Immigrazione: cosa sta facendo davvero l'Europa?

Articolo pubblicato il 05 marzo 2015
Articolo pubblicato il 05 marzo 2015

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A causa della guerra in Medio Oriente, che si sta estendendo alla Libia, l'Europa si sta popolando di migranti in cerca di una vita migliore. Ma i nostri leader vogliono mettere fine a questo flagello?

La migrazione è sempre esistita ed ha sempre preoccupato l'Europa. Se consideriamo la guerra e i conflitti come un elemento costante della storia mondiale, possiamo capire meglio il concetto di migrazione. A causa della guerra in Siria e in Iraq  che si sta espandendo in Libia, l'Unione Europea ha visto enormi flussi di migranti, provenienti dal Nord Africa, giungere in Italia. Questi fuggono dai conflitti, dalla fame e dalle malattie e molti di loro non sopravvivono alla fuga. La situazione è grave perché parliamo di esseri umani con sentimenti, speranze e sogni. 

Aiuti europei – Frontex e AMIF

Ma cosa sta facendo l'Europa per mettere fine a questo flagello sociale? In aggiunta al lavoro della presidenza greca, l'Italia ha creato una vera e propria politica di migrazione in modo da condividere, in modo equo, il problema tra i paesi più esposti al fardello dell'immigrazione e tra gli altri stati membri dell'UE. In particolare, L'Italia è stata rafforzata da FRONTEX, un'agenzia europea creata per migliorare le procedure e i metodi in relazione alla migrazione. Di conseguenza, l'immigrazione, l'asilo politico e le politiche territoriali sono priorità prese in considerazione a livello europeo, secondo l'attuale programma della presidenza lettone.

Il Fondo per asilo, migrazione e integrazione– AMIF -  è stato realizzato come un tentativo di rafforzarmento e di sviluppo di tutti gli aspetti del Sistema di Asilo della Comunione Europea. Esso include il supporto legale agli stati membri, in base a bisogni economici e sociali, e la promozione di una vera integrazione dei cittadini non provenienti dai paesi dell'Unione. Inoltre, impone la crescita della solidarietà e di responsabilità tra gli stati membri, e in modo particolare verso quelli più colpiti dal flussi migratori e dalle richieste di asilo, come l'Italia.

Tutti i paesi dell'UE (fatta eccezione della Danimarca) formulano programmi nazionali, delineando le azioni attraverso le quali si intende raggiungere gli obiettivi prefissati dall'AMIF.

Operazione Triton

L'Operazione Triton, coordinata da FRONTEX, ha l'obiettivo di gestire la migrazione nel Mediterraneo ed è partita nel novembre 2014. Secondo un comunicato stampa della Commissione, “Gli stati membri che stanno affrontando un flusso migratorio significativo possono richiedere assistenza tecnica e operativa a Frontex. Quest'ultima può lanciare un'operazione congiunta sulla base delle richieste degli stati membri ospitanti, come nel caso dell'Italia nell'Operazione Triton.” Comunque, nonstante il contributo nel salvataggio dei migranti che arrivano a Lampedusa, questa operazione sembra essere inefficace.

Secondo il sindaco di Lampedusa, Giusi Nicolini, “quando la morte arriva ci si sente sconfitti e ci si chiede perché non cambi mai nulla. L'Europa è totalmente assente, e non serve essere degli asperti per capirlo". In altre parole, dietro il protocollo, la burocrazia e i discorsi ben fatti, i leader dell'UE si augurano di evitare un'ondata di clandestini in Europa. Lo scorso anno, il primo ministro inglese David Cameron sconvolse tutti affermando che l'Inghilterra  non avrebbe più partecipato alle operazioni di salvataggio. Strano, se consideriamo che il premio Nobel per la pace nel 2012 è andato proprio all'Unione Europea.

Migrazione nel Cinema

L'industria dei film e la sua natura capitalistica sono responsabili del trash che vediamo al cinema. Inaspettatamente, dietro al successo di questa spazzatura c'è un forte piano di strategia comunicativa. Per questo, non si può fare a meno di rimanere inorriditi quando  film con una forte portata sociale  non vengono pubblicizzati e considerati dai media.

Il film “The Good Lie”, diretto da Philippe Falardeau nel 2014, affronta un argomento senza tempo e allarmante, ed è una delle attuali preoccupazioni dell'Unione Europea – la migrazione. Basato su una storia vera, il film mostra le difficoltà che un gruppo di bambini deve superare dopo la morte dei loro genitori, uccisi in un attacco in Sudan. Dopo aver viaggiato per mille miglia per l'Etiopia e poi in Kenya, trovano un campo per rifugiati dove rimarranno per 13 anni per poi essere adottati da alcune famiglie statunitensi.

Tutto quello che succede dopo non è altro che una triste immagine della realtà del nostro mondo dove  i clandestini, che non hanno mai visto prima un cellulare, arrivano nell'ovest civilizzato per richiedere asilo e trovare lavoro.

Conclusioni

A causa dello Stato Islamico che sta diffondendo terrore in Libia, l'Unione Europea non solo fa fronte alla crescente ondata di richiedenti asilo nel Mediterraneo ma deve anche affrontare il problema della sicurezza. La Commissione Europea comprende che l'aumento dei clandestini richiedenti asilo è collegato al peggioramento della situazione politica in Medio Oriente, ma secondo gli enti governativi, per i quali i richiedenti asilo rappresentano il problema più grande, l'UE non sta prendendo misure efficaci per risolvere questo problema. 

Proofread by Danica Jorden