Imago mundi: umanità mediterranea in 3500 tasselli

Articolo pubblicato il 20 febbraio 2017
Articolo pubblicato il 20 febbraio 2017

Il 18 febbraio è stata inaugurata la mostra Imago Mundi - Rotte mediterranee. Diciannove paesi che si affacciano sul Mar Mediterraneo, 3500 storie tutte così diverse e così vicine. L'abbiamo visitata per voi.

"Qui tutto è dispari, mischiato, cangiante, come nel più ibrido dei continenti." (G. Bufalino)

Dietro alla porta a vetri dello spazio ZAC dei Cantieri Culturali alla Zisa è proprio così, come se migliaia di storie diverse volessero essere ascoltate, tutte insieme, in un tripudio di voci colorate che aspettano pazienti il loro turno. 

Si tratta dell'esposizione di parte delle collezioni Imago Mundi, progetto di Luciano Benetton che, nell'ambito della Biennale dell'Arcipelago Mediterraneo, si compone delle opere di 19 paesi, in apparenza lontani, ma tutti con la stessa anima, l'appartenenza mediterranea. 

La mostra 

È come un enorme puzzle. 3500 tele, dimensione 10x12. L'acqua del Mar Mediterraneo scorre, a volte tumultuosa, a volte rassicurante, su tutte queste storie. Davanti a ciascun pannello le emozioni si susseguono confuse: smarrimento, curiosità, fame di conoscenza, stupore, indignazione, tristezza, allegria. Ogni piccolo tassello è una storia.

Da sola ciascuna tela potrebbe quasi apparire insignificante. Man mano che lo sguardo si allarga però la forza è sempre più dirompente. Come nella realtà, da soli non si è nulla, insieme si è tutto. 

Le immagini si susseguono: un "rosario" musulmano che spicca in mezzo ai tipici colori del Marocco, la foto di una città devastata in Libia, una Bibbia trafitta da un chiodo in Campania, un irriverente dito medio in Tunisia, una tazzina di caffè dalla Croazia, una bomba a mano in Albania, un mazzo di fiori dal Libano, cellulari che trasmettono video dalla Siria, Israele e Palestina che riescono a stare accanto senza provocare altro che stupore per la bellezza. 

Il centro del Mediterraneo

Al centro, dall'alto, pende la foto della Sicilia, scattata dallo spazio dall'astronauta Luca Parmitano. Immediatamente sotto, i pannelli dedicati all'isola, centro della mostra e centro del Mediterraneo. Si chiama "Identità siciliane. Contemporary Artists from Sicily". Ci stanno tutte le anime dell'isola, la sofferenza della piaga mafiosa, la ricchezza delle arance, la diversità, chiavi, odori. Tutto si percepisce, ancora una volta, soltanto nell'insieme. 

Il messaggio

Un luogo non è mai soltanto un luogo, un popolo non è mai una massa uniforme. Ciascun luogo, ciascun popolo è una storia, una storia dalle mille sfaccettature, fatta di dolore e allegria, di vittoria e sconfitta, di tradizioni che vengono da lontano e di nuove abitudini, è fatta di animi corrotti, ma anche di animi che riescono a combattere quella corruzione con la propria onestà e il proprio coraggio. Tutti fanno parte di un'unica grande razza, la razza umana. Tutte queste piccole tele sono uno specchio. Potete trovarci la nostra storia, il nostro temperamento, la nostra diversità, la nostra ricchezza. Ecco, l'abbiamo trovata proprio qui, dove tutto è dispari, mischiato, cangiante.