Immigrazione: triplicato il budget di Triton per la sorveglianza in mare

Articolo pubblicato il 26 aprile 2015
Articolo pubblicato il 26 aprile 2015

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Una riunione straordinaria del Consiglio europeo si è tenuta giovedì scorso a Bruxelles in seguito ai tragici avvenimenti accaduti negli ultimi giorni nel Mediterraneo. I capi di Stato e di Governo hanno deciso di triplicare il budget dell’operazione Triton per aumentare la sorveglianza in mare

Più risorse finanziarie e umane

Si è concluso giovedì sera il Consiglio europeo straordinario convocato in seguito alla recente catastrofe che ha causato più di 800 morti al largo delle coste libiche. Tra le misure annunciate la triplicazione del budget del programma d’intervento Triton che passerà dai 3 ai 9 milioni d’euro mensili. Coordinato da Frontex, l’agenzia europea per la gestione delle frontiere esterne degli Stati membri, l’operazione Triton, lanciata il primo novembre 2014, è una missione di sicurezza il cui obiettivo principale è impedire l’arrivo di clandestini in Europa. 

Oltre al chiaro aumento delle risorse finanziarie, i dirigenti europei si sono accordati per rafforzare la sicurezza nel Mediterraneo fornendo per l’operazione Triton navi, aerei e risorse umane supplementari. I capi di Stato e di Governo hanno inoltre annunciato di voler proporre una risoluzione all’ONU che «identifichi, blocchi e distrugga i barconi dei trafficanti». 

La Commissione europea dovrebbe organizzare prossimamente un vertice tra l’UE e l’Unione Africana, riunione che potrebbe aver luogo a Malta, uno dei Paesi europei più coinvolti e direttamente toccati dal fenomeno migratorio. Entro metà maggio, la Commissione dovrà inoltre elaborare una strategia in materia di immigrazione legale che verrà discussa a giugno in seno al Consiglio europeo. 

Secondo Amnesty, le soluzioni discusse non sono sufficienti

Secondo Amnesty International, la triplicazione del budget di Triton non migliorerà di certo la situazione nel Mediterraneo: se la zona di controllo e sicurezza non si spinge in alto mare proprio là dove gli immigrati incontrano la morte, «avere delle navi nel Mediterraneo non serve a nulla» - ha dichiarato incisivamente Iverna McGowan, capo ufficio di Amnesty International in seno alle istituzioni europee. «Se queste navi non si trovano nella giusta direzione, come ci mostrano i limiti dell’operazione Triton, e restano vicino alle coste europee, i migranti e i rifugiati continueranno ad annegare in alto mare».

Un’altra questione persiste: chi accoglierà gli immigrati? Non dimentichiamo che, secondo il rapporto dell'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM), dal 2000, sono morti oltre 22.000 migranti in cerca di un approdo alle coste nordiche del Mediterraneo.