Interconnessione elettrica: la nuova solidarietà europea?

Articolo pubblicato il 31 maggio 2017
Articolo pubblicato il 31 maggio 2017

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L'interconnessione è la chiave per la fondazione di un mercato libero dell'energia elettrica. Per essere funzionale però, la solidarietà deve avere un ruolo primario. Con la Brexit, è fondamentale per la UE restare unita e solidale.

Dal 2003, la regolamentazione europea facilita l'accesso alla rete per lo scambio di energia elettrica fra paesi.  Nel 2013, secondo la Rete Europea dei Gestori di Trasmissione dell'Energia Elettrica (ENTSO-E), il consumo ha raggiunto il picco di 3.307 terawatt/ora. Mantenendo ed implementando le linee elettriche, la rete e la fornitura di energia si trasformano in priorità per la UE.  

Interconnessione, solidarietà e suoi benefici

Le interconnessioni collegano i vari paesi, permettendo al flusso energetico di scorrere più rapidamente. Dal 2014, 17 nazioni europee fanno parte di un mercato comune dell'elettricità. Diverse regioni sono collegate fra loro. In altre parole, un algoritmo permette di calcolare l'optimum economico per ottenere una convergenza del prezzo nel mercato europeo, favorendo il traffico. Così facendo si facilita lo scambio. Il surplus della produzione è suddiviso tra le regioni in difficoltà: è proprio questo il principio di solidarietà. Questi 17 paesi rappresentano circa il 75% del consumo elettrico in Europa. Secondo Alain Fiquet, Vicesegretario Generale dell'azienda elettrica francese, la Réseau de Transport d’Electricité (RTE): “L'interconnessione sta cambiando: si basa (adesso) su un sistema di assicurazione”, simile al sistema di ridistribuzione della pensione tra i lavoratori e i dipendenti a riposo. Per cui le interconnessioni si basano oggi sulla solidarietà.

Ma quali sono i vantaggi di questo sistema?

Prima di tutto, le interconnessioni portano benefici da un punto di vista economico. Gli obiettivi del market-coupling, l'accoppiamento dei mercati, meccanismo di integrazione dei mercati in diverse aree, sono due: determinare il prezzo nelle regioni coinvolte e ottimizzare le capacità di interconnessione. Il market coupling si basa sul metodo di calcolo Flow-Based, che che permette di quantificare nell'immediato la capacità di scambio raggiungibile nell'interconnessione; attraverso la suddivisione dell'elettricità, trasporta l'energia verso il cambio specifico che si trova nella frontiera dove è più alta la necessità, facilitando lo scambio e l'armonizzazione del prezzo, grazie all'informazione trasparente sulla effettive capacità.

In secondo luogo, le inteconnessioni e l'unificazione del mercato garantiscono una miglior sicurezza nel fornire energia, evitando cortocircuiti. Prendiamo in esempio l'interconnessione tra la Francia e Spagna, in funzione dal 2015. Nel 2008, la RTE ha deciso con la controparte spagnola, Red Eléctrica de España (REE), di collaborare in un progetto, creando una società: la Inelfe. Questa linea elettrica, lunga 65 km, rappresenta un importante traguardo tecnologico e deve affrontare tanto le sfide tecniche quanto quelle economiche. È una linea interamente sotterranea. Il progetto dovrebbe raddoppiare le capacità di interconnessione tra la Francia e Spagna, aumentare la sicurezza nella fornitura di energia, bilanciare il sistema, promuovere la “Spanish TGV” e ottimizzare l'energia eolica spagnola; un passo in avanti, dunque, verso la transizione energetica e la decarbonizzazione.

Un'indagine della Commissione per la Regolamentazione dell'Energia pubblicata nel Novembre del 2015 sottolinea il fatto che, pur essendoci una migliore fornitura, la capacità di scambio non raggiungerà i valori prestabiliti, a causa di alcuni impeidmenti riscontrati nella rete spagnola. Questo esempio porta alla luce uno dei problemi che l'interconnessione deve affrontare per divenire efficiente: la mancanza di omogeneità e una maggior coordinazione tra i paesi europei.

Infine, la cooperazione tra le aziende elettrice europee porta all'utilizzo di codici che armonizzano le norme di gestione delle reti elettriche tra gli stati membri. Questi codici di rete hanno come obiettivo lo sviluppo della sicurezza, la competitività e la sostenibilità nel settore elettrico.

Le sfide e i rischi che l'interconnessione implica: serve meno solidarietà per una maggiore sicurezza?

Nel Novembre del 2006, 15 milioni di europei si sono ritrovati senza elettricità. La ragione principale per questi blackout è stata la mancanza di coordinazione tra gli operatori del sistema di trasmissione. Oltre a questi problemi di coordinazione, esistono anche sfide economiche causate dalle inteconnessioni.

