Impressioni di un tedesco sulle elezioni in Regno Unito

Articolo pubblicato il 11 maggio 2015
Articolo pubblicato il 11 maggio 2015

Le opinioni di un tedesco trapiantato a Londra sui risultati di una 'primitiva commedia farsesca', le Elezioni Generali inglesi del 2015, terminate con la rielezione per altri 5 anni del Primo Ministro Conservatore, David Cameron.

Vivendo a Londra da quasi un anno, ormai, mi sono abituato alle manie inglesi (perlopiù adorabili), come la passione per le scuse, l'ossessione per la royal family (#CharlotteElizabethDiana – vi prego, non fatemi iniziare!), il the e il cricket.

Comunque sia, con la campagna elettorale per le Elezioni Generali e tutte le lamentele al proposito, è saltato fuori un capitolo completamente nuovo sull'eccentricità inglese, riguardante le discussioni su quante cucine (e padelle) siano appropriate per un leader politico, l'uso dei social media (#Milifandom, #JeSuisEd), l'importanza del sostegno di un comico dai capelli lunghi, il ruolo cruciale di un sandwich al prosciutto e l'alquanto marginale ruolo della politica reale, con l'Unione Europea in testa. Alla fine di tutto questo David Cameron ne è uscito vincitore, per di più sorridente.

Ma partiamo dall'inizio: per decenni, il risultato delle elezioni non era mai stato tanto incerto come lo è stato questa volta. Persino gli esperti di politica inglese sembravano alzare con imbarazzo le spalle sul canale BBC News qualche giorno fa. Tutto sembrava possibile, un ritorno della coalizione Tory-Lib Dem, un governo di minoranza con a capo i Laburisti aiutati dai Liberal Democratici o addirittura dal Partito Nazionale Scozzese. Queste incertezze sono piuttosto nuove nel Regno Unito. In realtà, fino al 2010, il risultato elettorale nel Regno Unito era abbastanza scontato. Per via del sistema elettorale, uninominale secco, gli unici due veri concorrenti erani i Laburisti e i Conservatori, i soli a poter ricevere l'incarico per formare un governo. 

Comunque sia, è stato il 2010 l'anno del cambiamento, con Laburisti e Conservatori ben lontani dall'aver ottenuto una maggioranza assoluta e la nascita di un governo di coalizione tra i Conservatori di David Cameron e i Liberal Democratici. Per farla breve, le coalizioni non rientrano propriamente nei gusti degli inglesi. A dir la verità, quando parlavo con i miei amici inglesi del fatto che i governi tedeschi, salvo alcune eccezioni, fossero stati sempre formati grazie a coalizioni, non ottenevo che simpatiche pacche sulle spalle seguite da un «Mi dispiace, amico!». Cosa che mi lasciava spesso senza parole, come accade del resto tutte le volte che parlo di politica qui.

Commedia primitiva

Queste elezioni avrebbero potuto rappresentare un nuovo punto di partenza per una riforma del sistema elettorale maggioritario nel Regno Unito ma, con la vittoria dei Conservatori, questo discorso è stato rimandato. E siamo chiari: nonostante le critiche, il principio del «chi vince si prende tutto» ha quantomeno mantenuto l'UKIP (il Partito per l'Indipendenza del Regno Unito) lontano dall'ottenere più di un seggio in Parlamento. Ad ogni modo, la maggioranza assoluta dei Conservatori è arrivata come un fulmine a ciel sereno. Con sei (sei!) partiti in grado di vincere seggi nelle circoscrizioni del paese, sembrava di stare guardando una Schmierenkomödie (una primitiva commedia farsesca, ndt) animata da personaggi creati da uno scrittore con qualche pinta di troppo in corpo.

Un esempio? Il David Cameron di Eton che impersonifica lo stereotipo britannico in contatto con l'uomo comune che lo “invita” nella sua cucina (una cucina, molte padelle) e che parla del suo futuro davanti ad un'insalata di cicoria. Questa sessione di Indovina chi viene a cena è stata superata solo dallo stesso David che dava da mangiare a un agnellino durante le vacanze di Pasqua (promemoria per il pr di David: la prossima volta provate con i gattini!) e un'intervista a Buzzfeed, dove Cameron ha svelato la sua passione per il film Frozen.

