India e Pakistan. Due destini a confronto

Articolo pubblicato il 17 agosto 2007
Articolo pubblicato il 17 agosto 2007

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Mentre l’India fa passi da gigante nell’economia mondiale, in Pakistan gli attentati sono all’ordine del giorno.

Il Pakistan sta vivendo uno dei periodi più cruenti della sua storia, con attentati quotidiani ed un presidente-dittatore, Pervez Musharraf, che riceve pressioni da più parti. Gli islamici moderati, che fin’ora lo hanno appoggiato, sono arrivati a definirlo “assassino”. I talebani hanno portato la guerra fin dentro il centro della capitale e l’opposizione laica, in esilio, non accetta un presidente in divisa militare. Anche per gli alleati internazionali, specialmente gli Stati Uniti, risulta sempre più difficile mantenere salde le alleanze con un governo che non riesce a gestire la talebanizzazione del Nord del Paese. Nessuno lo sosterrà finché non darà la svolta sperata, ovvero un patto nazionale che unisca tutti i partiti politici per tirar fuori il Paese dalla china in cui è scivolato. Ma il tempo non gioca affatto a suo favore, dato che in Pakistan le elezioni si dovrebbero tenere in autunno ed i sondaggi più recenti indicano che il 64% della popolazione si dichiara contraria alla rielezione di Musharraf.

L'indipendenza dal Regno Unito

Alle porte delle elezioni, il 14 agosto, il Pakistan ha celebrato i 60 anni di indipendenza dal Regno Unito e il giorno successivo è stata la volta dell’India. Entrambi i Paesi hanno condiviso la stessa amministrazione, territorio e cultura per più di cento anni, sotto lo stesso tetto imperiale britannico, ma con l’indipendenza si è deciso di dividere il subcontinente indiano in due stati: uno musulmano e l’altro indù. Con la decolonizzazione nasceva il moderno Commonwealth.

Sessant’anni dopo i dati economici del governo Musharraf non presentano un Paese così malmesso, infatti l’inflazione è calata fortemente ed il Pil è in forte aumento. Perciò quest’anno l’instabilità politica e la mancanza di sicurezza sono i punti che distinguono maggiormente i due Paesi. Senza gli inglesi, i rapporti di vicinanza sono stati più che tesi nell’ultimo decennio, con tre guerre, due delle quali per il Cachemire. Da qui un’escalation che ha portato fino all’armamento nucleare di entrambi i Paesi, con conseguenti sanzioni internazionali per quasi 30 anni. Il che ha messo in difficoltà le economie locali, che si sono riprese soltanto negli ultimi anni, grazie alla collaborazione nella lotta contro il terrorismo. Tuttavia, entrambe le economie, soprattutto quella indiana, sono state capaci di aprirsi all’esterno e crescere sotto la spinta della globalizzazione. Le multinazionali sono attratte dalla classe media in crescita e dalla presenza di mano d’opera specializzata, il che, insieme alle riforme economiche sviluppatesi dagli anni Ottanta in poi, ha fatto entrare l’India nell’elenco dei Paesi in crescita economica che favoriscono maggiormente l’economia mondiale, secondo l’ultimo bollettino del Fondo Monetario Internazionale (FMI).

Insieme verso la stabilità

Il punto di rottura nelle relazioni tra India e Pakistan c’è stato con gli attentati dell’11 luglio 2006, quando un gruppo islamico ha colpito alcuni treni a Bombay, uccidendo 190 persone. Due mesi dopo, in occasione del XIV Vertice del Movimento dei Paesi Non Allineati, è iniziato il processo di pace per cercare di limitare la potenza islamica e porre fine al conflitto del Cachemire. L’India ha approfittato di questa nuova situazione per avvicinarsi agli Stati Uniti. Dopo l’indipendenza, grazie a Nehru, era uno stato socialista vicino all’Unione Sovietica, ora la geopolitica è cambiata. Per questo la democrazia parlamentare più grande del mondo ha appena firmato un accordo storico con gli Usa che le permetterà di accedere alla tecnologia nucleare civile statunitense e produrre combustibile nucleare, stabilendo la prima eccezione alla politica di Bush in materia.

E mentre l’India fa amicizia con gli Stati Uniti, il Pakistan continua a vivere nell’instabilità. Sono ormai lontane le alleanze della Guerra Fredda, durante la quale il Paese, con l’aiuto dagli Stati Uniti, appoggiava i mujaheddin per frenare l’influenza sovietica in Asia Centrale. Una maggiore cooperazione economica tra India e Pakistan forse potrebbe aiutare a compiere il salto definitivo di cui questa regione ha bisogno. Intanto è già stato compiuto un primo passo, con un accordo che dà impulso alle relazioni commerciali e col quale si spera di quintuplicare il commercio bilaterale entro il 2010. La dichiarazione rilasciata dopo la firma mostra uno spirito di intesa. Dopo 60 anni vissuti ognuno per la sua strada, solo la collaborazione potrà portare alla tanto agognata stabilità.