In primo luogo, alcune condizioni devono essere acccettate affinché le interconnessioni siano efficienti. La produzione, le condizioni di consumo e i prezzi nazionali devono essere differenti in ogni paese per poter beneficiare di questo scambio. Dunque, l'utilizzo delle interconnessioni è abbastanza debole in paesi come FranciaGermania e Belgio. Spagna, Italia e Gran Bretagna, dal canto loro, utilizzano le interconnessioni in maniera cospicua, poiché hanno un differenziale di prezzo importante. Inoltre l'eccesso di produzione in Europa e la crisi della domanda, così come il drammatico sviluppo delle rinnovabili non conformi con le necessità del sistema (l'Unione Francese dell'Elettricità), riducono i prezzi dell'energia in tutta la UE. Riduce e limita la differenza di prezzo tra i paesi europei. Tutto ciò non fa altro che peggiorare la situazione e ostacolare l'efficacia delle interconnessioni.

In secondo luogo, la Commissione Europea sta rivedendo l'obiettivo del 10% delle interconnessioni entro il 2020. In questo modo si potrebbe raggiungere il 15% entro il 2030. Ma ciò significherebbe per alcuni stati l'aumento degli investimenti, in maniera cospicua, grandi investimenti per un obiettivo che al momento sembra irraggiungibile. Secondo la Commissione Europea, per raggiungere l'obiettivo 10% il costo si aggirerebbe attorno ai 40 miliardi di euro. Il prezzo salirebbe ancor più se l'asticella venisse alzata al 15%.

L'interconnessione dei sistemi implica anche la dipendenza di un mercato elettrico da un altro, una minore flessibilità e sovranità nazionale. Se due mercati sono legati fra loro dalla solidarietà, la fornitura tra i paesi è da una parte più sicura. Dall'altra, ciò potrebbe aumentare il rischio di incidenti di diffusione tra un mercato ed un altro: se i mercati sono connessi fra loro e dipendono uno dall'altro, se uno di essi si trova in difficoltà, anche l'altro subirà delle ripercussioni. Quindi, la connessione fra paesi riduce il rischio di una crisi energetica di un paese, ma aumenta quello di un collasso generale. Questo è uno dei problemi che la UE ha dovuto affrontare. Per evitare i rischi del sistema e la contaminazione fra le reti, sono stati implentati i sistemi di sicurezza. Lo stesso discorso vale per gli attacchi informatici: se un paese viene colpito, il virus potrebbe entrare nel sistema e diffondersi in tutta la rete. La sicurezza informatica è primaria in questo campo.

L'ultima sfida dell'interconnessione è sociale. La popolazione non è sempre favorevole all'aumento di interconnessione e di solidarietà: dipendere da altri paesi limita, tra le altre cose, la potenza e la sovranità nel decidere per il mercato energetico del singolo paese. L'interconnessione tra Francia e Spagna hanno avviato un discorso che si è protatto per 14 anni prima di trovare un accordo. La solidarietà presuppone la fiducia verso l'altro paese e qualche volta, l'isolazionismo sembra essere più sicuro delle interconnessioni. Tuttavia l'Europa si sta muovendo verso una ”sovranità condivisa” e non più verso una “sovranità solitaria”. Infatti, per via di un accordo legale e delle interconnessioni, i rischi e le opportunità non sono più nazionali ma regionali e transnazionali. L'Europa deve tenere in considerazione questo fatto.

Conclusione

Oggi la Commissione Europea ha individuato 12 paesi privi delle interconnessioni elettriche: Italia, Irlanda, Romania, Portogallo, Estonia, Lettonia, Lituania, Regno Unito, Spagna, Polonia, Cipro e Malta. La Commissione si sta muovendo verso una regionalizzazione del mercato energetico, ma i progressi non sono ancora visibili. Il Clean Energy Package del 2016 si muove in questa direzione introducendo i Centri Operativi Regionali (Regional Operational Centres) che dovrebbero assicurare l'efficiente ed affidabile operazione di reti elettriche transnazionali. Per il momento, alcuni stati membri sono scettici riguardo il ruolo di questi centri poiché potrebbero minacciare la libera scelta del paese in materia di energia e perché ancora non è stata dimostrata la loro efficienza, attraverso accurate valutazioni.

Questo articolo è stato pubblicato in origine sul sito di Eyes on Europe. 

Fondato nel 2004 da un gruppo di studenti, Eyes On Europe è un'organizzazione che si occupa di problemi europei. Grazie alla loro rivista e al loro sito, promuovono il dialogo e l'importanza di essere cittadini europei. Per maggiori informazioni, andate sulla loro pagina Facebook.