Il dramma delle due cucine

Il suo diretto rivale, Ed Miliband, presentava una chiara somiglianza con uno dei personaggi principali di Wallace and Gromit, e in passato ha avuto difficoltà a mangiare come si deve un sandwich al prosciutto. Ciliegina sulla torta? Un pizzico di dramma con Ed che, qualche anno fa, avrebbe “pugnalato” alle spalle suo fratello David Miliband nella corsa al posto di Gordon Brown come leader dei Laburisti. Cosa ancora peggiore per la sua reputazione, Ed ha due cucine: che cosa snob! La stampa e gli inglesi sembravano aver già deciso che l'incapacità di utilizzare i media nonché di mangiare un sandwich al prosciutto rendessero Miliband un leader ineleggibile. 

Mentre la soap opera delle elezioni sembrava, almeno per la stampa, aver già preso una piega, sono entrati in gioco i social media. Se per Cameron «troppi tweet creano uno stupido», Miliband non ha la benché minima idea di come debbano esser usati i social media. La sua astuta mossa di caricare su Youtube un'intervista con Russell Brand – il comico dai capelli lunghi, ex marito di Katy Perry e Re inglese di Twitter - ha fornito ad Ed l'accesso a mezzo milione di potenziali giovani elettori. Non completamente casuali sono risultati gli hashtag #Milifandom (ragazzini che dichiaravano il loro affetto e sostegno ad Ed) e #JeSuisEd (gente che metteva fotografie dove non riuscivano a mangiare un sandwich al prosciutto).

Infine, meritano di essere citati anche gli attori di sostegno del thriller elettorale: Nigel Farage, dell'UKIP, nel ruolo dello zio populista e razzista, difficilmente avvistato senza una pinta di birra in una mano e un sigaro nell'altra, che se la prende con immigrati e UE (cosa ormai di moda nel Regno Unito: non c'è niente di meglio che inveire contro un indifeso capro espiatorio!) e Nick Clegg, il LibDem che ha mandato al diavolo la sua carriera politica, impersonando il miglior amico di David e portando le tasse universitarie a livelli vertiginosi. L'Oscar come Miglior Attore non protagonista, comunque, va a Nicola Sturgeon (SNP, il Partito Nazionale Scozzese) che, grazie alla sua semplice e precisa influenza, è riuscito a cacciare i Laburisti da molte circoscrizioni scozzesi (ahia!).

Come una storia d'amore tra Regno Unito e Unione Europea

Se il cast di questa farsa è meraviglioso, lo sceneggiatore è stato un tantino sciatto sulla trama. Le tematiche principali delle elezioni erano dichiaramente il welfare, il sistema sanitario nazionale e l'immigrazione. I grandi argomenti come l'Unione Europea (Ehi, c'è nessuno? David aveva promesso un referendum sull'UE in caso di rielezione) sono stati affrontati con riluttanza, tranne quando Zio Nigel ha deciso di colpire Rumeni e Bulgari.

Ma la relazione UE-Regno Unito è sempre stata difficile, e che finisse nero su bianco sulla scheda di un referendum era una cosa che si temeva da anni. «Sai, è come una relazione amorosa, quella tra il Regno Unito e l'Unione Europea», afferma Tim, un uomo d'affari poco più che quarantenne con cui mi trovo a parlare nel mio pub preferito dell'East London, dove la folla sta aspettando per i primi risultati delle elezioni. «Il sesso è buono, abbiamo gli stessi interessi, non ci vogliamo impegnare troppo, ecco tutto». Insomma, sembra che il Regno Unito e la Generazione Y abbiano gli stessi problemi in termini di relazioni.

Quando i primi exit poll sono comparsi sugli schermi, le emozioni inglesi sono esplose all'interno del pub. E il «Non ci posso credere! Assolutamente sconcertante!» è diventato un mantra dei sostenitori dei Laburisti del tavolo accanto al nostro. Alle quattro del mattino me ne sono andato, stordito dalla pinta che avevo bevuto, ma ancora di più da questa soap opera che si stava trasformando in una tragedia.

David Cameron ha vinto le elezioni, e così un referendum sull'UE sembra essere previsto per il 2017. Con la coda dell'occhio vedo Tim e i suoi amici attraverso la finestra del pub, e non sono sicuro che abbiamo mai stretto la mano di noi europei in maniera amichevole. Almeno non in pubblico. Ma forse - forse - questa sarà la volta buona per un nuovo inizio!