[ita] Ban Ki-moon: una rock star al Bozar !

Articolo pubblicato il 03 giugno 2015
Articolo pubblicato il 03 giugno 2015

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La settimana scorsa Ban Ki-moon ha partecipato alla conferenza "Our world, our dignity, our future" (“Il nostro mondo, la nostra dignità, il nostro futuro”) tenutasi a Bruxelles presso il centro culturale del Palazzo delle Belle Arti Bozar. Scopriamo qualcosa di più su quest’evento “dall’interno”, tra gioventù, sviluppo, cambiamenti climatici e selfie.

Lo sapevate che Ban Ki-moon non ha avuto servizi igienici appropriati finché non è andato al college? Questa è solo una delle molte cose che abbiamo potuto apprendere nel corso dell’evento "Our world, our dignity, our future" tenutosi il 27 maggio scorso presso il Bozar di Bruxelles. In quest’occasione, il Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon si è rivolto a oltre 200 giovani provenienti da 125 paesi diversi, in rappresentanza degli studenti, della società civile, di organizzazioni non governative e dei movimenti giovanili, toccando molti argomenti legati ai giovani, dalla partecipazione politica a tematiche ambientali.

Dopo una breve introduzione tenuta dal Direttore del Bozar, che ha accidentalmente presentato Ban Ki-moon come il Segretario Generale degli Stati Uniti (sic), sul palco è stata la volta del moderatore Beppe Savergnini, noto giornalista del Corriere della Sera, che ha dato un memorabile tocco “all’italiana” al dibattito.

Ha presentato i 16 giovani dai 14 ai 25 anni, che erano stati selezionati per incarnare i “giovani leader” del domani, con l’incarico di porre delle domande al Segretario Generale. Da un attivista del Kenya passando per un giovane macedone interessato alla questione del lavoro nell’Est Europa, ad un brasiliano che ha parlato in spagnolo sul tema del diritto alla vita, queste giovani menti brillanti si sono espresse sui temi a loro più cari connessi alla gioventù. Qual è stato il risultato di tutto ciò? Ispirazione, passione e la ferma convinzione che questa generazione avrà un impatto considerevole sulla società di oggi.

Poi, è stata la volta di un interludio musicale ad opera del Quintetto della National Orchestra ed ancora una breve introduzione da parte del Commissario europeo per la Cooperazione Internazionale e lo Sviluppo, Neven Mimica, intervenuto sul ruolo dei giovani nel programma di sviluppo e sul potenziale sprecato di molti a causa delle iniquità tra le nazioni. Durante il discorso del Commissario, l’attenzione generale è stata catturata dall’arrivo di Ban Ki-moon, nonché Segretario Generale, che ha discretamente preso posto sul palco, proprio accanto ai giovani leader rimasti a bocca aperta.

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Discorso illuminante, nessuna azione concreta.

Dopo essere stato acclamato come una rock star dall’intera sala, Ban Ki-moon ha tenuto un discorso illuminante e politicamente corretto, in cui ha toccato i problemi principali di oggi, ovvero diseguaglianze, migrazione, lo stato della Terra, ed ovviamente il ruolo dei giovani di fronte a questi problemi. “Non c’è nessun piano B, perché non c’è nessun pianeta B” e “Siete la prima generazione che può porre fine alla povertà, e l’ultima che può evitare i peggiori impatti dei cambiamenti climatici” sono solo alcune delle sue frasi ad effetto ad essere state twittate un numero impressionante di volte con l’hashtag #AskBanKiMoon.

Una volta arrivato il momento delle domande da parte dei giovani leader sul palco, l’evento è diventato improvvisamente molto formale e si è irrigidito. Non solo le domande erano state preparate in precedenza, ma le risposte sembravano piuttosto semplicistiche, data l’importanza degli argomenti. “Credetemi, stiamo facendo del nostro meglio alle Nazioni Unite” è sembrato essere l’orientamento generale delle risposte del Segretario Generale, senza alcun accenno ad azioni concrete, tranne che per la campagna HeForShe lanciata nel 2014. Interrogato sui problemi di igiene nelle baraccopoli in Africa, Ban Ki-moon ha raccontato di come egli stesso non ha avuto accesso a servizi igienici appropriati finché non è andato al college e quando si è accennato al problema delle disuguaglianze, ha risposto sostenendo che anche la comunità omosessuale ha dei diritti umani inalienabili.

Al di là della struttura formale, durante l’evento non sono mancate risate e spontaneità dal momento che Ban Ki-moon stesso ha scattato una selfie con i partecipanti e Beppe Severgnini non ha perso mai occasione di fare dello spirito, anche prendendo in giro in Segretario Generale per avergli “rubato” il suo posto. Ma la cosa più importante è che tutti i giovani presenti hanno lasciato Bozar con maggiori stimoli e pronti a “reclamare i nostri diritti”, sapendo che in qualche modo uno dei grandi leader del mondo ci sostiene.

Link per vedere la registrazione del dibattito.