Iran : i coraggiosi abitanti di Camp Liberty in Iraq

Articolo pubblicato il 13 settembre 2016
Articolo pubblicato il 13 settembre 2016

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I loro compagni, precedentemente evacuati, li hanno accolte in Albania con la solidarietà e l'ospitalità degli albanesi. Se un camion carico di missili e pronto a far fuoco non fosse stato scovato nelle vicinanze del campo profughi, il mese di settembre 2016 avrebbe potuto essere un altro mese di sangue a Camp Liberty.

Il regime dei mullah, che prima ha cercato di piegare i resistenti iraniani attraverso l'embargo e le successive uccisioni, e poi ha tentato d'impedirne la partenza, ha subito un duro colpo

Anche se altri paesi d'Europa hanno già accolto i rigugiati di Camp Liberty (Germania, Finlandia, Norvegia, Regno Unito, Belgio, Olanda, Danimarca, Italia, Spagna), l'Albania è il paese che si è mostrato più accogliente.

 Molti sopravvissuti al massacro dei prigionieri politici del 1988 in Iran si trovano tra coloro che hanno lasciato Camp Liberty.

Qualche settimana fa, la registrazione dell’ayatollah Montazeri, testimone privilegiato del massacro, ha fatto tremare il potere; ma, soprattutto, ha ridato la speranza al popolo che un giorno questo massacro sarà finalmente riconosciuto come tale: un crimine contro l’umanità. Una vera e propria epurazione.

Questo elemento supplementare deve condurre alla condanna dei responsabili da parte di una corte penale internazionale.

È inconcepibile che tali pratiche restino impunite.

A proposito del trasferimento dei resistenti iraniani da Camp Liberty all'Albania 

• Il 9 settembre 2016, i restanti membri dell'Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano (OMPI o MEK), il principale movimento di resistenza iraniano, sono stati trasferiti dall'Iraq verso l'Europa.

• In passato, i dissidenti iraniani sono stati residenti di Camp Ashraf e di Camp Liberty in Iraq. L'OMPI sostiene un'interpretazione tollerante e domacratica dell'Islam. Dal 1986, migliaia di membri dell'OMPI hanno costruito Camp Ashraf da zero con le loro proprie risorse.

• In seguito alla guerra in Iraq del 2003, i residenti di Camp Ashraf si sono volontariamente disarmati di fronte agli Stati Uniti. In cambio, gli USA hanno fornito garanzie scritte per la sicurezza di tutti i residenti fino al momento del trasferimento finale.

• Nel 2009, malgrado il monito severo espresso dai residenti e dalle organizzazioni internazionali, gli Stati Uniti hanno affidato la sicurezza di Camp Ashraf al governo di Nuri al-Malik che era sotto il controllo dei mullah iraniani. Il Governo iracheno (GOI, Gouvernement of Iraq) ha immediatemente imposto un blocco inumano a Camp Ashraf, privando i residenti delle necessità essenziali, come i servizi sanitari.

• Camp Ashraf è stato attaccato tre volte dalla forze del GOI, su richiesta del regime iraniano. Quasi 100 residenti, uomini e donne, sono stati uccisi.

• Grazie ai tentativi della resistenza iraniana, all'aiuto dei suoi sostenitori internazionali, che comprendono migliaia di parlamentari in Europa nonché alti funzionari del Congresso americano, e al supporto bipartisan dei dirigenti americani, i residenti sono stati trasferiti al di fuori dell'Iraq, soprattutto in Europa, e la maggioranza in Albania.