitale per modificare il comportamento della gente„ - suggerisce Mark Nelson, co-direttore del progetto. "Una tecnologia convincente è la chiave per migliorare i rapporti personali", afferma Nelson. Ha identificato degli strumenti innovativi per misurare la pace sia a livello locale (del quartiere) che a livello globale.

Mark Nelson- ex banchiere d'investimento e imprenditore sociale, ricercatore e professionista allo Stanford Persuasive Technology Lab.

4. Digital Social Innovation (UE)

Digital Social Innovation è un progetto di ricerca finanziato dall'Unione Europea che ha lo scopo di costruire una mappa delle organizzazioni usando le tecnologie digitali per l'innovazione sociale. I dati di tutte le associazioni saranno resi pubblici e accessibili a tutti. Grazie a questa iniziativa, sarà possibile sviluppare una comunità d’innovatori sociali digitali in tutta Europa, capire le tendenze tecnologiche emergenti e le potenziali opportunità per sostenerle meglio e dare le raccomandazioni politiche alla Commissione Europea.

Fabrizio Sestini- Alto Funzionario Scientifico della DG INFSO della Commissione Europea. È appassionato d’idee di ricerca innovative e di metodi multidisciplinari per quanto riguarda le nuove tecnologie di Internet che facilitano una migliore comprensione della co-relazione, dell'interrelazione fra gli sviluppi tecnologici e gli effetti socio-economici del web.

5. Community Catalysts (Regno Unito)

Community Catalysts è un'organizzazione che lavora in 25 aree differenti del Regno Unito e che cerca soluzioni creative ai problemi sociali e al bisogno di cure di anziani e disabili. L'obiettivo dell'associazione è di contribuire a generare condizioni idonee affinché gli imprenditori della comunità avviino le loro aziende che sosterranno gli altri. “Community Catalysts crede fortemente nell'innovazione sociale„- secondo la responsabile, Angela Catley.

Angela Catley- formazione del personale, sviluppo e project manager nell'assistenza e nei servizi di sostegno. Direttore delle attività in Community Catalysts.

6. BongoHive (Africa)

BongoHive è il centro della Tecnologia e dell'Innovazione di Lusaka. Innovazione, creatività e sostenibilità sono le tre parole che descrivono meglio l'essenza del laboratorio. L'intera iniziativa funziona come uno spazio aperto che incoraggia a parlare di: tecnologia, innovazione, imprenditorialità e che apporta soluzioni innovative nell'ambito dell'economia, del commercio, della salute, della formazione ecc.

Silumesii Abel Maboshe- uno dei co-fondatori di BongoHive e fondatore del   Pencil Case Studios, uno studio di sviluppo web e di fotografia nello Zambia. Dopo aver finito la sua formazione in Galles e in Canada, è ritornato al suo paese natale per contribuire allo sviluppo del settore dell'informazione tecnologica.

IDEE PER IL FUTURO

I DIYdays 2013 hanno aperto le loro porte a: Göteborg, New York, Gand, Toronto e Los Angeles. La partecipazione all'evento è gratis e aperta a tutti. Il prossimo evento darà il benvenuto a 10 città nel 2014 (confermate per ora: Parigi, Londra, Istanbul, Varsavia, Madrid, Perth e Sydney) e il fil rouge  sarà: "Cambiamento sociale e ambizioni" con lo slogan: la tecnologia digitale e la creatività fanno la differenza per un futuro migliore. I DIYdays 2014 punteranno la loro attenzione su: assistenza sanitaria, formazione, ecologia, sostenibilità, sviluppo urbano e povertà.