[ita] Brexit: Una storia di disuguaglianza e divisioni di classe

Articolo pubblicato il 09 luglio 2016
Articolo pubblicato il 09 luglio 2016

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Dare la colpa agli anziani per aver rubato il destino dei giovani è cinico e ingenuo. Presuppone una maggiore autorità morale sul destino della Gran Bretagna. Sebbene sia vero che coloro al potere hanno in gran parte derubato la generazione dei loro figli di un futuro sicuro, il drammatico finale della saga Brexit è raccontanto meglio attraverso una narrativa di c Opinion piece.

Letture iniziali del risultato indicando un divario d'età: i più anziani volevano uscire, i più giovani volevano lo status quo. Eppura questa lettura è troppo semplificistica, e il rapporto tra età e voto è una debola interpretazione della Brexit, come evidenzia il Guardian. Esiste un legame ben più forte tra aver votato per uscire e l'educazione, reddito e luogo di una persona.

Fondamentalmente, la storia della Brexit è una storia di classe e di disuguaglianza: comunità della classe operaia in dimenticate regioni post-industriali di Inghilterra e Galles hanno votato per uscire, mentre i loro vicini più benestanti, liberali e mobili hanno votato per rimanere.

Disuguaglianza in crescita

I passati tre o quattro decenni del panorama politico britannico sono stati terrno fertile per politiche neo-liberali. Governi successivi si sono schierati con le classi abbienti contro le classi medie e operaie. L'UE, che preferisce privatizzazione e concorrenza (l'esempio più recente il quarto pacchetto ferroviario), ha fallito nel confrontare questa realtà, non solo in Gran Bretagna, ma in tutto il resto dell'Europa.

La messa in atto di misure d'austerità da parte del governo britannico ha esacerbato ulteriormente profondo disuguaglianze sentite dalla popolazione, istigando divisioni sociali e un profonda sfiducia nei confronti di quelli seduti al top della società, per i quali abbiamo molti nomi: la classe dirigente, l'élite, i politici, l'1%.

L'Unione Europea ha fallito nel creare una differenza positiva nelle vite quotidiane dei lavoratori. Al contrario, ha presieduto il punire degli stati più vulnerabili dell'Eurozona chiedendo ai governi enormi tagli e perdite di lavoro, e privatizzazioni. Il suo trattamento della Grecia ha toccato il fondo dell'unita dell'Unione Europea.  

Gran parte dell'Euroscetticismo è stata autoinflitta, con gli interessi della popolazione europea non rispecchiati nell'UE.

Ma non confondete l'uscita con una vittoria anti-élite. Pur recidendo i diktat di un-UE in deficit democratico, ci lascerà alla mercé di un partito Conservatore con entrambe le mani sul martello che colpisce diritti e protezioni per i Britannici più poveri: George Osborne, Cancelliere dello Scacchiere, ha recentemente maggiori tagli – tutto senza restrizioni dall'UE.

Città in decadenza

La globalizzaione ha imposto molti cambiamenti nella vita quotidiona delle persone. Citt' post-industriali sono comprensibilmente cambiate in modo significativo: quasi tutte queste aree hanno votato per lasciare l'UE. Queste città si sono spesso sentite dimenticate, trascurate dalle politiche a livello nazionale ed europeo.

Piccoli negozi indipendenti sono stati sostituiti da una manciata di catene internazionale che succhiano un profitto fuori proporzione; negozi di usato per beneficenza, agenzie di scommesse e rivenditori chiusi ora caratterizano molti dei centri di queste città. Il carattere urbano e comunitario è stato eroso.

Regioni operaie si sono sentite lasciate alle spalle dall'avanzamento della globalizzazione, che vedono beneficiare le distanti classi ricche nei quartieri residenziali di Londra. Sono state le prime regioni colpite dall'austerity e rimangono a terra. Il cuore del partito Laburista ha votato in modo schiacciante per uscire dall'UE.

Il giorno del referendum, ero seduto nel cortile del mio pub locale. Vivo in un'area profondamente legata alla storia delle miniere e dell'industria tessile. Il dibatito sulla Brexit venne inevitabilmente a galla: "Non me ne frega niente di votare," ha detto un amico "non ne so abbastanza."

Il pub è un buon posto per misurare l'opinione pubblica.

Nessuno dei miei amici del pub è entrato in un seggio elettorale. Molti altri giovani con cui ho parlato condividevano gli stessi sentimenti. Giovani britannici che denunciano a gran voce la generazione precedente per aver rubato il loro futuro ignorano il fatto che la maggior parte dei giovani  non ha nemmeno votato: appena il 36% dei giovani ha votato. Scioccati liberali esponenti delle classi medio-alte asseriscono hegemonia sul resto dei giovani, quando rappresentao solo una voce di minoranza dei giovani Britannici.

Nel resto della società, circa il 28% dell'elettorato non ha votato. Sono 13 milioni di persone che sono incapaci di decidere il destino della Gran Bretagna, o che si sentono alienate dalla politica d'élite.

Il puzzle immigrazione

Il libero movimento delle persone è alla base dei valori dell'UE. Sentimenti anti-immigrazione nel Regno Unito è cresciuto in modo stabile, e la sua direzione è stata in gran parte portata sotto il controllo di Farage e dell'UKIP. Aree del paese in difficoltà ospitano spesso migranti che sono ancora più sfruttati dei cittadini britannici, essendo pagati meno dello stipendio minimo, portando in ribasso gli stipendi in fondo alla scala del reddito, e alimento ulteriore ostilità e xenophobia.

Questa è la verità più scomoda per la sinistra, che è favorevole all'imigrazione ma spesso rimane a distanza dai suoi effetti in qualche area L'UE deve inoltre affrontare questi effetti negativi della libertà di movimento. 

Ci deve essere un dibattito razionale sull'immigrazione nel Regno Unito, ma dobbiamo anche vedere le radici più profondo di un tale sentimento negativo. Una delle cause principali è la mancaza di costruzione alloggi ad un prezzo abbordabile, che sta aumentando i prezzi immobiliari. Così comprare una casa diventa difficilissimo, e molti, che hanno subito peggioramenti nei loro stili di vita, erroneamente sono portati a credere che troppi immigrati stiano arrivando in Gran Bretagna.

Non voglio vedere l'Unione Europea crollare, ma adesso è al suo stato più fragile. Spero che impari dai suo fallimenti, e utilizzi il suo potere per migliorare le vite degli Europeai che si sentono lasciati alle spalle dall'aumentare della globalizzazione e integrazion europea. Solo allora gli europei si renderanno conto che possiamo lavorare insieme per il bene comune, e per alimentare relazioni migliori. Se continua a trascuare le preoccupazioni dei lavoratori europei, l'euroscetticismo continuerà a dividere un continente.

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Pubblicato dalla redazione locale di cafébabel Aarhus.

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Il pubblico britannico ne ha avuto abbastqnza degli esperti. Avendo votato per il 52% in favore dell'uscita dall'Unione Europea, il Regno (non così) Unito inizierà il suo percorso che lo porterà fuori dall'UE. Cosa serba il futuro per la vecchia isola piena di torte, carica di miseria? Si tratta davvero di un "Giorno di Indipendenza"? La sterline si rimetter' mai? Onestamente, non ne abbiamo la più pallida idea. Ma qualche Babeliano potrebbe essere in grado di dare una mano...