Influenzati dalla febbre suina

Articolo pubblicato il 13 maggio 2009
Articolo pubblicato il 13 maggio 2009
Suina o messicana, l'influenza è sulle labbra di tutti. Il giro d'Europa delle espressioni per quelli che hanno preso il virus delle lingue.

Dal mattino alla sera, dal Canada a Hong-Kong, l'influenza è dappertutto. La parola ha invaso le sfere politica, mediatica e scientifica in un lampo e ci farà quasi dimenticare la spaventosa crisi. Fortunatamente, la portata di questo virus è incomparabile a quella dell'influenza spagnola dell'inizio del Ventesimo secolo che ha decimato gli abitanti europei.

Gli inglesi d'oggi chiamano questa malattia, tutto sommato comune, la “flu”. L'origine risale molto probabilmente all'anno 1743 al momento dell'apparizione della prima epidemia. Così in Inghilterra, quando si ha l'influenza, si “cade come mosche” (drop like flies) e si è molto deboli (Come down with flu). “Flu” all'origine viene dall'espressione italiana “influenza di freddo” che ricorda il suo carattere stagionale. In Francia si può prendere ugualmente “qualcuno con l'influenza” (quelqu’un en grippe), espressione che deriva dal tedesco “Grippen”, che significa “afferrare, prendere rapidamente”. Quindi non si prende l'influenza! È lei che ci “influenza”. I polacchi dicono d'altronde che “l'influenza li ha presi” (złapała mnie grypa).

Ritorniamo al suino, la cui febbre ci sta facendo diventare paranoici: “Swiński”, in polacco, significa proprio “maiale”. E, la sorte vuole che in tedesco l'espressione “schwein gebaht”(avere del maiale) è utilizzata quando si è fortunati… allora viva le epidemie di maiali?