"In Russia, chi lotta per le proprie idee è in pericolo": parola di Igor Kolyapin, attivista contro la tortura

Articolo pubblicato il 06 marzo 2012
Articolo pubblicato il 06 marzo 2012
Un russo su cinque è stato vittima di tortura, almeno una volta nella sua vita. Igor Kolyapin, presidente del “Comitato contro la tortura” ha presentato molti di questi casi in tribunale. L'organizzazione di Kolyapin lavora anche in Cecenia come ONG. In questa intervista ci parla del ruolo che hanno in Cecenia e delle difficoltà che devono fronteggiare gli attivisti per i diritti civili.

cafebabel.com: presidente Kolyapin, il suo “Comitato contro la tortura” è una delle poche Ong che ancora lavora in Cecenia. Come descriverebbe la situazione?

Kolyapin: la Cecenia è un posto pericoloso in quanto la repubblica è governata di fatto da dei criminali. La classe politica è costituita da alcuni combattenti della resistenza che un giorno sono passati dalla parte delle forze russe, in cambio di soldi o vantaggi d'altra natura. E il nostro governo ha consegnato loro tutto il potere. Sono dei banditi che possono fare quel che vogliono del paese.

cafebabel.com: qual è la loro linea di governo?

Kolyapin: per anni questi uomini hanno combattuto in guerra, ma improvvisamente sono diventati politici. In questo passaggio si sono dimenticati cosa sono i diritti umani. Potete immaginare cosa significhi per una repubblica. In Cecenia chi contraddice le autorità è un criminale. I criminali hanno diritto a un processo, ma in questo caso vengono prelevati e poi fatti sparire senza che lascino tracce. Così funziona la giustizia cecena. Il governo russo ne è al corrente.

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cafebabel.com: quali prove avete della gravità di queste accuse?

Kolyapin: potremmo addirittura dimostrarlo. Siamo riusciti a documentare torture, rapimenti e persino omicidi eseguiti in nome della giustizia. Abbiamo poi mandato la documentazione al governo russo, alla procura della repubblica, al presidente del partito. Nessuno dei casi presentati è stato denunciato.

cafebabel.com: ma cosa ci guadagna Mosca a mantenere la Cecenia nel caos?

Kolyapin: la guerra è ufficialmente finita. La Russia doveva dunque ritirare le truppe e i carri armati. Ma non voleva rinunciare al controllo. Anche il risultato delle votazioni del 2007 mostra come siano legati i due governi. Il partito Russia Unita di Putin ha ottenuto nelle ultime elezioni cecene il 99% dei voti. Per quanto riguarda la Cecenia, Mosca si è occupata solo di questo.

cafebabel.com: pensa ci sia speranza che la Cecenia possa vivere in pace, un giorno?

Kolyapin: mettiamola in questi termini. Per far sì che questo paese migliori, ci vorrebbe un periodo di disgelo. E nell'intero paese al momento la temperatura è -50° C.

cafebabel.com: in che modo si avverte questa era glaciale della politica?

Kolyapin: è sufficiente guardare il tg della sera. Le nostre notizie non sono notizie. In Russia non si parla dei problemi. Ad esempio delle decisioni prese dal governo se ne parla in modo critico solo quando è strettamente necessario. Vale a dire quando la popolazione ha già delle informazioni a riguardo.

cafebabel.com: proprio come le proteste che vanno avanti da mesi in Russia

Kolyapin: i media non hanno potuto mettere a tacere l'opinione pubblica. Ciononostante non mostrano la verità per intero. Le prime assemblee dell'anno precedente vennero cancellate, e gli esponenti dell'opposizione picchiati e arrestati. Si è voluto fermare in tutti i modi le persone che manifestavano, e far loro paura. Questa è l'altra faccia della medaglia del potere in Russia. Chi è coinvolto, è in pericolo.

cafebabel.com: vale anche per la sua organizzazione?

Kolyapin: Fino a due mesi fa siamo andati avanti senza alcun impedimento. Improvvisamente i nostri collaboratori sono stati fermati per la strada e accusati dai media come “agenti dell'occidente”. Un nostro collega è stato arrestato a gennaio, gli è stato sequestrato il pc con tutti i dispositivi di memoria. Fino ad ora non abbiamo ricevuto né un chiarimento ufficiale né abbiamo avuto indietro il nostro materiale. Molte Ong stanno vivendo situazioni simili ultimamente. Sono sicuro che tutto ciò ha a che fare con la campagna elettorale.

cafebabel.com: a quale scopo dovrebbero intimidirvi?

Kolyapin: una parte del sistema ci percepisce come una minaccia. Così anche la democrazia in Russia: Putin appare in televisione facendo discorsi sulla partecipazione dei cittadini. Ma in realtà si evita di coinvolgere la popolazione nella politica e nel sociale.

cafebabel.com: la situazione sembra essere cambiata. Migliaia di persone protestano ogni settimana affinché ci siano elezioni democratiche.

Kolyapin: la gente non vede una vera alternativa a Putin. Le elezioni hanno luogo non solo nel giorno x, ma iniziano mesi prima durante la campagna elettorale. La campagna elettorale è stato permessa ad un unico partito: Russia Unita.

cafebabel.com: la situazione sembra senza speranza. Perché allora si protesta in Russia?

Kolyapin: non si deve mai smettere di impegnarsi per le idee in cui si crede. La nostra organizzazione è un esempio: non possiamo impedire le repressioni della polizia, ma abbiamo denunciato più di 70 casi di violenza e vinto. Vale la pena combattere. E io devo fare la mia parte.

cafebabel.com: crede che la Russia possa diventare una vera democrazia?

Kolyapin: dobbiamo essere sinceri e obiettivi. Non fin a quando Putin sarà in carica.

Foto di copertina: (cc)Boris SV/flickr; testo: pubblicate per cortesia di Igor Kolyapin.