Indovina chi suona quest'anno? Vecchie glorie alla ribalta

Articolo pubblicato il 13 maggio 2013
Articolo pubblicato il 13 maggio 2013
Rolling Stones, My Bloody Valentines, Depeche Mode, Bowie... ormai non si tiene più il conto delle meteore che resistono al passo dei tempi. La prima metà del 2013 ha visto non poche vecchie glorie tornare alla ribalta, supportate da tutto un culto della nostalgia. Ma sarà sempre vero che gallina vecchia fa buon brodo?

È ufficiale: i Rolling Stones sono nella scaletta del festival inglese di Glastonbury. Tra l'altro il loro ritorno nel 2013 coincide con l'uscita degli album di non poche vecchie glorie: David Bowie, Depeche Mode e My Bloody Valentines. Passando in rassegna le date dei concerti e gli ospiti più importanti dei festival di quest'anno, è inevitabile chiedersi se non siamo saliti su una macchina del tempo e per sbaglio finiti negli anni '70: Black Sabbath, Deep Purple, Robert Plant e Fleetwood Mac, solo per citarne alcuni, un po' zoppicanti forse ma pronti per tornare in scena. I tour spuntano come funghi, a volte senza il leader del gruppo (i Doors senza Jim Morrison, Thin Lizzy senza Phil Lynott), le ri-edizioni dei grandi album occupano gli scaffali dei grandi magazzini... Contemporaneamente, gli effetti della cultura retrò si fanno sentire sulla musica dei giovani artisti emersi sulla scena musicale negli ultimi anni: Adele, Amy Winehouse, Duffy o gli stessi Strokes hanno riciclato con successo le melodie che hanno accompagnato tanti momenti dei consumatori un pò più anziani.

Ma non è solo la musica a conoscere questo momento nostalgico: l'anno scorso un film in bianco e nero ha fatto incetta di Oscar. La serie TV Mad Men, con i costumi e i fumosi scenari anni '50, è seguita da tanti fedelissimi appassionati, e i giovani alla moda sfoggiano con orgoglio bretelle e mocassini. Le app ideate per "invecchiare" le fotografie sono forse l'espressione più evidente del paradosso della cultura pop contemporanea e del suo fascino per il passato.

C'era una volta...

Era meglio prima? Tutta questa nostalgia costituisce un freno alla creatività o, al contrario, siamo diventati nostalgici perché la nostra epoca manca di slanci creativi, al punto da spingerci a cercare rifugio tra gli idoli dei nostri genitori? La cultura pop è forse arrivata al capolinea?

Difficile argomentare di fronte ad alcuni fatti: se gli anni '90 hanno visto il successo di artisti dall'influenza senza tempo (Radiohead, Nirvana), abbiamo il diritto di chiederci se questo decennio ci lascerà artisti memorabili quanto i Beatles, Bob Dylan, Elvis, Hendrix e i Doors. Tuttavia, sarebbe troppo facile dimenticarsi quanto l'arte si sia sempre nutrita del passato. La nostalgia è sempre stata una componente essenziale della cultura pop sin dagli inizi, assieme all'utopia di un'età dell'oro ormai finita. Basterebbe dare un'occhiata ai testi di Morrissey (The Smiths) o alle parole di Penny Lane per rendersene conto. Guardarsi indietro per andare avanti non è un crimine in realtà.

Togliamoci dalla testa che il ritorno delle vecchie glorie sia dovuto ad una mancanza di talenti

Il fatto è che il retrò vende. Di fronte al calo delle vendite e del download digitale illegale, l'industria musicale fa affidamento su artisti che hanno dimostrato di avere successo di pubblico, investendo di conseguenza meno sulle novità. Non sono più le nuove proposte a finanziare la musica. Paralizzati in un'epoca caratterizzata da precarietà economica e capitalismo brutale, il pubblico preferisce rifugiarsi in ciò che gli è familiare, sotto una coperta calda che protegge da un futuro incerto.

L'uomo moderno?

(Nuove) Vecchie glorie per il 2013

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Togliamoci dalla testa che il ritorno delle vecchie glorie sia dovuto ad una mancanza di talenti. Il web, i palazzetti e i festival pullulano di artisti emergenti. Di fronte all'internazionalizzazione, la musica può dare l'impressione di girare in tondo; le unioni sono sempre più veloci, le correnti appaiono e scompaiono sempre più rapidamente. Questo fenomeno, collegato al conformismo e al timore dell'industria musicale, può dare l'impressione di un blocco creativo. La forma tradizionale dell'industria musicale non è più adatta ai ritmi e ai metodi di diffusione attuali.

Potremmo anche chiederci se questa impressione di fermo dell'attuale scena musicale non sia ristretta al mondo occidentale dove è nato il pop che conosciamo. Il Brasile, l'India, l'Islanda, il Sudafrica, la Russia producono novità, il blues maliano sta prendendo piede sulla scena musicale europea... Magari questi paesi, finora assenti sulla scena pop-rock, spingeranno il pop verso un rinnovamento. Il futuro è là da qualche parte. Ma chi accorderà le chitarre delle nostre care vecchie glorie?

Immagini: copertina © pagina ufficiale degli Stones, testo © pagina Facebook di Mad Men Video (cc) TheOfficialMBV/YouTube ; (cc) OfMonstersAndMenVEVO/YouTube