Inglesi, venite in Romania: la risposta alla campagna razzista di Cameron

Articolo pubblicato il 11 febbraio 2013
Articolo pubblicato il 11 febbraio 2013
Un quotidiano online rumeno reagisce con una stravagante offensiva alla controversa campagna condotta dal quotidiano britannico The Guardian. Quest’ultimo si dichiara contrario all’apertura del mercato del lavoro comunitario alla Bulgaria e alla Romania, a partire dal 2014.
I lettori e i redattori del quotidiano rumeno invitano adesso gli inglesi a una campagna ironica che ha per oggetto la propria nazione.

La Romania, o meglio, il quotidiano online Gandul, replica all’attacco britannico. “La metà delle nostre donne assomiglia a Kate. L’altra metà, a sua sorella”. È quanto riportato su sfondo blu accanto a un ritratto della principessa. E al di sotto, lo slogan: “Venite nel nostro paese”.

Il portale informatico di Bucarest reagisce con una pungente offensiva alla campagna anti-rumena avviata recentemente dal quotidiano britannico The Guardian: cattivo tempo, pessimo cibo e pessimi posti di lavoro - a 29 milioni di rumeni e bulgari deve essere impedito di cercare lavoro in Gran Bretagna. “You won’t like it!” (non vi piacerà), suona il messaggio britannico. I lettori del Guardian partecipano con fervore alla campagna.

2014 - you won’t like it

Causa scatenante è la voce secondo cui il governo britannico stia cercando un’idea per proteggere l’isola dalle frotte di invasioni ad opera di rumeni e bulgari. Infatti, nel 2014, quindi tra solo un anno, cadranno le ultime barriere alla libertà di circolazione per i due nuovi membri dell’Unione Europea. Allora il mercato del lavoro diventerà a loro accessibile, in tutti i 25 Stati membri, inclusa la Gran Bretagna.

Il Premier David Cameron teme un elevato afflusso comparabile a quello di dieci anni fa proveniente dalla Polonia e dalla Repubblica ceca. In quel periodo, Londra registrò un aumento improvviso di centinaia di senzatetto assieme a quello di nuova manodopera specializzata.

Molti rumeni in Gran Bretagna hanno reagito con indignazione e delusione all’iniziativa riassunta nel motto “Non venite in Inghilterra”. “Sono scoppiata in lacrime”, racconta Ramona Burlescu, trentacinquenne, medico di un ospedale statale nella città scozzese di Aberdeen. “Così veniamo calunniati tutti: noi che siamo qui e i rumeni che vivono nel loro paese”. Dalla Bulgaria sono partite reazioni perfino da parte degli alti ufficiali: una tale campagna non è in linea “né con i valori né con i principi dell’UE”, ha dichiarato il Ministro degli Esteri Nikolai Mladenow.

A Bucarest, invece, nello stesso giorno, il quotidiano online Gandul ha invitato i suoi lettori ad una controffensiva: “La Gran Bretagna può non piacerci. Ma voi amerete la Romania”. Con arguzia la redazione invita ora i britannici ad una visita in Romania. “Parliamo un inglese migliore di quello che possiate mai ascoltare in Francia”, si legge con evidenza sulla pagina. Oppure, altrove, viene affermato: “Abbiamo più pub inglesi che ristoranti rumeni”.

Bram Stoker è uno di voi, ma Dracula è un mito nostrano

Abbiamo la metà del vostro Prodotto Interno Lordo, ma il triplo della voglia di divertirci

I lettori del Gandul non risparmiano nemmeno le allusioni politiche: “I nostri quotidiani invadono la sfera privata dei notabili, non le linee telefoniche delle persone comuni”. E se si arriva ad ironizzare, non manca neanche la tendenza a giocare con gli stereotipi. Un banner sul sito proclama: “Bram Stoker è uno di voi. Ma Dracula è un mito nostrano”. E per coloro che non sono ancora d’accordo sul fatto che in Romania si possa mangiare bene, bere e festeggiare, si rende noto: “Da noi si mangiano più alimenti rispetto ai soliti pie, sausage, fish and chips”. O ancora: “Avete soltanto il whiskey. Noi abbiamo vino, gin alle prugne, rakia e cognac”.

Ogni motto sulla pagina web è un invito, ma dietro di essi si nasconde anche l’invocazione ad un maggiore rispetto. Gandul pubblica periodicamente nuovi banner sulla sua home page. Una agenzia pubblicitaria di Bucarest sostiene il quotidiano online, il quale nello scorso anno ha rilasciato un’edizione su stampa e si è rivelato il primo quotidiano di importanza sub-regionale su Internet. “Abbiamo invertito semplicemente i motivi inglesi, affinché ci venisse attribuita un’immagine positiva, servendoci di una buona dose di autoironia”, afferma Mihai Gongu, il direttore del progetto.

Couch-Surfing per la Gran Bretagna

Nel frattempo è stato avviato un altro progetto: per tutti i britannici desiderosi di viaggiare i salotti rumeni sono a portata di click. Ingegnosi rumeni hanno istituito un portale informatico dedicato a questa iniziativa. Con il “Couch-Surfing per la Gran Bretagna” i britannici possono render visita agli ospitali rumeni. La trovata pubblicitaria promette: “Una settimana di affitto da voi equivale a un nostro affitto mensile. Incluse le notti in osteria” e “una brocca di birra da noi costa tanto quanto un vostro bicchiere di acqua”.

Il contatto diretto aiuta a costruire una migliore immagine della Romania. Attraverso il Couch-Surfing lo si fa in maniera più divertente che in un hotel impersonale”, afferma il grafico pubblicitario Mihai Gongu, “e per giunta in maniera gratuita”. Ma quella del denaro è una questione di marginale importanza. Come si può leggere su un banner: “Abbiamo la metà del vostro Prodotto Interno Lordo, ma il triplo della voglia di divertirci". E di certo i rumeni l'hanno dimostrato.

L'autrice di questo articolo, Ulrike Butmaloiu, è corrispondente della rivista ostpol, che si occupa dell'area dell'Europa orientale.

Foto: copertina (cc)Kevin N. Murphy/flickr; nel testo: campagna "Why don't you come over?" ©gandul.info.