Immagina una nuova Europa

Articolo pubblicato il 24 settembre 2014
Articolo pubblicato il 24 settembre 2014

Una cosa è certa: l'Europa non ha un'unità geografica chiaramente definita, né l'ha mai avuta. La Società Europea degli Scrittori (SeuA) propone una mostra con nuove prospettive, sotto forma di immagini, video e installazioni.

Spauracchi burocratici, inefficacia di azioni e prese di posizione sono cliché fin troppo conosciuti riguardo alla UE. Ma cos'è davvero l'Europa, al di là della dimensione politica e istituzionale della UE? La mostra Deconstructing borders for a migrant Europe dell'Institut Français di Berlino osserva il territorio europeo da una prospettiva artistico-scientifica. Artisti provenienti da paesi diversi si confrontano l'uno con l'altro con carte geografiche e confini europei alla mano nella mostra che è parte della SECESSION della Società Europea degli Scrittori  (SeuA). Il risultato sono visioni, utopie e distopie che convergono in una domanda: cosa significano le unità geografiche? Come si può trasporre cartograficamente l'Europa? 

Per mostrare quanto i confini europei possono effettivamente estendersi ed essere delineati, Camille de Toledo (CHTO) ha donato all'Europa una precisa corporeità. Con la sua installazione, CHTO descrive il territorio europeo utilizzando pellicce e pelli animali tese all'interno della cornice grazie a fili di nylon.   Con queste "carte epidermiche", colorate di rosso, l'artista  e autrice vuole ricordare il sangue e la violenza che hanno segnato la storia europea. Dopo le guerre e i cambiamenti politici, l'Europa delle carte epidermiche appare un territorio selvaggio. D'altro canto, il filo di nylon indica una possibile rinascita per il nostro continente, invitando al sogno e alle utopie. Un futuro nuovo e diverso sembra possibile. 

Anche l'artista albanese Anri Sala cerca di attribuire un corpo alle forme europee: così l'Italia diventa un'alice. Il lavoro di Sala si basa su disegni anatomici scientifici del diciassettesimo secolo, all'epoca realizzati per la classificazione delle specie. Un tentativo tanto infruttuoso quanto quello di definire l'Europa attraverso i suoi confini geografici. 

Confini: antichi, nuovi e scomparsi  

L'artista tedesca Simona Koch mostra lo spostamento dei confini che si è avvicendato nei secoli sul continente europeo nella videoistallazione Borders/Europe. Le linee di confine sbiadiscono, si spostano per poi ricomparire, in movimenti che mostrano allo stesso tempo la fragilità del progetto degli stati nazionali e la continuità della violenza e della conseguente pace europea.  

Per Julie Béna i confini, i territori e gli stati sono definitivamente scomparsi. In Upstream l'artista prende in considerazione unicamente le correnti: migratorie, di guerra, di viaggio, finanziarie, non importa definirle tutte, Bèna ricrea nelle sue carte di stoffa, con frecce senza origine e senza apparente collegamento, i movimenti più disparati avvenuti al'interno del continene. L'Europa come spazio (territoriale) sembra essere ormai inesistente, i confini sono quindi divenuti superflui.  

L'antropologo Cédric Parizot, con l'aiuto di Douglas Edric Stanley, mostra la sua ricerca sulle città in moviemnto in A crossing industry, che spiega come la sorveglianza sulle frontiere stia diventando sempre più industrializzata. L'opera, in una simulazione, pone l'osservatore nella prospettiva del migrante, rendendo percepibili le dinamiche di confine, tra chi passa e chi non passa, gli ammessi e i respinti. L'opera si trasforma così in una documentazione del potere.  

Verso un'Europa cosmopolita, ma di vetro?

Tutta un'altra dimensione assume l'opera dell'artista italiano Marco Pezzotta. Smooth Handoff Panel si confronta con l'attuale crisi economica europea: una mano di vetro cerca di afferarre una moneta da due euro ormai spezzata.  Sembra che l'Europa si sia eccessivamente ridotta ad un comune mercato finanziario. Forse l'euro è già in crollo e non si può più salvare? Lo sforzo per raggiungere la trasparenza nei mercati è comunque una certezza. Così Pezzotta, con la mano di vetro che si tende, richiama alla mano invisibile di Adam Smith. La mostra comprende inoltre opere di: Álvaro Martínez Alonso, Kader Attia, Famed, Hackitectura, Nicolas Maigret, Migreurop e Philippe Rekacewicz. L'esposizione Deconstructing borders for a migrant Europe offre un'immagine dell'Europa estremamente sfaccettata, caratterizzata dall'intermedialità, utilizzando installazioni, video, stampe, disegni, fotografie e simulazioni di gioco e mostrando l'Europa dal microcosmo all'assoluto in tutte le sue sfaccettature. Un'Europa non necessariamente nuova, ma nuovamente e diversamente pensata, che ottiene così una dimensione non soltanto politica-istituzionale, ma cosmopolita e artistica.  

La mostra  „Deconstructing borders for a migrant Europe“ nell'ambito della Secession è visitabile fino al 10 Ottobre 2014  presso l' Institut Français di Berlino (Kurfürstendamm 211, 10719 Berlin). L'ingresso è libero. 

Niente paura del pensiero europeo

Da settembre a ottobre del 2014 viene analizzata  e discussa la serie di eventi legati alla  SE­CES­SI­ON  riguardo all'Europa della burocrazia. Poiché Cafebabel Berlin è convinta che "Europa" significa incredibile varietà e non follia burocratica, siamo ovviamente partner ufficiali dell'evento. Info su  Face­book e Twit­ter.