In Cammino verso Santiago, senza dimenticare i ferri del mestiere

Articolo pubblicato il 26 luglio 2016
Articolo pubblicato il 26 luglio 2016

Alla ricerca di un'idea per una vacanza estiva? Camminare potrebbe essere una buona idea. Il Cammino di Santiago attira ogni anno centinaia di migliaia di pellegrini da tutto il mondo, tutti alla ricerca di un qualcosa di volta in volta differente. 

I "cammini", itinerari storici, culturali o religiosi da affrontare a piedi o in bicicletta, conquistano sempre più il cuore di turisti, escursionisti e pellegrini. Il più famoso è indubbiamente il "Cammino di Santiago", percorso ogni anno migliaia di pellegrini di ogni età e paese del mondo. Il fenomeno è esploso negli anni Ottanta, tanto che nel 1987 il Consiglio d’Europa dichiarò i percorsi che portano a Santiago de Compostela "itinerario culturale europeo".  E questo ha portato ad uno sviluppo incredibile di tutte le attività ad esso collegate, per fare in modo che la "pilgrim experience" fosse assolutamente positiva da tutti i punti di vista.

Secondo i dati forniti dal sito ufficiale del Camino, nel 2015 sono stati 265.516 i pellegrini giunti a Santiago a ritirare la propria Compostela (il documento simile a una pergamena attestante il compimento di tutto il percorso). Essi provengono da tutto il mondo, ma si tratta soprattutto di spagnoli (giocano in casa), italiani e statunitensi. Sono tanti anche i brasiliani, affascianti dal best seller di Paulo Coelho "Il Cammino di Santiago". E il fenomeno non dà segni di cedimento, anzi è in netta crescita: dal 2011 al 2015 il numero di pellegrini  è aumentato del 10.3%

Pellegrini 2.0

Il motto di qulsiasi pellegrino rimane sempre "lascia a casa il superfluo". Evidentemente però i tempi si evolvono, e smartphone, caricabatterie a energia solare, auricolari, tablet e quant'altro non sono considerati da questa filosofia tra le cose da lasciare indietro.

La tecnologia ha fatto prepotentemente ingresso nella vita dei pellegrini. E addio buoni propositi di staccare i ponti dalla quotidianità, darsi alla meditazione e alla riflessione. Pochi ormai portano con sé una guida cartacea: sono decine e decine le app gratuite  che mappano meticolosamente ogni chilometro del Cammino Francese, segnalando non solo la presenza di albergues (ostelli aperti ai soli pellegrini) e utilities varie, ma anche le "insidie" nascoste del percorso (come bivi non molto visibili, o scarsa presenza di fonti di acqua). È raro trovare albergues e bar che non offrano il wifi. WhatsApp e  Skype sono i canali di comunicazione più utilizzati dai pellegrini, mentre Facebook e Instagram sono le vetrine più efficaci per documentare ogni passo. Senza considerare le centinaia di forum online dedicati all'argomento.

L’insostenibile leggerezza del cammino

Sebbene sia il più battuto al mondo, il Cammino di Santiago è quello meno legato a motivazioni religiose. E allora che cosa spinge decine di migliaia di persone a mollare tutto e andarsene in Spagna a (sostanzialmente) camminare? Le motivazioni sono le più varie: c'è chi lo fa per scoprire qualcosa di più di sé, chi per capire se sta seguendo la rotta giusta, chi per curare le ferite dell’anima, ma anche chi lo fa per amore della scoperta o per avere una storia da raccontare.

«Sono partito per afferrare la vita e le sue occasioni al volo» racconta Cristiano Poduti, pellegrino romano che ha deciso di percorrere il Cammino di Santiago spalmando le tappe su più anni. «Il cammino esige di viaggiare leggeri, anche mentalmente. Di conseguenza ad ogni passo mi lasciavo dietro pensieri e problematiche delle quali non sapevo più che farmene: il cammino ti alleggerisce il passo e lo spirito».

«Ho deciso di fare il Cammino perché avevo bisogno di staccare, uscire dagli schemi e dedicaredel tempo a me stessa. Questa esperienza mi ha donato una alternativa a una vita che mi stava schiacciando…» dice Margherita Paffarini, pellegrina di Perugia che durante il Cammino ha trovato una opportunità di lavoro in Spagna.

Ognuno ci dedica il tempo che vuole e può. Chi ha disposizione un mese o poco più solitamente parte da St. Jean Pied de Port e percorre l’intero percorso di 780 chilometri. Chi può investire solo 5 giorni in questa esperienza invece si accontenta di partire da Sarrìa – a 100 km  da Santiago – considerato il "minimo sindacale" per poter ritirare la Compostela. Non a caso questo ultimo tratto di cammino non solo è il più affollato. 

C’è anche chi, una volta provato, non riesce più farne a meno. Fernando Carparelli, pellegrino barese che ha camminato per undici giorni da Astorga a Santiago, non ha dubbi: «I 260 chilometri di quest’anno sono stati un assaggio. Il prossimo anno percorrerò tutto il Cammino Francese con la mia mountain bike!»

I cinque must del pellegrino 

1) L’onnipresente conchiglia ("concha"): è diventata il simbolo di riconoscimento dei pellegrini. È venduta ad ogni angolo, e quasi tutti la portano appesa allo zaino. 

2) Tappi per le orecchie: per tutta la durata il cammino il pellegrino non potrà mai liberarsi dei russatori, a meno che non scelga di dormire in un comodo albergo. 

3) Mollette e spille da balia: spesso il guardaroba è limitato a 2 magliette e 3 mutande per un mese, quindi occorre fare un mini-bucato quasi tutti i giorni. Le spille da balia assolvono alla stessa funzione delle mollette, ma sono più leggere.

4) Ago e filo: non per cucire, ma per bucare e curare le vesciche. Sembrerà una pratica barbara e antigienica, ma di solito alla fine ci si adegua dopo aver constatato sui propri piedi la totale inutilità di cerotti/calzini/creme antivesciche, spesso costati una fortuna.

5)  "Buen camino!": un mantra che accompagna i pellegrini per tutta la durata del loro percorso. È la frase che si sente dire di più in giro, pronunciata da ognuno col proprio inconfondibile accento.