[ita] CinemaMed : i 5 film da non perdere

Articolo pubblicato il 09 dicembre 2017
Articolo pubblicato il 09 dicembre 2017

Attenzione, questo articolo non è stato ancora editato, né pubblicato in alcun gruppo

Dei ragazzi egiziani disillusi da una "mancata" rivoluzione, una giovane donna che lotta per il riconoscimento della sua dignità, la vita di una comunità yiddish a New York, il trionfo della candidata progressista alle comunali di Barcellona: ecco che ci propone, e ancora qualcosa in più, il Festival Cinéma Méditerranéen (CinemaMed), di Bruxelles fino all'8 dicembre.

Ogni anno al ritorno dalla capitale belga con i suoi colori mediterranei e il suo bottino di conoscenze, il festival propone una selezione di film eterocliti e caotici. Nell'arco di una settimana, ci imbarchiamo tramite la cultura, la musica, ma anche sfide e drammi in quei paesi che popolano le rive del mediterraneo.

Per questa 17esima edizione del festival, Cafébabel Bruxelles vi presenta la lista dei cinque film da non perdere.

1 - "La belle et la meute", Kaouther Ben Hania, Khaled Barsaoui

Una giovane tunisina incontra un ragazzo in discoteca. La serata di festa diventa presto un incubo, quando la ragazza è violentata da un gruppo di poliziotti. Poco a poco la speranza nella giustizia diminuisce. Sul filo del rasoio, dall'ospedale al commissariato, la verità diventa sempre più difficile da scovare.

Perchè andare a vederlo: per scoprire la realtà delle forze di polizia tunisine, fra corruzione e legge del silenzio.

2 - "Rester Vivants", Pauline Beugnies (Belgio)

La regista belga Pauline Beugnies ritrova, a seguito della primavera araba, gli amici egiziani. Aveva lasciato dei giovani di spirito, con la testa piena di speranza nel cambiamento e nella democrazia e i piedi ben ancorati a terra. Erano partiti, ciascuno a sua volta, durante i sollevamenti di gennaio 2011 che si erano conclusi in 18 giorni con la caduta di Hosni Mubarak. Vittoria o sconfitta? La risposta ci giunge cinque anni più tardi, con questo reportage crudo che mostra un'immagine della gioventù in lotta, in Egitto come all'estero.

Perché andare a vederlo: Per comprendere la condizione dell'attuale Egitto e per riflettere sulla difficoltà di cambiare le strutture portanti della società. Quando i sogni diventano disperazione.

 

3 - "Le Caire confidentiel", Tarik Saleh (Svizzera, Danimarca, Germania)

Nel 2011, una giovane cantante viene assassinata nella camera di uno dei più grandi alberghi del Cairo, alcuni giorni dopo l'inizio della rivoluzione. L'ispettore incaricato di condurre l'inchiesta riterrà che i colpevoli di questo crimine possano essere legati al presidente Moubarak. Un thriller appassionante, ben riuscito.

Perché andare a vederlo: è l'occasione di calarsi nell'Egitto della primavera araba e di apprezzare un vero thriller mediterraneo, per una volta.

4 - Les derniers hommes d’Alep, Firas Fayyad (Danimarca, Siria)

Firas Fayyad ci farà percorrere le strade di un'Aleppo devastata, in compagnia di un gruppo di Caschi Bianchi, organizzazione umanitaria di protezione civile nata durante il conflitto in Siria. Un documentario che ci fa sprofondare nella dura realtà della guerra e che ci fa vivere il quotidiano di questo gruppo di civili che rischiano la vita ogni giorno per salvare quelle degli altri.

Perchè andare a vederlo: Per non dimenticare che la guerra in Siria non è finita.

5 - "Kapitalistis", Pablo Munoz Gomez (Belgio)

In questo cortometraggio, Pablo Muñoz Gomez ci racconta la storia paradossale di un uomo troppo povero per acquistare uno zaino firmato al figlio, ma troppo ricco per chiedere aiuto allo stato. Una satira umoristica sul capitalismo e le sue ingiustizie.

Perché andare a vederlo: per riflettere ridendo, e ridere riflettendo.

Vedi il trailer

Bonus: "The secret ingredient", Gjorce Stavreski (Grecia, Macedonia)

Vele non ha soldi a sufficienza per pagare le cure di suo padre malato di cancro. Disperato, ruba della marjuana ad una banda di delinquenti e prepara un dolce da fare mangiare al padre, sperando così di attenuare i suoi dolori. Così all'improvviso Vele si ritrova ad affrontare i vicini desiderosi di approfittare del rimedio miracoloso e i criminali che vogliono recuperare la loro droga.

Perchè andare a vederlo: questo film tratta in modo chiaro e con delicatezza il tema delle relazioni padre-figlio.