In Val di Susa la contestazione No-Tav diventa uno spettacolo teatrale

Articolo pubblicato il 14 febbraio 2012
Articolo pubblicato il 14 febbraio 2012
Dopo i violentissimi scontri dell'estate 2011 tra manifestanti e forze dell'ordine, attorno al cantiere della linea ad alta velocità in Valle di Susa, nasce una nuova forma di protesta.
Un laboratorio teatrale, messo in piedi da una regista impegnata in tematiche sociali, ha coinvolto  sette attrici non professionisti in uno spettacolo a favore dei manifestanti: sono i "Racconti di mezza estate", sulla scia della compagnia teatrale "TeatroInRivolta".

Chiomonte è un piccolo comune situato tra la Bassa e l’Alta Valle di Susa, a 750 metri d’altitudine, lungo la statale 25 che unisce l’Italia alla Francia, passando attraverso il valico del Monginevro. Stefania è una giovane donna dai capelli scuri che abita alcuni chilometri più a est, verso Torino. A Chiomonte, Stefania c’è stata e nel corso della sua permanenza ha lavorato in cucina. sfornava ogni giorno centinaia di piatti per i manifestanti che avevano deciso di piantare le tende. Anche la cucina era stata fatta così, dal giorno alla notte, piantando pali nel terreno e facendo arrivare sul posto bombole a gas, fornelli e frigoriferi, tavoli e sedie.

Pochi metri più in là si poteva vedere una linea di un confine che fino a poche ore prima non esisteva. Da un lato i militari a difesa del cantiere, dall’altro il campeggio creato dagli abitanti della Valle, decisi a presidiare la zona per ribadire la loro ferma opposizione ai lavori. Quei lavori che da 20 anni tutti i governi, di tutti i colori politici, hanno ritenuto essenziali per lo sviluppo strategico delle comunicazioni tra l’Italia e il resto d’Europa. Una linea ad alta velocità, un progetto faraonico dall’impatto ambientale elevato: 50 chilometri di galleria da scavare sotto le Alpi, per collegare la Valle di Susa a Saint-Jean de Maurienne. Vent’anni di annunci, rinvii e dichiarazioni d’intenti da parte delle istituzioni politiche, e di lotta popolare, pacifica e politicamente trasversale. Queste e altre storie, testimonianze autentiche e tutte al femminile, sono diventate oggi qualcosa d’altro.

Il profumo dei limoni schiacciati sulla faccia

Dall’idea di una regista teatrale del luogo, Lucia Falco, è nata una performance capace di trasformare in gesto poetico i racconti di quelle giornate d’estate. La sua compagnia di teatro è il "TeatroInRivolta", realtà artistica indipendente che da più di 10 anni produce spettacoli di nuova drammaturgia, organizzando nel contempo stagioni teatrali e festival internazionali, sia in Italia che nei paesi del Maghreb. Da “Io amavo la pioggia”, sulla pena di morte, a “Voci d’Asfalto”, per raccontare lo sfruttamento della prostituzione, fino a “Giorno 177”, sui campi di concentramento, gli spettacoli del "TeatroInRivolta" sono tutti contraddistinti da un forte impegno civile. Lucia Falco è stata allieva di Grotowsky, ed è teorica di un linguaggio teatrale molto fisico, capace di unire drammaticità e slancio ludico.

"Dieci anni or sono - racconta Lucia - avevamo realizzato 'Ticchete Tacchete Tav', quello che si può definire il primo spettacolo No Tav realizzato in assoluto. Nell’estate scorsa la gente della valle ha vissuto giornate calde, difficili, soprattutto quando la protesta si è portata fino ad un’area di cantiere militarizzata dalle forze dell’ordine. Il sapore di quelle giornate rimarrà a lungo nella memoria dei manifestanti: è un sapore che mescola l’odore acre dei lacrimogeni con il profumo aspro dei limoni schiacciati sulla faccia. Ho voluto semplicemente raccontare quelle giornate, e per farlo ho coinvolto sei donne senza alcuna esperienza teatrale ma pronte a mettersi in gioco, accettando la sfida di trasformare la loro esperienza personale in un gesto poetico".

"Nel mondo attuale, l’orizzonte geografico e quello virtuale sono più vicini, e le donne sono divenute estremamente abili nel solcare gli spazi, nel raccontare e nel raccontarsi"

Luisa, Claudia, Giusy, Maura, Tiziana, Stefania e la stessa Lucia non si conoscevano. Hanno imparato a conoscersi nel tempo, incontrandosi due volte alla settimana per un periodo di circa sei mesi. Nel corso del laboratorio sono state elaborate le diverse testimonianze, si è lavorato sull’improvvisazione fisica e sulle motivazioni dei gesti, si sono amalgamate le diverse personalità. Da questi presupposti è nata una performance intitolata “Racconti di Mezza Estate”.

"Sabato 28 gennaio, siamo arrivate con molta paura e con grande entusiasmo al debutto - continua Lucia - Dopo 45 minuti circa, quando noi tutte ci siamo strette le mani per ringraziare, un applauso oceanico ha riempito la sala. Credo che il segreto di questo piccolo grande successo sia racchiuso nella disarmante forza interiore delle donne. Se oggi è teorizzabile una rivoluzione, non dico armata, ma culturale, può partire solo e unicamente dalle donne".

Le antiche mulattiere che partono da Novalesa per giungere al colle del Moncenisio, o il leggendario Sentiero dei Franchi che attraversa l’intera vallata correndo tra i castagni, sono oggi scie di sogno distese tra la boscaglia, tracce seminascoste di un passato remoto. Ma secoli or sono, quei sentieri erano solcati quasi esclusivamente da uomini. Nel mondo in cui viviamo, l’orizzonte geografico e quello virtuale sono invece vicini, e le donne sono divenute estremamente abili nel solcare gli spazi, nel raccontare e nel raccontarsi.

Lo spettacolo diretto da Lucia Falco squarcia la realtà, opponendosi al pensiero dominante, veicolato dai giornali e dalle televisioni, secondo il quale la linea ad alta velocità in Valle di Susa è qualcosa di necessario e irrinunciabile. "Bisogna resistere", dicono in Valle. E allora vogliamo citare le ultime parole di Maura, che dal palcoscenico, camminando sui tacchi bianchi, ci rivela che "resistere è creare", un attimo prima che il buio arrivi, e che scoppino gli applausi.

Foto di copertina: © Marcello Serafino Visconti; testo: © Marcello Serafino Visconti e © Gian Battista dall'Acqua; video: teatroinrivolta/youtube.