Intervista al Direttore Artistico del Verzio Film Festival

Articolo pubblicato il 27 novembre 2014
Articolo pubblicato il 27 novembre 2014

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L'unico festival del documentario sui diritti umani in Ungheria, il Verzio Film Festival, viene organizzato dalla Verzio Film Foundation e dall'OSA fin dal 2004. Tratta un'ampia gamma di questioni, tra cui: oppressione politica, conflitti civili, terrorismo, minoranze, rifugiati, dritti delle donne, traffico di esseri umani e diritti dei bambini.

L'undicesima edizione del Verzio Film Festival si è svolta in quattro diversi cinema di Budapest (Toldi, Muvesz, Kino, Cirko Jejzir).

Aniko Kovecsi, Direttore Artistico del festival, ha risposto ad alcune nostre domande.

L'undicesima edizione del Verzio Film Festival si è appena conclusa. Siete soddisfatti dei risultati e della risposta del pubblico? 

Abbiamo avuto più di 5mila visitatori quest'anno, il numero più alto finora – e un buon numero, direi, per un piccolo festival no profit. Comunque non voglio andare troppo a caccia di cifre perché la cosa più importante sono i film e le questioni che solleviamo e i dibattiti che riusciamo ad aprire. È proprio questo il punto: vedere, pensare, parlare dei diritti umani e dei film ed essere dei membri della società coscienti e critici.

Solo gli ungheresi sono interessati al Festival o vengono anche persone da altri Paesi?

Essendo questo un festival internazionale dialoghiamo sia con un pubblico ungherese che con un pubblico non ungherese. I film sono disponibili con sottotitoli in inglese soprattutto perché c'è un'ampia comunità di emigrati in città e la loro presenza è molto importante per noi. Ciò che mi piace del nostro pubblico è la sua diversità, ci sono spettatori da ogni parte dell'Ungheria e da fuori, ma anche la differenza di età è ampia, ed è una cosa fantastica.

Ci dica qualcosa del festival e del tema cui è dedicato, i diritti umani. 

Verzio significa “versione” in italiano e il festival presenta diverse versioni di storie sulla condizione umana. Il Verzio Film Festival è impegnato nella promozione di una società aperta, della democrazia e della tolleranza, esplorando nuovi territori nel vasto campo del documentario. Ha creato un forum in cui film, opinioni e interpretazioni possono essere esaminati creativamente e criticamente. Nato da un impegno verso il film-documentario e i diritti umani e sostenuto dall'indispensabile supporto istituzionale fornito dall'Open Society Archives (OSA), il festival continua la sua attività di promozione dei diritti umani attraverso i film.

Quanti documentari sono stati proiettati quest'anno? Come vengono scelti?

Nel 2014 abbiamo proiettato 61 film tra cui una Rassegna Internazionale, una selezione di straordinari film in cui la produzione creativa si intreccia con l'attivismo politico e profonde riflessioni sul mondo contemporaneo e una Rassegna ungherese di cui fanno parte 11 documentari recenti che presentano storie umane riguardanti ogni estrazione sociale in Ungheria.

Abbiamo anche sezioni tematiche come:

Born digital che investiga su come la connettività e l'accesso illimitati influiscono sulle nostre vite;

Global Hungarian che esplora la vita degli ungheresi in ogni angolo del pianeta;

Reactive Citizen che analizza i costi umani dell'uso dell'energia nucleare;

Protest Wave che offre una fotografia dei movimenti di protesta che sono sorti nel mondo contro la censura, la repressione e la corruzione;

Screening India che esamina i profondi contrasti nella società indiana contemporanea nonché gli approcci creativi per documentarli e ispirare un cambiamento attraverso il cinema.

Criteri di selezione del Verzio: documentari sui diritti umani (corti e lungometraggi) selezionati tra quelli inviati e altri invitati tra quelli offerti dai festival internazionali.

Ci sono stati anche 4 corsi di perfezionamento con dei registi quest'anno, era la prima volta?

I corsi DunaDOCK MasterClass erano rivolti ai professionisti del documentario (ma non esclusivamente) e sono stati un'opportunità per venire a conoscenza delle visioni del processo di creazione di un film direttamente da filmmaker premiati come Peter Kerekes, Petra Lataster Czisch, Peter Lataster e Marcell Gerő. È stata la nostra prima cooperazione ed è stata molto fruttuosa.

Quali sono i piani per il futuro e per il prossimo festival?

Il Verzio Film Festival vuole continuare a promuovere una società aperta, la democrazia e la tolleranza esplorando nuovi territori nel vasto campo dei documentari.