[ita] 2050 passi verso la Terra del futuro

Articolo pubblicato il 01 marzo 2016
Articolo pubblicato il 01 marzo 2016

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Il 2050 è un futuro lontano o è già qui? La dimensione del tempo e dello spazio sembra non esistere quando si visita la mostra "2050 - Breve storia del futuro" al Museo Reale delle Belle Arti di Bruxelles. Diamole un'occhiata prima che termini, questa domenica.

Prevedere è proprio della natura umana da secoli, ma anticipare il futuro sta diventando di tendenza in varie discipline. Alcune delle opere nate da tali discipline hanno avuto un grande successo di pubblico, come nel caso del libro "Breve storia del futuro" di Jacques Attali, che ha ispirato le omonime mostre a Bruxelles e Parigi.

Nate da argomenti importanti e complessi quali i conflitti globali, la disuguaglianza economica e sociale o la trasformazione di popoli e culture, le opere d'arte presenti a Bruxelles forniscono una visione puramente immaginaria, critica e anche umoristica. Queste opere ci danno il benvenuto nell'immenso atrio con la scultura di un gigante di David Altmejd e la "Passeggiata Spaziale" di Yinka Shonibare.

Anche se non conosciamo il libro, possiamo subito capire il senso del concetto delle cinque ondate che colpiranno l'umanità nei prossimi decenni grazie al video all'inizio del piano che ospita la mostra. Dopo la caduta dell'impero americano, l'umanità si troverà a dover affrontare le fasi di un mondo policentrico, l'iperimpero e nuovi conflitti fino al sorgere di un'iperdemocrazia. Questo è il filo conduttore della mostra, che ruota attorno a 8 temi.

Oltre la "Tower of Babble"

Un suono strano e ipnotico cattura la nostra attenzione quando entriamo nel grande atrio che presenta immagini convergenti di persone in una biblioteca. I movimenti lenti e i contrasti di luce ci permettono di seguire questo percorso di scoperta. Ma mentre siamo lì, diamo un'occhiata alla statuetta della Venere di Galgenberg, che risale al Paleolitico. Dopo qualche passo, scopriamo la sua versione moderna creata grazie alla progettazione e stampa 3D e iniziamo a pensare se davvero ci siamo evoluti molto da allora.

Persone. Macchine. Computer. Movimento. Luci. Le baraccopoli delle periferie. Microchip – simbolo della nuova rivoluzione industriale. Tutto ciò riunito a Los Angeles. Il nono polo dell'ordine cronologico commerciale dello sviluppo delle città di Attali. Punto di partenza. Simbolo della supremazia americana.

La visione cambia quando entriamo nella stanza successiva. Osserviamo attentamente "Mappa", di Alighiero Boetti. Quei Paesi sono ancora gli stessi al giorno d'oggi? Manca qualcosa? Sul muro di fronte fluttua la "Net.flag", che designa la nuova nazione di internet. Ma il pezzo forte è la "Tower of Babble", che rappresenta in maniera sarcastica il declino dell'impero americano tramite l'immagine di una famosa icona dei fast food in atteggiamenti crudeli e corrotti.

Più avanti, passiamo attraverso una camera oscura dove vediamo un'opera molto bella, chiamata "Giglio". Bella solo nel colore, perché in realtà mostra gli effetti di un incidente nucleare. Questa sensazione di sentirsi sotto minaccia continua in un'altra stanza, dove si trova una "Barriera corallina di plastica" di grande impatto. Una mappa che si muove rapidamente mostra l'espansione delle compagnie petrolifere; ma sono esse la causa o la conseguenza dell'uso del materiale plastico per esprimere l'arte? Le risorse naturali saranno sufficienti per nutrirci e riscaldarci? Prima che scarseggino, siamo tutti invitati ad unirci alla "Cena di Trimalcione".

Tempo, denaro, religione, armi e arti

La realtà virtuale delle cose o di internet ci suonano familiari già al giorno d'oggi. Anche l'impatto che avranno tali sviluppi sul futuro delle persone sono già stati immaginati. Il consumo eccessivo e l'obesità ("Matrix of Amnesia") diventeranno una forma di protesta, così come il mercato del lavoro diventerà più pretenzioso e richiederà sempre più mobilità in un "mondo di ricchi" dove gli stati spariranno e prenderà piede l'iperimpero. Può il tempo diventare valuta in un simile mondo? Alcuni artisti pensano di sì.

La storia dell'umanità è dettata dalle guerre. Le guerre nella loro nuova configurazione appaiono come forma di rifiuto delle religioni, dell'economia e dell'ordine sociale. "Santo Guerro" ci guida in questa guerra! E quando incontreremo i nuovi umani (o mutanti?) avremo il coraggio di sederci su una sedia fatta di armi per "Sognare un mondo migliore"? Se sì, allora possiamo proseguire verso Utopia.

Se l'umanità sopravvivrà all'era del conflitto, il bene trionferà sulle forze oscure. Un nuovo pianeta democratico permetterà all'umanità di collaborare, guidata dallo spirito dell'altruismo, per un mondo che rispetti l'ambiente e dove regni la pace. Verranno adottate le bandiere immaginate da Peter Fend? Le persone vivranno in città come Kimbebele Ihunga? "Un altro mondo è possibile".  

Europa - sempre la stessa?

Era importante che la mostra si tenesse a Bruxelles? Lo stesso Jacques Attali ha dato una risposta affermativa. La città è stata testimone di uno scambio interculturale nei secoli, con influenze latine, germaniche e fiamminghe che ispirano in maniera diretta gli artisti. E di certo, essendo l'attuale sede delle istituzioni europee, era naturale che volesse mostrare la posizione dell'Europa non solo nella storia, ma anche nel futuro.

Queste visioni del futuro sono state studiate dalla scuola d'arte ENSAV/ La Cambre e dall'Istituto per gli Studi Europei della Libera Università di Bruxelles (ULB) e i risultati si possono consultare nel padiglione Europia. Queste visioni sono un'Utopia o una realtà? Se non ne foste a conoscenza, l'Europa non comprende solo i suoi confini geografici. Avete mai sentito parlare dell'Isola di Saint Martin e altri pezzetti d'Europa sparsi per tutto il mondo? Il Marocco farà richiesta per entrare nella UE? E la Turchia? Fotografie appariscenti e spiegazioni dettagliate miglioreranno la vostra conoscenza a riguardo.

Dettagli pratici

La mostra termina domenica 24 Gennaio 2016. Quindi fate in fretta se volete vedere le varie opere e scoprire anche la parte multimediale dei lavori esposti.

Potete anche usare i vostri smartphone o tablet per usufruire della descrizione della mostra disponibile sull'applicazione gratuita "Fine Arts Belgium" (versioni in FR, NL, EN).

Non dimenticatevi di inviare una foto dal macchinario situato alla fine del percorso di visita con le vostre speranze per il futuro oppure interagite attraverso i vari social media e il sito web.

Per maggiori informazioni visita il sito: www.expo-2050.be