In Europa la corruzione lede la libertà di stampa

Articolo pubblicato il 03 maggio 2010
Articolo pubblicato il 03 maggio 2010
«Liberi», «parzialmente liberi», «non liberi». E' così che l'ONG americana Freedom House classifica gli Stati sulla base del loro rispetto per la libertà di stampa. Nel 2010, possiamo dividere l'Europa in altrettante categorie: l'Europa occidentale, l'esempio modello, seguita dall'Europa centrale; l'Europa orientale invece rappresenta il cancro della libertà di stampa.
Ma attenzione gente, perché la tendenza sta per invertirsi.

L'Europa occidentale non ha nulla di cui lamentarsi: solo l'Italia fa parte dei paesi "parzialmente liberi", secondo il rapporto pubblicato il 29 aprile dall'Ong americana Freedom House riguardo la libertà di stampa. Il motivo? «La concentrazione dei media e le ingerenze governative nei media pubblici». Per il resto, a parte qualche problemuccio in Francia, dove il Presidente nomina il direttore audiovisivo pubblico e frequenta i più grandi proprietari dei gruppi mediatici privati, niente da segnalare.

L'Europa occidentale è ben piazzata, fatta eccezione per Italia e FranciaE all'Est, niente di nuovo? Quando tutto torna a galla, alla minima stravaganza giornalistica, gli scribacchini hanno quello che si meritano. In Serbia, è finito male l’insabbiamento della manifestazione degli oppositori all’indipendenza del Kosovo nel 2009: la sede della rete televisiva B92 è stata presa d’assalto dai manifestanti, e secondo alcuni gruppi che difendono la libertà di stampa, il governo non era estraneo a quelle dichiarazioni. In Croazia, la pubblicazione delle inchieste effettuate sul crimine organizzato e la corruzione è costata la vita a Ivo Pukanic, il proprietario del settimanale National. Il 23 Ottobre 2009, la sua auto è andata a fuoco mentre lui era dentro la vettura. Hrvoje Appelt, del magazine Globus, ha trovato lo stesso dispositivo esplosivo sotto la sua auto un mese dopo…la sua diffidenza lo ha salvato. La corruzione è ancora un problema grave nelle repubbliche sovietiche, è questo che rende il lavoro dei giornalisti così delicato e dunque così pericoloso: in Bulgaria, il sito opasnite.net ha dovuto chiudere dopo un’inchiesta sulla corruzione nella polizia, e i giornalisti di Frognews hanno subito violenze e minacce di morte.

A credere a Freedom House, la cortina di ferro non è calata tra l’Europa orientale e quella occidentale, ma tra l’Europa centrale, dove la stampa è “libera” in tutti gli Stati (comprese le tre Repubbliche Baltiche) e le dodici repubbliche ex-sovietiche, dieci delle quali hanno una stampa “non libera”. E nella vecchia Europa, si dormono sogni tranquilli? Non del tutto, perché la corruzione, una delle cause di maggior ostacolo alla libertà di stampa, ritorna prepotentemente dopo il 2004, mentre, secondo l'esperto di geopolitica Pierre Verluise, si indebolisce nell’Europa orientale. Meglio, allora, tenere gli occhi ben aperti.

In verde "stampa libera", in giallo "parzialmente libera", in blu "non libera"

Immagini: Freedom House